“Ormai lo conosciamo: toglie più voti di quelli che porta ed è sempre pronto a far esplodere qualsiasi alleanza”

(diTommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – Per il sociologo Marco Revelli l’idea di tenere Matteo Renzi nel campo largo nasce da un’illusione ottica alimentata dal rapporto – poco virtuoso – tra media e politica. “C’è una malattia subdola del sistema dell’informazione in Italia: ci si innamora dei dettagli perdendo di vista il quadro generale. Ci si invaghisce di una figura marginale e si continua a darle credito anche se conta come il due di picche nei grandi giochi”. Uno scollamento tra comunicazione e realtà, oltre che tra élite e popolo votante: “Accade in parte anche con Carlo Calenda – aggiunge Revelli –: sono mosche cocchiere che siedono a cassetta credendo di guidare la carrozza”.
Secondo Schlein, per vincere servono tutti.
Facciamo una premessa: mettere nel proprio campo Renzi è come piazzare una bomba a orologeria sotto il proprio tavolo. Il suo percorso politico è ormai tracciabile da una quindicina d’anni: la sua vocazione compulsiva al tradimento delle alleanze dovrebbe ormai essere acquisita.
Ma persino il suo 2%, in questa situazione di incertezza, può pesare.
È una falsa operazione matematica, dettata dall’illusione che il bacino elettorale sia dato, fisso e stabile e che i giochi al suo interno siano a somma zero. Ma le grandezze in gioco non sono matematiche: sono politiche. Il contributo di ogni partner è variabile, ci sono anche percentuali che si sottraggono: un cattivo candidato può pure portare il suo 2 per cento, ma contemporaneamente ti fa perdere quattro punti. Il gioco diventa negativo.
Poi c’è un problema di credibilità politica: come si spiega agli elettori un’alleanza con chi fino a ieri era il simbolo di una stagione da superare?
Il minimo comune denominatore di un campo di centrosinistra, pure annacquato, dovrebbe essere la promozione della giustizia sociale. Renzi, invece, ha sempre praticato l’ingiustizia sociale: ha favorito i forti e non i fragili. Questo appartiene al suo carattere di animale politico, anche se ora è un animaletto che pesa poco.
Ammesso che si vincano le elezioni, poi come si governa con uno così?
Come dicevo, mettere Renzi al tavolo è come piazzarci sotto una bomba a orologeria: al primo passaggio in cui intravede un vantaggio personale, fa saltare tutto in aria. Ma il problema è complessivo: vincere queste elezioni non significa ottenere una frazione marginale di vantaggio, ma prendere una parte consistente di voti più dell’altra. Ci si può riuscire soltanto sfondando il confine tra voto e non voto, riconquistando almeno una parte di quell’elettorato che da un quarto di secolo è uscito disgustato dal sistema politico. Fino agli anni Novanta la partecipazione superava l’80 per cento; oggi il corpo elettorale è ridotto a poco più del 50 per cento degli aventi diritto. E tu pensi davvero di riportare alle urne chi è scappato arruolando uno di quelli che l’hanno fatto scappare?
Chi sarebbe capace di parlare agli elettori dispersi?
Nel possibile campo largo nessuno, nemmeno Conte, ha questa capacità magnetica di attrarre quella limatura di ferro che si è dispersa nel non voto. Servirebbe un outsider credibile, capace di presentare un progetto realmente in controtendenza sui grandi temi: distribuzione della ricchezza, diritti sociali, sanità, pace e guerra. Non sarà questo il momento di un grande discorso di geopolitica per evitare la catastrofe? Servirebbe uno che rompe gli schemi come Zohran Mamdani a New York, una figura che ribalta i tavoli, altro che campo largo. E noi siamo qui a parlare dei nani politici.
90 minuti di applausi a Revelli: “Servirebbe un outsider credibile, capace di presentare un progetto realmente in controtendenza sui grandi temi: distribuzione della ricchezza, diritti sociali, sanità, pace e guerra. Non sarà questo il momento di un grande discorso di geopolitica per evitare la catastrofe? Servirebbe uno che rompe gli schemi come Zohran Mamdani a New York, una figura che ribalta i tavoli, altro che campo largo. E noi siamo qui a parlare dei nani politici”
"Mi piace"Piace a 2 people
I ragionamenti di Raveli mi trovano completamente concorde tuttavia ,secondo me dovrebbe riflettere sul perché dei comportamenti della segreteria PD . Calcolo aritmetico infantile o altro ? Io credo che in quel partito una parte corposa e maggioritaria si identifica totalmente con Renzi e il suo modo di interpretare la politica cioè neoliberisticamente e attenti a non contraddire i neocon Usa. Per esempio sulle guerre, Nato e riarmo che oggi rappresentano di gran lunga il nodo politico ed economico del mondo intero più importante il PD è più guerrafondaio e reazionario della destra e Renzi in questo senso è il rappresentante più coerente dell’ anima PD . Quello che non capisco non è il parere dei giornalisti da talk-show ben noto per il loro asservimento alla razza padrona , ma quello di Conte e di Flatoianni che fanno finta di non vedere il muro dove vanno a sbattere .In politica con gli elettori paga il coraggio e la coerenza e non l’utilizzo della calcolatrice.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Probabilmente le risposte sono 2: nel Pd c’è ancora una forte componente renziana, specialmente fra i cosiddetti cacicchi. E poi è anche una semplice strategia politica. Renzi farebbe opposizione interna al M5 stelle. Quindi, nell’alleanza del campo largo, ci sarebbe maggiore forza politica ‘centrista’ e a livello elettorale il M5stelle perderebbe ancora voti, garantendo al Pd più potere. Conte si starà probabilmente muovendo per ottenere qualcosa, dal momento che dovrà accettare per forza Renzi. Insomma, sono giochi da vecchia politica. E ha pienamente ragione Revelli. Se con questa mossa pensano di richiamare alle urne la valanga di astenuti si sbagliano di grosso. Il campo largo è un colabrodo. E’ anche vero che ormai non c’è più tempo per organizzare qualcosa di meglio. Il Movimento di Grillo ci ha messo anni per consolidarsi a livello popolare. Conte ha passato gli ultimi anni a dormire. E’ triste vedere che fa più opposizione Renzi (scatenato nelle ultime settimane contro Meloni per salvare la poltrona) piuttosto che un Movimento a trazione democristiana
"Mi piace"Piace a 2 people
Peccato che alle ultime elezioni ha pagato l’ infimo populismo d’accatto della pifferaia magica Cialtronaaaaaa e della sua armata Branca soldi
"Mi piace""Mi piace"