
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Commuove il sincero sgomento della razza padrona e della stampa al seguito appena uno del giro finisce in galera. Ieri è toccato a Mauro Moretti, l’ex capo di Ferrovie condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio (32 morti, 130 feriti, un quartiere raso al suolo) dopo 17 anni e 7 gradi di giudizio (uno in Tribunale, tre in Appello e tre in Cassazione). Siccome la pena supera […]
È uguale per gli altri
(Di Marco Travaglio) – Commuove il sincero sgomento della razza padrona e della stampa al seguito appena uno del giro finisce in galera. Ieri è toccato a Mauro Moretti, l’ex capo di Ferrovie condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio (32 morti, 130 feriti, un quartiere raso al suolo) dopo 17 anni e 7 gradi di giudizio (uno in Tribunale, tre in Appello e tre in Cassazione). Siccome la pena supera i 4 anni, Moretti è finito in carcere, ma ci resterà pochissimo: avendo 72 anni, otterrà presto i domiciliari grazie all’ex Cirielli (il regalo di compleanno che si fecero B. e Previti salvando dalla prigione gli over 70). Ma è una questione di principio: i ricchi e i potenti non devono metter piede in cella neppure per un nanosecondo. Sennò poi la gente s’illude che la legge sia davvero uguale per tutti, cioè che l’articolo 3 della Costituzione sia ancora vigente, e si crea un pericoloso precedente. Da 36 anni, da Mani Pulite, tentano di convincerci che la legge è uguale per gli altri, a suon di indulti, prescrizioni agevolate, depenalizzazioni, prove cestinate per legge, immunità extralarge, riabilitazioni e grazie quirinalizie per delinquenti amici e amiche degli amici.
Ora che c’erano quasi riusciti, finisce dentro un top manager e tocca ricominciare tutto daccapo. L’ingresso di Moretti nel carcere di Orvieto è accompagnato da un corteo di vedovi inconsolabili e prefiche lacrimanti. Rep lo intervista come fosse Silvio Pellico: “L’ultimo sfogo del manager: ‘Affronterò la prigione, ferita la certezza del diritto’”. Il Corriere lo scambia per Antonio Gramsci: “Lo sfogo: ‘Sono pronto alla cella, entro con la schiena dritta. Ma per tutti i manager è un precedente pericoloso’” (tutti i manager di aziende senza sicurezza). I salici piangenti del Foglio non si danno pace: “Il carcere a Moretti mostra una deriva della cultura dello scalpo”. E neppure Giorgio-Mediaset Gori (Pd): “Nella strage di Viareggio morirono 32 persone. Spero di non mancare di rispetto a nessuna di loro, né ai famigliari, se dico che considero assurda la condanna definitiva inferta (sic, ndr) a Moretti, che rimane per me uno dei migliori manager pubblici che il Paese abbia avuto”. Lo dice anche il Messaggero: è “un torto al Paese”, non per tutti quei morti e feriti, ma perché i giudici “emotivi” ci hanno “privato di uno dei manager migliori”. Così possiamo immaginarci i peggiori. Poi uno si meraviglia se tutti, da destra a sinistra, odiano tanto i 5Stelle, quelli del Vaffa ai parlamentari condannati e della Spazzacorrotti per la certezza della pena ai colletti bianchi. Fino all’altroieri li paragonavano a Vannacci. Poi il generale è andato ad accogliere Alemanno all’uscita da Regina Coeli. Dal carcere alla politica senza passare da casa. Com’era quella del mondo al contrario?
"Mi piace"Piace a 17 people
.
"Mi piace"Piace a 3 people
"Mi piace"Piace a 10 people
” Giorgio-Mediaset Gori (Pd): “Nella strage di Viareggio morirono 32 persone. Spero di non mancare di rispetto a nessuna di loro, né ai famigliari, se dico che considero assurda la condanna definitiva inferta (sic, ndr) a Moretti, che rimane per me uno dei migliori manager pubblici che il Paese abbia avuto”. Lo dice anche il Messaggero: è “un torto al Paese”, non per tutti quei morti e feriti, ma perché i giudici “emotivi” ci hanno “privato di uno dei manager migliori”. Così possiamo immaginarci i peggiori.”
👏👏👏👏👏👏👏👍👍👍👍👍👍👍
Che i quotidiani in generale vendano ben poco e le edicole chiudano, non dovrebbe più meravigliare nessuno oramai…
“Il Fatto quotidiano” è quasi l’unica eccezione, che conferma la regola.
"Mi piace"Piace a 3 people
Firmare per abolire il finanziamento pubblico ai giornali
"Mi piace"Piace a 2 people
Scrivono le leggi che valgono solo per i poveracci.
Mettono i poveracci contro i disperati.
Tolgono diritti e welfare a chi è più fragile.
Poi qualcuno, ogni tanto, parla di spazzacorrotti, tassa sui milionari, salario minimo, reddito di cittadinanza, etc. etc. e giù, levata di scudi in difesa di casta e politici.
Popolo irrecuperabile il nostro.
"Mi piace"Piace a 6 people
Ci sono due aspetti della “responsabilità”: i doveri e i diritti. Prenderla, comporta dei rischi e chi lo fa vuol essere ben pagato… ma la responsabilità non la vole e la scarica appena arriva il primo assegno!
Questo è un buon modo di fare le cose, lo imparano subito i bambini.
"Mi piace"Piace a 2 people
Grazie alla Redazione di Infosannio…..
"Mi piace""Mi piace"
“Chi muore giace e chi vive si dà pace,
……………………………………………………………..perfino in Vietnam
https://beppegrillo.it/in-vietnam-si-spostano-anche-i-morti-per-fare-spazio-al-golf-di-trump/
Tiè popolo ciapa in der cul
"Mi piace"Piace a 1 persona
Facciamola finita e scriviamo direttamente che la legge è uguale per tutti, tranne che per loro. E Silvio B. Santo subito.
"Mi piace"Piace a 2 people
Io avrei chiesto a quelli come Gori che non vogliono mancare di rispetto ai morti ,feriti e parenti della strage di Viareggio: ma allora chi c… è il colpevole di quel disastro ? Forse era solo la loro che incautamente si trovavano in un posto sbagliato .
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ma infatti. Il “manager” vien pagato paccate di quattrini perché sì. Sempre vagoni (!!) di onori, ma oneri mai, neanche mezzo. E se c’è un “vuoto normativo”, eh, lasciamolo lì dov’è, a servire il manager strapagato di turno. Comodo fare così. Tutto si riduce alla regola d’oro per la quale “Va tutto bene finché va tutto bene, poi, quando va male, è sempre colpa di qualcun altro”… Bella vita, eh?!
"Mi piace"Piace a 5 people
Ho vissuto la mia vita lavorativa in una grande azienda in cui vigeva questa regola non scritta : fai fare ai tuoi dipendenti quello che ritieni opportuno per la tua carriera e, se va’ tutto bene e merito tuo ,ma se c’è un un ” incidente di percorso ” allora la colpa e di qualche tuo dipendente o dalla sfortuna che ti perseguita dall’ inizio del campionato.
"Mi piace"Piace a 1 persona
“Bravissimo manager”.
Se la memoria non mi tradisce, ricordo che con lui, le ferrovie italiane iniziarono e subirono una cura da cavallo (neoliberista)di cui possiamo oggi vedere i “benefici” effetti. Forse per questo percepiva ai tempo un compenso enorme, enorme.
E immagino che sia per questo motivo le tante lacrime della stampa (quella maggioritaria, al servizio di chi ci ha portati fin qua, con destinazione il medioevo: ma non quello dei benedettini, sia ben inteso).
Vediamola così: lo sgomento e lo scandalo, perché un “sistema” ha ancora intralcio dalla separazione dei poteri, ovvero dal fatto che qualcuno possa ancora chiedere conto al loro agire. Delirio di onnipotenza. Ed è tutto coerente: dal taglio brutale dei posti di lavoro, alla svendita delle aziende … fino alla scelta dei condizionatori o, permettetemi, della fiala sperimentale a un ragazzo per includerlo (!) in qualsiasi attività sociale.
NULLA mai chiesto da qualche cittadino. Fatto ingoiare a forza a tutti, certamente sì. Non per nulla la comunicazione (doppiozero) è tutto, da trent’anni in qua.
"Mi piace""Mi piace"
Ma Mauro Moretti che ha fatto? È stato condannato a 5 anni per cosa?
"Mi piace""Mi piace"
“Il 31 gennaio 2017 il tribunale di Lucca lo condanna in primo grado a 7 anni di carcere per disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. La sentenza è stata confermata in appello il 20 giugno 2019, sebbene la procura generale di Firenze avesse chiesto la condanna a 15 anni e 6 mesi di reclusione. Moretti aveva rinunciato alla prescrizione scattata nel 2018 per i delitti di incendio colposo e lesioni personali colpose. Nel 2020 Moretti ricorre in Cassazione contro la condanna.”
"Mi piace""Mi piace"
Si, ho capito. Ma la colpa qual’è? Essere l’Ad di Fs? Tipo Appendino sindaco di Torino?
"Mi piace"Piace a 2 people
Non lo so, questo è quello che ho trovato “al volo”.
"Mi piace""Mi piace"
Qui è più dettagliato:
https://www.sistemapenale.it/it/scheda/cassazione-2021-32899-disastro-ferroviario-viareggio-motivazioni
"Mi piace""Mi piace"
Se dirigi una struttura e questa causa danni a terzi, sei responsabile. Se passi sotto casa mia e un tegola del mio tetto ti cade sulla testa, chiedi i danni a me, anche se non te l’ho tirata!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Appunto, come per l’Appendino a Torino.
"Mi piace""Mi piace"
Leggo da il Manifesto.
“Lunedì prossimo saranno passati 17 anni dalla strage ferroviaria di Viareggio, 32 morti e centinaia di feriti, e proprio questa settimana la Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva le pene per gli imputati, determinando l’ingresso in carcere per alcuni di loro. Tra i quali l’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti, che presenterà istanza per i domiciliari. La sentenza di ieri ha affrontato questioni legate all’applicazione delle circostanze attenuanti generiche. Ma già una precedente sentenza della Cassazione, nel 2024, aveva affermato la responsabilità di una serie di dirigenti, tra cui Moretti.
Non sono mancate polemiche sull’ingresso in carcere di un manager così importante. Per chi critica la sentenza, le condanne sarebbero intervenute per una vicenda in cui, a fronte di un sicuro coinvolgimento dell’azienda, non sarebbe possibile rilevare una responsabilità dell’amministratore (e il discorso potrebbe valere anche per i manager apicali) per cui sarebbe stato umanamente impossibile intervenire. Non sarebbe possibile, cioè, esigere che l’amministratore delegato possa eseguire verifiche su tutti i vagoni che circolano.
L’argomento non coglie le argomentazioni poste alla base della sentenza di condanna e, più in generale, della recente giurisprudenza. Da tempo in Italia è in corso un dibattito sui temi della responsabilità colposa nelle strutture lavorative organizzate complesse. La sentenza sull’incidente di Viareggio costituisce un approdo fondamentale in cui si è cercato proprio di evitare ipotesi di responsabilità senza colpa.
Tradizionalmente, il concetto di colpa è stato legato alle posizioni di garanzia, con una lettura molto rigorosa. Di fronte ad un rischio di danno per persone o cose, si individuava una figura che professionalmente fosse garante rispetto a quel rischio. Nel momento in cui l’evento dannoso si verificava, si tendeva a ritenere che il titolare di questa posizione di garanzia fosse responsabile. Si è poi affiancato un criterio ulteriore per misurare la colpa, il cosiddetto “agente modello”: si poneva a confronto il comportamento che avrebbe tenuto questa figura ideale con quello del concreto titolare della posizione di garanzia e, nel caso di comportamento diverso da quello dell’agente modello, si riconosceva una responsabilità.
La giurisprudenza è però giunta a ritenere che neanche il criterio dell’agente modello fosse garanzia sufficiente rispetto alla possibilità di responsabilità senza colpa. È stato così elaborato il principio della “regola cautelare”: si individua la responsabilità solo laddove per la persona fosse conoscibile e applicabile un comportamento alternativo (appunto una regola cautelare) che avrebbe evitato quell’evento. La sentenza di Viareggio è netta nel ritenere che la possibilità del comportamento alternativo deve essere chiara, individuata con rigore, conoscibile prima dei fatti e capace di evitare l’evento.
Alla luce di questa giurisprudenza, è possibile affermare che Mauro Moretti non è stato condannato per non aver controllato il vagone che deragliando ha causato l’incendio, ma perché nel suo ruolo di amministratore ha strutturato e avallato un’organizzazione incapace di esigere, per i vagoni forniti da società estere come quello che ha causato l’incidente, il tracciamento di tutte le attività di manutenzione con un livello di rigore analogo a quello osservato per i vagoni italiani. Se ciò avesse fatto, ci si sarebbe resi conto che per il vagone deragliato mancava documentazione attestante i controlli e che tali controlli erano inadeguati rispetto ai rischi di rotture.
Si tratta di compiti di alta vigilanza che è quella propria degli amministratori delegati, è un loro specifico compito. C’è responsabilità quando l’incidente non è il frutto di un’occasionale errore in un corretto sistema organizzativo, ma quando il problema risiede nella modalità di gestione del sistema organizzativo di cui gli amministratori sono responsabili. Non c’è una responsabilità senza colpa, ma una colpa chiara che determina una responsabilità.”
Detto ciò, nonostante il disprezzo che nutro verso quasi tutti i Ricchi ( a prescindere, e so che è un difetto), trovo anomalo che finisca in carcere uno che CERTAMENTE non voleva far morire 32 persone, né causare un disastro ferroviario. Cambierei la legge, sanzionando solo economicamente il “gestore”, diciamo superficiale o comunque che ha delegato altri sul tema controlli/sicurezza.
Per una volta….comprendo la domanda retorica di SL.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie della risposta. Come pensavo è tutto molto complesso e un poco fumoso. Non resta che aspettare le motivazioni della sentenza.
"Mi piace""Mi piace"
Se fossi un imprenditore, un direttore o un manager, non faresti domande del piffero come questa. Se fossi un dipendente, allora saresti uno sprovveduto, perché non conosci i doveri di chi sta sopra di te. Ne esci bene solo se sei un barbone o un mantenuto!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Sai dove devi mettertelo il piffero? Non è obbligatorio rispondermi.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ti piace fare il servono e difendere gente che manco sa che esisti! Lo so, vorresti far parte di quella compagnia ma non c’è trippa per gatti!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Mi dispiace per il Trav, ma di questa discussione non c’è alcuna traccia negli appassionati dibattiti nelle famiglie italiane, ad esclusione dei parenti delle vittime di Viareggio e dintorni. Sono troppo prese dai dubbi sollevati dalla possibile partecipazione di Renzi al campo largo su cui, secondo me, non ci dormono la notte qui 5 mln di elettori, specie giovani, che son tornati a votare al referendum. Possiamo solo immaginare le accalorate dispute a tavola tra padri, madri e figli sulla questione a cui, di tanto in tanto, partecipano persino i nonni che, memori delle loro antiche giovanili contestazioni sessantottarde, intervengono con colorite brevi frasi taglienti che lasciano di stucco i presenti. Confido nelle loro sagge conclusioni condite da epiteti e qualche parolaccia rivolti ai congiunti tra una giliegia e un’albicocca rabbiosamente ingoiate, tipo: “Ma andate a c@gare! Che c@zzo ne sapete voi dei condizionamenti e alchimie interni al PD??!! Date retta a me: tutte coglionate sono!”. Una volta accantonati del tutto gli alterchi sulle amare sconfitte della nazionale di calcio, già da tempo fuori dai mondiali.
Oppuramente no?? Chissà.
"Mi piace""Mi piace"
Chi ha l’onere e l’onore di sedere ai ruoli apicali, che accetta di essere a “capo” di una società, lo sa che se dovesse accadere qualcosa sarebbe sua e solo sua, tutta la responsabilità o accettano di comandare solo per portarsi a casa fior fiore di stipendi, senza responsabilità di alcun genere? Chi secondo loro dovrebbe andare in galera? Un semplice manager? O addirittura un impiegato di prima? Io sinceramente rimango basita nei confronti di chi ha ruoli di ad e poi vorrebbe scaricare responsabilità ai sottoposti! Ma nel contratto che firmano non ci sono tutte le clausole del caso o fanno finta di nulla? Comodo, divento ricco e gli altri pagano per me se a sbagliare sono io! È dappertutto così! 🤬
"Mi piace"Piace a 1 persona
Stai mettendo il ditino da violinista nella piaga che meglio di così non si può: il punto (anche) è che paghiamo tutto il disastro (mi si permetta di dirlo) della cultura di un paese di chiara matrice cristiana cattolica, per cui si perdona sempre tutto a tutti e del caso, siam anche colpevoli di non aver porto l’altra guancia. Negli USA di matrice storicamente protestante, vige la Sacra Bibbia che nel suo delirio dice “occhio per occhio”, “an eye for an eye”. Ora, fermo restando che a furia di occhio per occhio diventeremo tutti ciechi, lì, negli USA, vige un senso della giustizia totalmente diverso. A volte, spesso, fin troppo draconiano e drastico, ma lì un manager che fa un disastro del genere alla fine della fiera PAGA col carcere e gli va di lusso se non lo sbudellano in galera gli amichetti detenuti. E non come qui, con la barzelletta de “la legge è uguale per tutti” per cui qualche annetto se va bene ma poi, porello, ha settant’anni. Lì vai al fresco e ci crepi di vecchiaia (se sei fortunello). Pur con tutte le storture di QUEL sistema giuridico, lì il senso della colpevolezza comunque si fa sentire: lì “qualcuno DEVE pagare” un po’ a prescindere (e vale però anche il concetto dell’agnello sacrificale che paga senza colpe sue proprie, basta che ‘qualcuno’ espii la pena, punto). Qui per contro, i colpevoli son sempre tutti tranquilli e rilassati e si fidano del “corso della giustizia” (che in parlamento viene indirizzata da decenni per evitare sempre gli apici, oh, ma guarda tu, a volte, il caso, eh?) e alla fine nessuno paga nulla, chi sta in basso paga ANCHE per chi sta in alto, e finisce sempre a tarallucci e vino se sei un potente, mentre se sei un disgraziato, finisci in galera e magari durante un interrogatorio ci lasci pure la pelle. Due pesi e due(cento) misure. Sempre in attesa di vedere schiantare in carcere quei “cattivelli” che per risparmiare sulla manutenzione per la quale paghi un balzello mostruoso ogni volta che sganci i soldi pel biglietto per uscire dall’Autostrada, sono volati giù da un ponte che si chiamava Morandi, perché chiaramente avevano voglia di farsi un video “short” su Youtube col fine di sputtanare le dicerie sulla forza di gravità messe in giro da un certo Sir Isaac Newton, un mattacchione che guardava le mele cadere e ci ha fatto la propria fama su Tik Tok, nella seconda metà del 1600. T’è capì?! Poi dice perché i giovani se ne scappano da questo paese dei cachi (o kaki?)… Mavvaffanzùm!! 🤦🏻♂️
"Mi piace"Piace a 1 persona
Capisco il tuo punto di vista ma ti invito a riflettere su una cosa. Se sei a capo di Trenitalia, che ha migliaia di treni in circolazione, e uno di questi deraglia e ammazza delle persone è automaticamente colpa sua? Con queste premesse passiamo dal ruolo di manager a quello di medium. Quel lavoro è una specie di ruota della sfortuna, il ti do i soldi poi se succede qualcosa vai in galera.
Chiaramente non può funzionare così: ci deve essere nel modello organizzativo adottato dal manager una falla che ha prodotto l’incidente. Se l’organizzazione è corretta ma, supponiamo, un controllo è stato fatto male paga solo il controllore.
Ora nel caso di specie non ho abbastanza informazioni ma credo che i giudici abbiano rilevato nelle procedure di controllo degli errori, e per questo lo hanno condannato.
Se le procedure invece erano corrette ma solo applicate male allora non ho idea del perché ci sia andato di mezzo lui.
"Mi piace""Mi piace"
Non ho niente a che spartire con i “garantisti” di cui parla Travaglio eppure il suo ragionamento non è condivisibile. Moretti è soltanto un esecutore di decisioni politiche che hanno riguardato le grandi privatizzazioni dei beni pubblici, dalla Sanità alle Ferrovie. Le leggi che hanno cancellato le vecchie partecipazioni statali e i monopoli pubblici e li hanno trasformati in Aziende dicono proprio questo, che in quanto aziende vanno sul mercato e devono perseguire il Profitto. Moretti ha la responsabilità MORALE di non avere denunciato questi fatti e di esserne di fatto complice. I politici che hanno scritto le leggi del trentennio neoliberale sono tutti a piede libero, da Prodi a Bersani sono ancora oggi a pontificare in TV. Moretti è il capro espiatorio delle follie del trentennio neoliberale. Quello che dicono Gori, Polito el Drito, Pina Piperno e compagnia ad calendas non mi riguarda ma con il populismo penale di Travaglio si va poco lontano, il Capitale continua a macinare legalità e vite umane in nome del profitto di pochi.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Le ferrovie, intese come Ferrovie dello Stato Italiane, non sono mai state privatizzate. Moretti ne è stato A.D. dopo essere stato A.D. di R.F.I..
Prima di esordire nella carriera ferroviaria è stato Segretario Nazionale della F.I.L.T. C.G.I.L., incarico che ricoprì sottoscrivendo il famigerato C.C.N.L. 1990/92, il contratto più liberista mai sottoscritto fino ad allora. Per curiosità, fu lui a voler aggiungere l’aggettivo Italiane al precedente nome delle Ferrovie dello Stato
"Mi piace""Mi piace"
Le Ferrovie sono state privatizzate, infatti le varie società in cui si sono suddivise si chiamano SpA. Il fatto che il controllo sia al 100% pubblico, non vuol dire che siano gestite come monopolio naturale di diritto pubblico come dovrebbe essere. Ci sono gare per il trasporto locale che vengono vinte dalle Regioni, come Trenord in Lombardia, ma intanto sono spezzettate in vari segmenti che non si parlano così bene fra di loro. Infatti piano piano, nonostante le resistenze della stessa Trenitalia, il binario è diventato sede non di una organizzazione efficiente del trasporto pubblico, ma sede di “concorrenza” e di “mercato”. Altrimenti non ci sarebbe Italo a fare concorrenza a Trenitalia, congestionando la rete e rendendola meno efficiente con il caos che vediamo quotidianamente. Inoltre le stazioni medie e piccole sono state abbandonate, cadono a pezzi o vengono chiuse, mentre le “Grandi Stazioni” sono state oggetto di una operazione “estrattiva” e trasformate in dei bazar scintillanti dove tutto si paga, non ci sono più panchine, non ci sono sale d’aspetto (a Roma Termini a una certa ora di notte ti buttano fuori anche se devi prendere il treno alle 5 del mattino), non ci sono fontanelle per bere (l’acqua pure quella si paga) e i bagni dove ci sono, sono a pagamento. Se questa per te è una gestione pubblica, hai le fette di salame sugli occhi e sei anche tu preda dell’incantesimo neoliberale.
"Mi piace""Mi piace"
Ho sentito ieri Alemanno dire che dopo la grazia a Minetti il Quirinale ha concesso una grazia (parziale) a un 88enne carcerato.
Evidentemente la procura in questione sul caso del simpatico 88enne non aveva le idee così cristalline come la procura di Milano sul caso Minetti.
Così dopo 4 mesi dalla concessione della grazia (parziale), forse perché la grazia era solo parziale (che gliela dai totale? in fondo ha solo 88 anni!) o forse per altri intoppi, il simpatico 88enne sta ancora in carcere.
"Mi piace""Mi piace"
A parte che, tra le altre cose, son qui che da anni mi domando che ne è della faccenda dal ponte Morandi, così, tanto per farmi del male (🤦🏻♂️), ma stavo pensando che per l’ex AD di FS la soluzione c’è ed è facilissima, non serve neanche un video tutorial su Youtube o su Tik Tok: dunque, si scrive e si manda una letterina (anche non affrancata tanto paga l’AD di Poste Italiane) al quirinale, alla C.A. Pres. d. Repvb. Italiot. Sergino MattaMan®, e gli si chiede la grazia (e per scrupolo anche la graziella e la grazziarrcà) e alla fine la si firma Moretti. Orbene, Minetti-Moretti, per due lettere di differenza le probabilità di aver successo in questa impresa mattacchiona oggettivamente sono mica poche, dai, no? Stràfigoooo!! Yeeee!! 💪🏼
"Mi piace""Mi piace"
Dopo 17 anni di calvario per avere una sentenza definitiva di 5 anni di carcere a fronte di solo 32 morti e 130 feriti ci sarà qualcuno in tutto l’ arco parlamentare che urgentemente imbastisca una richiesta di grazia verso il presidente della repubblica che come di recente su queste concessioni risulta magnanimo e compassionevole 🤔
"Mi piace"Piace a 2 people
9 anni ed 8 mesi a Espenhahn, 7 anni e 6 mesi a Moroni, 7 anni e 2 mesi a Salerno, 6 anni e 8 mesi a Cafueri, 6 anni e 3 mesi a Pucci e Priegnitz?
Non furono precedenti?
"Mi piace""Mi piace"