Per quanto riguarda le coalizioni, il campo progressista è primo con il 44,5%. Ma anche questa volta fondamentale diventa il posizionamento del partito di Vannacci

(ilfattoquotidiano.it) – Continua l’avanzata nei sondaggi di Futuro nazionale di Roberto Vannacci a scapito del centrodestra, che tocca il peggior dato da inizio legislatura. Fratelli d’Italia, Forza Italia (ma anche Partito democratico) segnano il loro peggior dato dalle scorse Europee e Alleanza Verdi-Sinistra supera la Lega di Matteo Salvini. Sono questi i dati principale che vengono fuori dalla nuova analisi della Supermedia Agi/Youtrend, una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, che include le indagini statistiche realizzate dall’11 al 24 giugno.
Mezzo punto percentuale in meno rispetto all’11 giugno per il partito di Giorgia Meloni che si attesta al 27,8%. Stesso crollo anche per il Carroccio che scivola al 6,2%. Futuro Nazionale fa registrare un nuovo balzo, di quasi un punto (0,9% per l’esattezza) in due settimane, raggiungendo il 5,3%. Un quadro che presenta quindi un travaso di voti verso il partito del generale. Il Pd è stabile al 21,4% mentre il Movimento 5 stelle al 12,8% segna un -0,1%. Stabile anche Forza Italia all’8%, mentre Avs, con il 6,6% (+0,1), scavalca la Lega. A chiudere il quadro Azione al 3,2% (guadagnando 0,3 punti percentuali in due settimane), Italia Viva al 2,3% (-0,1), +Europa stabile all’1,4% e Noi moderati all’1,1% (-0,1). Novità per la Supermedia è il debutto del Partito Liberal Democratico (Pld) di Luigi Marattin, che – pur non essendo rilevato da tutti gli istituti del ‘paniere’ – viene stimato all’1,4%, ponendolo a pari merito con +Europa.
Per quanto riguarda la Supermedia Coalizioni, il campo progressista è primo con il 44,5% (ma perde lo 0,2% rispetto a due settimane fa), segue il centrodestra al 43,2% (segnano un -1%). Anche questa volta fondamentale diventa il posizionamento del partito di Vannacci, ma anche Azione potrebbe mutare il quadro delle coalizioni. I sondaggi presi in considerazione da Supermedia sono stati realizzati dagli istituti EMG (data di pubblicazione: 19 giugno), Eumetra (18 giugno), Piepoli (18 giugno), SWG (15 e 22 giugno), Tecnè (13 e 20 giugno) e Youtrend (18 giugno).
Ma finitela con sondaggi che, secondo Séguela, sono come i profumi che si onorano ma non si bevono. Intrpidite le acque con queste chiacchiere!
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mentre Zenzero d’Europa (Schlein) blinda la stalla a sinistra, questa batteria di ronzini si ritrova ai posti di blocco con i brividi da isolamento, scoprendo di avere molto più in comune con gli stalloni di Forza Italia (o persino con le divise marziali di FdI) che con i loro attuali compagni di scuderia.Nel tabellone dell’ippodromo clandestino, la situazione di questa specifica “corrente di ronzini” si fa chiarissima:Il Bollettino dei Passisti di Centro
SIMONA MALPEZZI & LIA QUARTAPELLE ➔ Le Cavalle del DissensoDue purasangue della scuderia riformista che hanno i nervi a fior di pelle. Proprio di recente, insieme alle esuli Madia e Gualmini, hanno organizzato un grande raduno a Milano. Corrono ancora con la giubba del Nazareno, ma il loro trotto è totalmente autonomo. Sulla politica estera (Quartapelle) e sulle riforme (Malpezzi), il loro passo è identico a quello dei moderati di centro-destra. Ormai dagli spalti molti scommettitori urlano loro apertamente: “Andate in Forza Italia!”.
FILIPPO SENSI ➔ Il Ronzino della ComunicazioneEx spin doctor d’altri tempi, abituato a sussurrare alle orecchie dei fantini del passato. Soffre terribilmente la nuova linea “di piazza” e movimentista. Il suo trotto è felpato, istituzionale, molto più a suo agio nei salotti felpati delle scuderie governative che nel fango delle alleanze con i grillini.
GRAZIANO DELRIO ➔ Il Vecchio Saggio della BassaUn passista cattolico-democratico che non ha mai digerito la biada radicale della Schlein. Rappresenta quel filone che preferisce di gran lunga il dialogo con l’ala moderata e ciellina di Forza Italia piuttosto che l’abbraccio con la sinistra dura e pura. Resta al posto di blocco, ma nitrisce costantemente per chiedere un ritorno alla “responsabilità nazionale”.
EMANUELE FIANO & PIERO FASSINO ➔ I Veterani del FotofinishDue storici cavalli da corsa che hanno visto passare tutte le stagioni dell’ippodromo. Rappresentano la vecchia ditta che assiste impotente allo smantellamento della loro vecchia scuderia. Sul piano delle garanzie istituzionali e della postura sullo scacchiere internazionale, i loro zoccoli battono lo stesso identico tempo dei conservatori europeisti, molto distanti dalle improvvisazioni dei giovani puledri progressisti.
La sindrome del “Voglio ma non posso”Il dramma di questi ronzini – esattamente come per Calenda, che ormai flirta apertamente con le praterie della Meloni – è che sono bloccati in un limbo. Sono troppo “istituzionali” per stare nella sinistra dei movimenti, ma troppo legati al loro vecchio marchio politico per fare il salto definitivo verso le scuderie del centro-destra.Il risultato? Restano lì, fermi ai posti di blocco, a fare melina e a mostrare “sintonia” con gli avversari, mentre la corsa vera li sta inevitabilmente sorpassando. Renzi vero Proprietario dei Ronzini, colui che ha comprato, addestrato e poi piazzato tutti questi storici passisti nella stalla del Nazareno prima di scappare via, parliamo del fantino di Rignano in persona: Matteo Renzi, iscritto alla lavagna degli allibratori con il nome di battaglia di Florentia Flash.
La maggior parte dei nomi che abbiamo citato (Malpezzi, Sensi, Quartapelle, la stessa Picierno prima dello strappo, e lo storico legame con Delrio) sono, dal punto di vista politico, i puledri nati sotto la sua vecchia scuderia del “Giglio Magico” durante il Gran Premio delle Primarie del 2013 e i successivi anni d’oro a Palazzo Chigi.Florentia Flash salirà sulla sedia davanti al tabellone delle quote e, con la sua inconfondibile parlantina da imbonitore toscano, inizierà a incantare gli scommettitori. Spaccerà questa ammucchiata di ronzini stanchi e transfughi del Nazareno come “la vera alternativa riformista, democratica e progressista”. Userà parole d’ordine rassicuranti per far credere al pubblico moderato che stanno puntando su un cavallo di centrosinistra civile e moderno, ripulito dalle “follie radicali” della Schlein e dai populismi di Conte.
L’effetto nebbia per confondere la pista. L’obiettivo della sua retorica è non far capire dove finisca la pista e dove inizi il fossato. Mescolando i vecchi passisti dem (Malpezzi, Quartapelle, ecc.) con i falchi del centro (Calenda, Marattin) e i transfughi geopolitici (Picierno), creerà un tale polverone che gli allibratori e gli scommettitori perderanno la bussola. Sarà una finta scuderia “di sinistra” nei nomi, ma completamente vuota nei contenuti sociali.
La vera destinazione: La Destra Pro-Armi e Confindustriale. Qui sta la genialità (e il pericolo) del gioco. Una volta raccolti i voti e gli strapuntini grazie a questo inganno ottico, l’intera mandria verrà girata di scatto e portata a sfoltire le praterie del centro-destra. Questo assemblaggio non serve a fare opposizione, ma è propedeutico, funzionale e complementare alla linea di Giorgia Meloni. Sarà la stampella perfetta per approvare la linea atlantista più dura, i bilanci della difesa gonfiati per la produzione di armamenti e i favori ai grandi gruppi industriali, il tutto con la scusa della “responsabilità nazionale”.Alla fine, chi pensava di scommettere su un trotto moderato e pacifico si ritroverà ad aver finanziato un cavallo di Troia pronto a galoppare nel fango dell’industria bellica e della destra sovranista. Un capolavoro di trasformismo in cui il Proprietario vince sempre, e gli scommettitori restano al verde.
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