Pressing su La Russa e Fontana: “Scarpinato e De Raho interrogati in Antimafia”

Covid, guerra FdI a Conte: “Risponda alla Commissione”

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) -[…] Il mandato è insistere innanzitutto contro il primo nemico, Giuseppe Conte, su un tema su cui è facile toccare la pancia della gente come l’acquisto di mascherine in piena pandemia. Un bombardamento continuo, su di lui e su tutto il Movimento, anche per provare a distrarre almeno in parte dai continui guai di politica estera del governo. Ecco perché Fratelli d’Italia rilancia sullo scontro in commissione Covid e in Antimafia, andando in scia a un appello di Daniele Capezzone, direttore del Tempo, il quotidiano del deputato leghista Antonio Angelucci. In un comunicato congiunto, i capigruppo di FdI in Parlamento si rivolgono ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, chiedendo loro di trovare il modo di ascoltare Giuseppe Conte come testimone nella commissione Covid, di cui pure è membro.

[…] E lo stesso invocano in Antimafia per Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, entrambi componenti di quella Bicamerale. “La prassi è volta a non consentire l’audizione da parte delle commissioni d’inchiesta di propri componenti” riconoscono La Russa e Fontana tramite apposite fonti. Ma il punto è che i due presidenti non chiudono all’ipotesi: “L’audizione di un parlamentare in carica da parte di una commissione parlamentare di inchiesta non risulta preclusa in via generale e astratta”. Quindi, proseguono, “stante la situazione di stallo venutasi a creare nelle commissioni Antimafia e Covid, i presidenti confermano la disponibilità a convocare le Giunte per il regolamento per un necessario approfondimento”. D’altronde, fanno notare, ci sarebbe anche una scappatoia normativa: “Ove emergesse la disponibilità dei componenti delle commissioni a dimettersi per il tempo necessario a essere auditi, le presidenze sarebbero fin da ora pronte a rinominare gli interessati non appena concluse le loro audizioni”. Così La Russa e Fontana.

[…] Se non una porta spalancata, più di uno spiraglio alle richieste dei meloniani, pochi giorni dopo la lettera in cui avevano tirato le orecchie al presidente della commissione Covid Marco Lisei (FdI), esortandolo a “coinvolgere le opposizioni” nel decidere quali attività delegare all’esterno, dopo il caso dei due testimoni sentiti in un commissariato di polizia all’insaputa dei commissari. Nel Movimento prendono nota. In mattinata, i capigruppo del Movimento Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini avevano già replicato al Tempo: “Gli attacchi dei giornali di Angelucci, deputato di maggioranza mai visto dentro la Camera, sono la dimostrazione di come la tecnica di questa destra sia ormai sempre la stessa: usare il fango per coprire il proprio. Conte ha già dato più volte la disponibilità a essere ascoltato sulle scelte fatte in pandemia”. Poi arriva la nota di La Russa e Fontana. E parlando con il Fatto, il capogruppo del M5S in commissione Covid, Alfonso Colucci, riparte da lì: “Conte aveva chiesto di essere sentito in commissione con una lettera ai presidenti delle Camere, e lo aveva ripetuto anche durante i lavori. Non gli hanno mai risposto”. Ma ora nelle giunte cosa potrebbe accadere? “Vedremo se vorranno decidere a maggioranza rispetto a una prassi che è chiara, creando un rischioso precedente. Ma la certezza è che questa commissione e il suo presidente Lisei, di cui attendiamo ancora le dimissioni, sono ormai totalmente delegittimati”. Di sicuro l’eventuale audizione dei tre 5Stelle sarebbe un salto di qualità anche politico, avendo le Bicamerali – ognuna creata con apposita legge – gli stessi poteri e gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria. Ma c’è anche un evidente tema mediatico.

Con i 5Stelle che temono come un’audizione di Conte possa trasformarsi in una corrida, vista anche la frattura totale con Lisei. Invece il deputato del Pd Federico Fornaro, membro della giunta del regolamento a Montecitorio, prova ad allargare lo sguardo: “Penso che il tema possa anche essere oggetto di approfondimento in giunta. Ma come già avvenuto per la riforma del regolamento della Camera, sarebbe opportuno utilizzare un ‘lodo’ in base a cui le modifiche dovrebbero valere solo dalla prossima legislatura, per non dare la sensazione di una misura ad personam”.