(di Letizia Giostra – ilfattoquotidiano.it) – Ancora polemiche contro Report. La trasmissione nega l’indiscrezione sul commissariamento del conduttore Sigfrido Ranucci, ma un servizio del Tg1 rilancia l’ipotesi e rincara la dose con le polemiche di giornata della maggioranza contro il documentario Food for profit di Giulia Innocenzi. Ma prima è bene fare un passo indietro.

Ad aprire le danze un articolo del Messaggero sulla situazione che ci sarebbe dentro la redazione del programma. Clima pesante, tensione alle stelle con Ranucci sempre più solo: sarebbe stato commissariato dai suoi stessi colleghi. E il quotidiano fa anche i nomi: Giorgio Mottola e Giulio Valesini. Il primo, un collaboratore esterno. Il secondo, invece, un dipendente Rai (i nomi tirati in ballo sono gli stessi che fa l’edizione del Tg di ieri sera). E mentre il quotidiano scrive anche di un esodo di collaboratori, tra cui anche quelli storici del programma, è la redazione stessa a replicare. Lo fa attraverso una nota, che smentisce l’ipotesi commissariamento: la solidarietà della squadra Report verso Ranucci, al centro di una “continua, quotidiana e inarrestabile campagna diffamatori” però non dipana i dubbi. Soprattutto non convince il tg della rete ammiraglia del servizio pubblico che dà conto della smentita ma intanto rilancia pure sul resto.

In giornata a finire nella bufera delle polemiche del centrodestra è Giulia Innocenzi, firma Report e autrice di Food For Profit, documentario che accende i riflettori sugli allevamenti intensivi. Un lavoro che le è valso diversi premi, oltre alle proiezioni in diverse sale in giro per il mondo. Ma un articolo de Il Giornale punta il dito contro il docufilm, sostenendo che dietro ci sia il finanziamento di Michiel Van Deursen, imprenditore olandese che aiuta economicamente solo aziende vegane. Ma pure il Corriere della Sera fa la sua parte.

La cronista replica alle accuse dei colleghi della carta stampata: solo falsità. I finanziatori del suo documentario li ha resi pubblici fin dal principio, altro che megafono della lobby veg. Insomma nulla da nascondere, tutto tracciato e trasparente. Ma c’è dell’altro: il documentario sarebbe sotto la lente della commissione per il codice etico della Rai, scrive il Corriere. “Un’altra notizia falsa”, ribatte Innocenzi.

Ma è troppo tardi: il centrodestra si scatena con accuse più varie. Puntualmente rilanciate dal Tg Rai.