Preferenze. Fdi: “per noi ci saranno”; Tajani: “non c’è intesa”

Destra, mani libere per andare al voto: ok al Melonellum prima delle vacanze

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – I lavori della commissione Affari costituzionali sulla legge elettorale proseguono lenti. Pochi voti, molti stop, con le opposizioni che chiedono di interrompere la discussione fino a che la maggioranza non troverà un accordo al suo interno. Saranno anche sconvocate le sedute previste per sabato e domenica inizialmente fissate per accelerare e si andrà direttamente alla prossima settimana. Eppure non sembra un rallentamento vero e proprio. Perché l’obiettivo della maggioranza resta chiaro: chiudere in commissione la prossima settimana, tanto meglio se si evitano di discutere e votare gli emendamenti che possano mettere in difficoltà la coalizione.

È il caso delle preferenze che spacca la destra: ieri il leader Antonio Tajani ha detto che “non sono previste nel testo”, mentre il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha ribadito l’intenzione di presentare un emendamento in aula nonostante le “diverse sensibilità” della coalizione. Se Noi Moderati si dice a favore, la Lega è contraria. Nel corso della discussione in commissione ci saranno diversi emendamenti – di Azione e dei vannacciani – da votare sulle preferenze, ma la destra vorrebbe non arrivarci.

L’iter, infatti, è stabilito: l’idea è quella di andare avanti e poi chiudere venerdì prossimo al massimo i lavori in commissione per andare in aula per la discussione generale. Insomma, nonostante a ieri sera si fosse votata una decina di emendamenti, più fonti della maggioranza non vedono particolari ostacoli sull’iter della legge: se l’opposizione farà ostruzionismo, vorrà dire che si forzerà la mano andando in aula senza il mandato al relatore facendo decadere tutti gli emendamenti, è la minaccia che fanno trapelare fonti di maggioranza.

A ogni modo l’obiettivo è quello di approvare la legge entro la seconda metà di luglio al massimo in modo da dare tempo al Senato di provare a chiudere il testo anche lì entro l’estate. Obiettivo sulla carta complicato ma non impossibile. Se la maggioranza riuscisse ad approvare la legge elettorale Stabilicum entro metà luglio, Palazzo Madama avrebbe un mese prima della pausa estiva per approvare definitivamente il testo visto che sembra scontato il voto di fiducia in seconda lettura. Uno scenario che lascerebbe alla destra le mani libere sulla data del voto: approvare lo Stabilicum prima dell’autunno permetterebbe alla maggioranza, in teoria, anche di lasciarsi davanti solo la legge di Bilancio e puntare al voto anticipato nella prossima primavera.

Resta, invece, lo scoglio delle preferenze con il centrodestra che sembra destinato a spaccarsi in aula come dimostrato ieri dallo scontro tra Tajani e Donzelli. Le preferenze sono un tema anche sul tavolo del centrosinistra con Matteo Renzi che ieri ha lanciato una petizione per chiedere di reintrodurle (anche se Maria Elena Boschi aveva annunciato un emendamento, poi non presentato, come il resto della coalizione di centrosinistra). Anche il vicesegretario del M5S Michele Gubitosa attacca la maggioranza che vuole “mantenere il potere passando sopra la testa dei cittadini” confermando la linea di non presentare modifiche sulle preferenze: “Questa legge elettorale è politicamente sbagliata sia nel merito che nei tempi. Non c’è singola modifica, inclusa l’introduzione delle preferenze, che possa renderla accettabile”.