“Renzi? Lo conosciamo, neppure io mi fido. Ma non si fa politica personalizzando”

“Il Melonellum viola la Carta. E le primarie si devono fare”

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – Secondo Stefano Patuanelli, vicepresidente dei Cinque Stelle, non c’è da fare drammi per le Amministrative: “Non aver vinto a Venezia è sicuramente negativo, visti anche i presupposti. Ma gli altri dati raccontano che il campo progressista ha raggiunto i risultati che si era prefissato. Insomma, io questa grande vittoria del centrodestra non la vedo”.

Il M5S però è andato male. Vi state rassegnando ai risultati negativi nelle Comunali?

La rassegnazione non fa parte del nostro modo di fare politica. Dopodiché prendiamo atto che sui territori non siamo ancora capaci di essere attrattivi.

Perché?

C’è un tema sicuramente di riconoscibilità dei candidati, visto che parliamo di preferenze. Ma va anche ricordato che noi non facciamo parte di gruppi di potere e contrastiamo ogni logica clientelare. Ed è importante notare che ci sono stati risultati negativi sia dove siamo andati da soli sia in coalizione. La teoria secondo cui prendiamo di più correndo in solitudine è falsa.

Sembra che metà della base del M5S a Venezia abbia votato per il candidato di centrodestra, Venturini.

Non so come facciano a fare questi calcoli. Mi sembra un dato decisamente sovrastimato, tenendo conto anche dei nostri risultati nelle scorse tornate.

Sul Fatto Goffredo Bettini ha sostenuto che, se rimanesse l’attuale legge elettorale, ogni partito “dovrebbe andare con il proprio leader alle urne” e quindi che le primarie non dovrebbero svolgersi. Condivide?

Allora, per me il punto principale su cui dobbiamo concentrarci ora è costruire un programma condiviso per la coalizione. È necessario e urgente. Dopodiché una leadership andrà espressa. E io non vedo alternative alle primarie, a prescindere dalla legge elettorale.

A proposito: le destre si voteranno da sole lo Stabilicum e voi opposizioni resterete fuori da ogni trattativa?

Mi sembra abbastanza probabile. Stanno forzando.

Confessi: a voi e al Pd questa legge farebbe comunque comodo, perché darebbe un vincitore certo.

Non vedo quale sarebbe l’utilità di questo provvedimento per noi, e comunque io vorrei una legge che non fosse incostituzionale, e questa per vari aspetti lo è, innanzitutto perché comprime i poteri del presidente della Repubblica. Ma c’è un altro punto importante.

Prego.

Questa legge, per come è concepita, rafforzerebbe ancora di più il governo, che di potere ne ha già troppo. Mentre noi abbiamo estremo bisogno di tornare a rafforzare il Parlamento, visto che rimaniamo comunque una democrazia parlamentare.

Chiara Appendino ha fatto muro a Matteo Renzi: “Non posso fidarmi di lui, dopo il voto tradirebbe”. Ha torto?

Io penso che non si possa fare politica personalizzando e coi i veti. Neppure io mi fido ciecamente di lui, conosciamo i suoi colpi di testa: ma se costruisco un progetto per il Paese non devo guardare ai nomi.

Fermo restando che dovrà farsi votare per essere determinante…

(Sorride, ndr) Quello lo decideranno i cittadini.

Avete detto no all’ingresso dell’Ucraina nella Ue, come la Lega. Torna l’asse gialloverde?

Bisogna essere razionali, perché l’Ucraina è un paese in guerra e semi-distrutto. Il primo obiettivo è riportare la pace e poi ricostruirla. Piuttosto, l’Unione europea si concentri nel trovare un mediatore che lavori per arrivare a una tregua.

Ma far entrare in Ue Kiev sarebbe un segnale importante, no?

C’è anche un problema economico, in particolare sul tema agricolo, che mi sta molto a cuore (è stato ministro delle Politiche agricole nel governo Draghi, ndr). Vista la sua capacità agricola, l’Ucraina assorbirebbe una parte rilevante dei Pac (i contributi finanziati dalla Ue per le politiche del settore, ndr), togliendoli agli paesi europei, compresa l’Italia. Bisogna tenere conto di questi fattori.