
(ilfattoquotidiano.it) – È empiricamente provato: non esiste materia dello scibile politico su cui Calenda non si sia contraddetto. Il suo problema però è che è sempre molto severo con chi non la pensa come lui, esponendosi agli sberleffi di chi gli ricorda le sue posizioni passate (o future). L’ultimo caso è l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Calenda ha preso a dare dei putiniani a tutti, soprattutto Lega e M5S (Conte è “l’avvocato del popolo russo”), annunciando senza timore di smentita che “l’Ucraina deve entrare nella Ue con corsia preferenziale perché ha difeso l’Europa”. Peccato che 4 anni fa, a guerra già scoppiata, Calenda fosse pure lui putiniano, arrivando persino a contraddire sua maestà Mario Draghi: “Ha sbagliato, l’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che le consentono di entrare nel processo di ammissione nell’Ue. E poi se continuiamo ad allargare non costruiremo mai un’Europa forte, l’abbiamo visto col clamoroso errore dell’allargamento a Est”. Diceva Roberto Ruffilli: ormai siamo tutti troppo vecchi per essere coerenti. Ma in questo Calenda è un enfant prodige.
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