Boccia (Pd): “Chi li ha fermati?”. Per il capogruppo della Lega Romeo “la questione verrà discussa in un’altra sede”

(di Serena Riformato – repubblica.it) – La retromarcia sulla retromarcia, nel giro di poche ore. Il centrodestra fa sparire dalla sua mozione sul caro energia al Senato il punto in cui chiedeva al governo di rivedere al ribasso gli obiettivi sulle spese militari. Nella prima versione del testo, firmato dai capigruppo di maggioranza, si sollecitava l’esecutivo “a mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2% del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, al fine di garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici”.
All’inizio della seduta a Palazzo Madama, la vicepresidente Mariolina Castellone ha annunciato che i gruppi di maggioranza hanno presentato una riformulazione del documento sulla sicurezza energetica.
Nella seconda versione del testo il punto – l’ottavo – è stato direttamente rimosso.
Per il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo “la questione delle spese militari verrà discussa in un’altra sede, sarebbe stato problematico inserirlo in una mozione sul caro energia”.
Il dietrofront del centrodestra sulle spese militari aveva subito attirato accuse di incoerenza da parte delle opposizioni che hanno presentato una mozione unitaria a prima firma della senatrice del M5s, Dolores Bevilacqua.
“È una clamorosa marcia indietro su uno dei pilastri della politica estera di Giorgia Meloni o l’ennesima furbata di un governo sempre più in difficoltà?”, chiede Peppe De Cristofaro di Avs. “Da tempo chiediamo al governo di non dare seguito alla folle proposta americana di aumentare la spesa militare al 5% che distoglie risorse dalle vere emergenze dell’Italia e degli italiani. Richiesta sempre rigettata dal governo”.
Per il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini, “quanto sta accadendo in Senato è clamoroso. Ieri il M5s ha presentato una mozione, sottoscritta da tutte le opposizioni, per chiedere la revisione del limite del 5 per cento del Pil per le spese militari. Poco dopo, anche la maggioranza ha presentato una propria mozione che, di fatto, chiedeva la stessa cosa. Tradotto: dopo un anno ci stanno dicendo che quel limite del 5 per cento era una stupidaggine”.
Sulla vicenda, interviene anche il presidente dei senatori del pd, Francesco Boccia: “Prima dell’inizio dell’aula la maggioranza ha deciso, per evitare il confronto, di cancellare la citazione del 5% delle spese militari e di presentare un testo 2 della mozione. Quel passaggio è stato cancellato, è sparito. Chi li ha fermati? Chi ha dato indicazioni in questo senso? È successo qualcosa tra Salvini, Tajani e Meloni o il ministro Crosetto ha ancora una volta dettato un diktat ai gruppi parlamentari? Abbiamo bisogno di saperlo non tanto per la necessità di comprendere l’ormai evidente condizione comatosa della maggioranza, ma per capire dove stiamo andando e chiedere al governo di dare parere favorevole alla nostra mozione e alla maggioranza di sostenerla”.
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