(dagospia.com) – Il disgregamento interno di Fratelli d’Italia, dopo tre anni di melonismo senza limitismo, con la batosta del referendum si avvicina sempre più alla soglia dell’implosione. 

Con il familismo issato al potere – Giorgia a Palazzo Chigi, Arianna a via della Scrofa – le crepe son diventati crepacci, gli intrighi si son trasformati in complotti, il sentimento della responsabilità istituzionale è stato via via sostituito dalla prevalenza del più forte – come abbiamo impietosamente raccontato nel Dagoreport dei giorni scorsi.

Al rosario di faide sgranato dalla Fiamma, ora si aggiunge un’altra rogna di nome Fabio Rampelli, di professione architetto, ex nuotatore, fondatore nelle grotte di Colle Oppio, 70 metri quadri ricavata tra i ruderi delle Terme di Traiano, della sezione “I Gabbiani” (amavano, oltre a Tolkien, Richard Bach).

Il fondatore della storica corrente romana del Fronte della Gioventù, che agli inizi degli anni ‘90 ha svezzato e formato, tra canti del corno e anelli magici, l’allora quindicenne Giorgia con la sorellina maggiore Arianna, Fazzolari, Mollicone, Giuli, Lollobrigida, Gian Paolo Rossi, Emilio Scalfarotto e molti altri capoccioni oggi al potere, è oggi un mito rinnegato dei Fratelli di Meloni.

Nel 2018, Rampelli tocca il culmine con l’elezione a vicepresidente della Camera perché il suo predecessore Lorenzo Fontana (leghista) si è dimesso per diventare ministro. 

Dopo di che, la neo Ducetta si porta via tutti i “gabbiani” e chiude i conti con la mistica (e la cotica) di Colle Oppio, preferendo circondarsi di ‘’yes-men”. 

A Rampelli non resta altro che ingoiare la polvere del “parricidio”: già rottamato per le comunali capitoline (quando Arianna gli preferì il Carneade Enrico Michetti) e quando c’è stato da formare il governo, la botta più umiliante per il Gabbianone arriva con la scelta di candidare alla Regione Lazio il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca, uno con zero esperienza politica.

Ma la ruota gira, l’ombra della sconfitta si avvicina, la Ducetta ha perso lo smalto, dopo la caporetto del referendum e l’invincibilità dei primi tre anni dei Camerati d’Italia lascia il posto a una guerra per bande dei vari gerarchetti rimpannucciati, all’insegna: meglio occupare tutto l’occupabile.  

E cosi abbiamo assistito alla nomina a consigliere di amministrazione dell’Enel di Alessandro Monteduro, investitura che per ovvie ragioni di opportunità lascia per lo meno perplessi, ricoprendo il ruolo di capogabinetto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano (con delega all’intelligence).

Mentre l’altra eminenza nera della Fiamma Tragica di Palazzo Chigi, Giovanbattista Fazzolari si ritrova il suo capo della segreteria tecnica, già assessore alla Gioventù del Comune di Fiumicino, Emilio Scalfarotto, nel CdA di Fincantieri e PostePay.   

Nell’elenco sterminato di posti e prebende per i fedelissimi brilla immancabile l’assenza del “padre fondatore” Rampelli, il quale ne avrebbe piene le scatole di tale “rimozione” e ieri il Reietto di Colle Oppio si è autocandidato a scendere in campo nella primavera del ’27 contro il bis capitolino di Robertino Gualtieri.

All’Ansa il Gabbianone azzoppato ha dichiarato quanto segue: ‘’Sto bene dove sto, ma la politica, almeno per come io l’ho interpretata da quando ero ragazzo, è innanzitutto disponibilità verso gli altri e quindi se qualcuno mi dovesse chiedere di scendere in campo non sarei in condizione sicuramente di dire no”. 

Anche se trattasi di una candidatura a perdere, contando Gualtieri l’appoggio non solo del Pd ma anche del primo e filo-governativo quotidiano di Roma, ‘’Il Messaggero” (avendo il sindaco Gualtieri “concesso” a Caltagirone la guida della municipalizzata Acea), ‘’Pa-Fazzo’’ Chigi e via della Scrofa vedono l’autodesignazione di Rampelli come il fumo negli occhi. 

E ora, se Rampelli non rincula prima, che faranno Meloni e i vari Fazzo: continueranno a sbattere la porta in faccia al loro ex ideologo di Colle Oppio che nel 2012 partecipò alla scissione del PdL guidata da Meloni-La Russa-Crosetto? 

Essì: il Gabbianone oggi tra sé e sé dovrà ammettere che Alleanza Nazionale di Fini, con tutte le sue svolte alla Terme di Fiuggi, era molto più libera dei Fratellini di Meloni. Amorale della fava: alla fine si stava meglio quando si stava peggio….