Romano Prodi: «Sono stato segato alla Presidenza della Repubblica, ma la nostalgia è per Palazzo Chigi. Trump? Con il suo attacco ha fatto un favore a Meloni». L’ex premier intervistato a Bologna alla festa per i 150 anni del Corriere della Sera: «Stupido staccarsi come unico Paese dal Patto di stabilità. Va cambiato, ma da tutti. L’opposizione non è pronta a offrire un’alternativa di governo»

(di Francesco Rosano – corrieredibologna.corriere.it) – «Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore! Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella… Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia…». Ospite della masterclass con gli studenti dell’Ateneo bolognese organizzata dal Corriere della Sera per i celebrare a Bologna i 150 anni del quotidiano, Romano Prodi si confessa a tutto tondo al caporedattore centrale quotidiano, Marco Ascione. Senza risparmiare critiche al governo, che chiede alla Ue di allentare il Patto di stabilità per i costi dell’energia («Farlo da soli darebbe un errore gravissimo, da somari»); né all’opposizione di centrosinistra, che sogna la rivalsa elettorale («Non è pronta a offrire un’alternativa, ma non lo sono neanche il governo e la maggioranza»).
«L’opinione pubblica non ne può più di Trump»
Il Professore non ha cambiato idea da quando, all’alba del Patto di stabilità, dichiarò a Le Monde quello che pensa ancora oggi: «È stupido, perché il deficit ci vuole quando devi spingere avanti l’economia. Ma i tedeschi volevano una disciplina fissa». Ma ancora più stupido, sottolinea l’ex presidente del Consiglio dopo le richieste del governo a Bruxelles, «è staccarsi come unico Paese dal Patto di stabilità. Va cambiato, ma da tutti i Paesi, sennò uno fa la figura del somaro della classe». Sui rapporti con gli Usa e sullo “strappo” tra Donald Trump e Giorgia Meloni, sigillato da un’intervista del Corriere della Sera al presidente statunitense, l’analisi di Prodi è netta: «A Meloni ha fatto un favore, perché l’opinione pubblica non ne può più di Trump». Poco importa che la premier avesse attaccato il Professore proprio perché le aveva imputato di essere troppo obbediente a Trump: «Stavo facendo il minestrone, sapete noi anziani… e ho sentito dalla tv che ce l’aveva con me. Ma adesso lui le ha tolto il problema».
Prodi e le critiche al centrosinistra
E poi c’è il centrosinistra, con cui il Professore è anche meno tenero. Padre nobile sì, ma d’altri tempi e d’altri metodi. L’opposizione «non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va», sottolinea Prodi, acuto sostenitori dell’uninominale: «L’unico sistema che salva la democrazia». Perché toglie potere ai segretari di partito e lo restituisce agli elettori. E invece, nella situazione in cui siamo, «i dirigenti dei partiti parlano solo tra di loro e non c’è grande dialogo con il Paese per stabilire insieme il programma. Io ho fatto un anno in giro per l’Italia con un pullman scassato. Questo bisogna fare, altrimenti ci si ripiega sempre su se stessi». Ma chi rischia di essere oggi il Fausto Bertinotti che fa saltare il banco del centrosinistra? «Se non c’è un accordo serio e preventivo, tutti», allarga le braccia il Professore, che mette in guardia il campo largo dalla trappola di primarie pasticciate. «Io non sono d’accordo con le primarie prima del programma. Come fai a farla se non sai cosa vuoi fare sull’Ucraina, su Hormuz o sull’età della pensione? Le primarie si fanno su un programma comune e su chi lo può realizzare meglio, questo è serio. Altrimenti si possono anche fare le primarie tra Elly Schelin e Giorgia Meloni, se un programma non ce l’hai».
Infine, come un nonno, un consiglio ai giovani studenti dell’Università di Bologna. «Ragazzi, una cosa voglia dirvela per esperienza personale: cambiare mestiere nella vita è la più bella cosa del mondo, dover ricominciare dalla prima elementare è una delle cose più fortunate che mi siano capitate. E sarà ancora più necessario – conclude Prodi – con i grandi cambiamenti di oggi».
“Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore!”
Magna Tranquillo,basta il primo pirla che passa. Pasquà il portinaio o Sasà il benzinaio ed è gia un surplus.
Vai a farti una pedalata sulle colline bolognese,con bici a pedalata assistita e renditi conto che quello che dici non vale una cippa…come è sempre stato…almeno personalmente.
Vade retro Satana.
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qualche decrepito ottuagenario ama comportarsi ed essere farabutto…!
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Prodi una bella partita a bocce, no?
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“Come fai a farla se non sai cosa vuoi fare sull’Ucraina, su Hormuz o sull’età della pensione?”
Beh, se non altro il vegliardo ha messo in fila le priorità in modo corretto, anche se poi è ben altra cosa affrontarle nell’interesse esclusivo di ciò che conta davvero: il nostro paese, l’ Italia.
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Tohj…. ci abbiamo pure il corrierino ai tortelen…. ma si tutto fa brodo sopratutto se nel brodo ci metti pure la mortadella!
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