ISTAT, PIL DEL PRIMO TRIMESTRE CRESCE DELLO 0,2%

(ANSA) – ROMA, 30 APR – Nel primo trimestre del 2026 il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,7% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Lo rende noto l’Istat in base alle stime preliminari.
Il primo trimestre di quest’anno segna un lieve rallentamento rispetto agli ultimi tre mesi del 2025, che hanno registrato una crescita dell’economia dello 0,3% a livello congiunturale e dello 0,9% su base tendenziale.
Il +0,2% congiunturale messo a segno tra gennaio e marzo è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell’agricoltura e dell’industria.
Dal lato della domanda, spiega l’Istat, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. Usa e Israele hanno scatenato il primo attacco contro l’Iran il 28 febbraio scorso.
ISTAT, A MARZO CALANO OCCUPATI, -30MILA SULL’ANNO
(ANSA) – ROMA, 30 APR – A marzo 2026, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi. Nel mese, rileva l’Istat, gli occupati diminuiscono di 12mila unità su febbraio e di 30mila unità su marzo 2025.
Il tasso di occupazione è al 62,4%, invariato sul mese e in calo di 0,3 punti sull’anno. Il tasso di disoccupazione è al 5,2% in calo di 0,1 punti sul mese e di 1,1 punti sull’anno. Sale il tasso di inattività al 34,1% (+0,1 punti sul mese, +1,0 punti sull’anno).
ISTAT, CRESCITA ACQUISITA PER IL 2026 ALLO 0,5%
(ANSA) – ROMA, 30 APR – La variazione del Pil acquisita per il 2026 è pari a +0,5%. Lo comunica l’Istat in base alle stime preliminati sull’andamento dell’economia italiana nel primo trimestre di quest’anno.
La crescita acquisita è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno.
Poco da commentare su dei dati accertati.
La solita politica gattopardesca: cambiare tutto per non cambiare niente.
Al nulla cosmico che scrive si aggiungono altri nulla cosmici, più titolati di me, che esprimono con dati e numeri (brutta cosa, lo so) ciò che ho più volte scritto e di cui allego il link per chi volesse approfondire e farne memoria per le prossime elezioni politiche.
https://lavoce.info/archives/111182/campioni-europei-di-debito/
Lascio invece ai agli scienziati della cazzuola spazio per le loro incontestabili considerazioni.
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Le stime stanno valutando una crescita su base acquisita e non mutante, eppure le prospettive paiono molto più lugubri. Aumentando il costo di benzina e energia sarà difficile che “a cascata” non venga giù tutto in Italia, almeno nell’ambito impresa/lavoro.
In ogni caso, gli esperti sono esperti, la gente comune non è titolata a discuterne i vaticini….anche se ai mie occhi più che esperti paiono degli aruspici.
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