Aprire la caccia è una barbarie per soddisfare i desideri di pochi. A Yellowstone furono sterminati e poi reintrodotti negli Anni 20

(Mario Tozzi – lastampa.it) – Perché quella del branco di lupi avvelenati in Abruzzo è una pessima notizia? E cosa c’importa se il governo italiano vuole eliminare gli ultimi vincoli di buonsenso a un’attività anacronistica come la caccia? Le due cose sono legate.
Da quando l’Ue ha deciso di declassare il lupo da specie «strettamente protetta» a semplicemente «protetta», in tutti i Paesi d’Europa si è scatenata una caccia al lupo che riporta alla mente gli squadroni militari francesi del Medioevo appositamente addestrati per il loro sterminio. Dopo secoli di persecuzioni, che sono arrivate a vette di crudeltà senza precedenti, i lupi europei avevano iniziato a guardare il futuro con qualche speranza. Nell’Italia degli Anni 70 del secolo scorso era rimasto qualche centinaio di individui che hanno progressivamente ripreso vigore da quando la specie è stata protetta. Nessuna reintroduzione, come improvvidamente qualcuno ancora sostiene (adducendo magari di aver visto personalmente gli ambientalisti paracadutare i lupi in Appennino), semplicemente avevamo ricominciato a lasciarli in pace. Così oggi i lupi italiani sono poco meno di 4000 e prosperano dalla Calabria fino alle Alpi.
Una buona notizia per tutti? Evidentemente no. Infatti si è iniziato a protestare contro i troppi lupi, come se la quantità di animali selvatici la potessimo decretare noi per legge e ignorando che molti esperti calcolano in circa 20.000 la quantità di lupi tollerabili nella Penisola (gli stessi che erano presenti prima delle stragi moderne). Da qui in poi è ripreso il massacro dei bracconieri, che poi altro non sono che cacciatori nella loro veste di maligni supereroi: di giorno tirano alle povere quaglie, di notte a lupi e orsi. Ritenendo a torto di essere loro a dover controllare la popolazione, solo uno dei tanti luoghi comuni dell’epica posticcia della caccia: i cacciatori che amano passeggiare, amano i cani, svegliarsi all’alba e mangiare in compagnia, come perfetti custodi della natura. I cacciatori conservano l’ambiente nella misura in cui Erode avrebbe conservato gli asili nido: è la loro riserva per il sottile piacere di uccidere, unica misera giustificazione per uno pseudo-sport aborrito dalla maggior parte degli italiani. Se ci sono storture nella sovrappopolazione di ungulati sul territorio nazionale, la colpa è quasi sempre dei cacciatori, come sanno bene, per esempio, i cittadini dell’isola d’Elba, dove i cinghiali non erano mai stati presenti e dove oggi combattono contro circa 3000 individui introdotti dai cacciatori per il loro malsano divertimento.
I lupi contengono naturalmente il numero degli ungulati: dove ci sono lupi in libertà, i cinghiali abbassano drasticamente il loro tasso di riproduzione, anche senza che vengano direttamente predati allo stremo. E funziona così in ogni parte del mondo, come ci ricorda l’esperienza del Parco di Yellowstone, dove i lupi furono sterminati dai cacciatori negli Anni 20 del secolo scorso e reintrodotti decenni dopo per regolare la popolazione dei cervidi che proliferava così tanto da distruggere ecosistemi e incrementare il dissesto idrogeologico. Ciò vale a dire che i lupi, in un Paese come il nostro, sono anche in grado di mitigare il rischio di frane e alluvioni, oltre che a regolare gli eccessi di cinghiali.
Ma uccidono le pecore, si dirà. Ciò è vero, in linea con il loro profilo di cacciatori intelligenti: più facile una pecora che un cinghiale. Ma si può ovviare facilmente con reti elettrificate, cani da guardianìa e pastori presenti sul posto, riducendo dell’80% le predazioni. Si calcola che le predazioni sul bestiame allevato in Europa siano attorno allo 0,07%. E poi, la pecora esiste in natura? Voglio dire che la pecora è una preda artificiale creata dai sapiens: zampette esili, zoccoli e corna inesistenti, niente dentatura di rilievo, poca corsa e nessuna forza. La pecora serve solo a produrre carne, latte e lana. In natura animali di questo tipo non reggono una generazione. Presso i sapiens, invece, alimentano economie e miti, come quello della pecorella, e religioni (l’agnello di dio), mentre il lupo è il demonio. Il problema non sono i lupi, ma ciò che rappresentano: un ostacolo alle attività predatorie dei sapiens sull’ambiente, caccia in primis.
E con la modifica richiesta da una potente azione di lobby di una straminima minoranza di esagitati, si chiude il cerchio, chiedendo di cacciare nei parchi e nelle zone protette, lungo le spiagge, in città, con gli infrarossi, tutti i giorni e perfino con la crudeltà dei richiami vivi. Questa non è una legge, è una crudeltà barbarica priva di ogni base scientifica, irrispettosa degli italiani cui appartiene per Costituzione la fauna selvatica e ignorante del fatto che tutti i viventi non umani sono individui, esattamente come noi, con le loro emozioni e perfino con i sentimenti. È già abbastanza penoso allevare per mangiare, ma portare sofferenza per divertimento è abominevole. Altro che riforma, l’abrogazione della caccia è diventata una necessità improrogabile.
Amo quest’UOMO. ❤️
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Anche io, ma leggere certe cose fa male al cuore e all’anima. Davvero, non son riuscito ad andare oltre un certo punto. È agghiacciante… 😔
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No, leggilo… è molto, mooolto interessante.
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Mario Tozzi (❤️💋) stronca scientificamente tutte le caxxate con cui questi squallidi esseri credono di giustificare la loro insensata barbarie!
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Ho letto, grazie. Ma non sto meglio di prima. Esattamente come temevo… Ricòrdati che io sono vegano, anche solo sentir parlare di “richiami vivi” e “allevamenti” mi fa venire la nausea. Letteralmente la nausea, che è il minimo (perché se ci penso troppo, inizio a sentirmi male davvero). 🤢
Poi c’è la faccenda dei ritardati mentali dei “cacciatori” e lì mi passa la nausea e mi comincia il giramento di cogli.0n1 a velocità warp… Una cosa insostenibile, una rabbia impossibile. 😡😤
In ogni caso, grazie del consiglio. Uno come Tozzi ci vorrebbe come ministro dell’ambiente in ogni governo italiano.
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Cekko, sei una persona speciale, un’anima bellissima e tenera💕💕💕
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Per chi vive in campagna o nelle alture è una situazione drammatica, si è catapultati in aree di guerra con continui spari, anche fuori dalla stagione di caccia consentita, perché “c’è la (perenne) battuta di caccia al cinghiale”. La verità è che c’è un lavorio continuo di sterminio, sparano al capriolo, al lepre, alle allodole, ai lupi, ai cinghiali, alle istrici, volpi persino a gatti e cani che si muovono ignari nelle aree verdi. Sparano a tutto ciò che si muove e respira. Torme di vecchi e giovani armati che spadroneggiano, poi cecchini solitari che stanno appostati all’alba e al tramonto.
Ci meravigliamo? E di che? Sul lupo neanche a parlarne, dalle mie parti li hanno anche impiccati….per unire all’orrore un monito a chissà chi, forse che i lupi vedendo un proprio simile smettessero di essere lupi?
Barbarie tipica dell’uomo.
Ci meravigliamo? Dopo aver letto che canaglie pagavano per andare a sparare ai civili nei Balcani? L’umanità….
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Aaaaaaaaaarrrrghhhhh… che dolore😖😩😫
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Sono circa d’accordo in linea di principio, ma il problema è pratico.
Io abito fra Liguria e Toscana e il lupo è ovunque sulle montagne, e crea alcuni problemi mentre ne risolve altri (principalmente predare il cinghiale). Principalmente per gli allevatori, che vengono risarciti con poco per eventuali perdite, ho parlato con un ragazzo che ha perso 17 pecore e ha ricevuto una cifra irrisoria come risarcimento e ha smesso di fare il pastore.
In un certo senso man mano che il lupo si riprende le montagne, l’uomo le abbandona. Ormai la notte la montagna è il loro regno, e all’uomo resta il giorno. Dormireste in tenda in montagna isolati? E’ fattibile ma comporta anche rischi, per ora il lupo non attacca l’uomo (tranne qualche individuo singolo deviato), ma in futuro se aumenteranno ancora immagino potrebbe succedere, visto che in passato lo faceva (chiedere a cappuccetto rosso).
Negli anni stanno scendendo sempre più a valle man mano che aumentano, e cacciano quello che trovano. Normalmente evitano le case e gli animali domestici, ma la fame fa uscire il lupo dal bosco dice il proverbio. Quest’inverno c’era un lupo che girava qua intorno, ho visto alcuni video dei vicini. Ha ucciso con sicurezza una capretta domestica, e in un’altra occasione un cane femmina. Sono spariti definitivamente anche alcuni gatti, ma per quelli non c’è la certezza sia stato il lupo, però è probabile. Chi ha un’animale domestico sa cosa significa.
Io immagino che in futuro la cosa diventerà un problema per tutti, come lo era del resto un secolo fa. Mano a mano che aumenteranno (non sono predati da nessun altro animale) e scenderanno in zone sempre più basse e antropizzate ci se ne accorgerà un po’ tutti. Gli ultimi ad accorgersene saranno quelli che abitano al quinto piano in centro città e immaginano la bellezza del lupo (un animale che trovo bellissimo anch’io, nobile e anche in parte utile) senza pensare agli aspetti negativi della vicenda.
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Fabri, perché “andare a dormire in montagna” ?
Nel senso…siamo diventati gli yankee della terra, che vogliamo avere TUTTI i territori per noi, possibilmente massacrando e distruggendo gli altri?
Certo ora si è distrutto un equilibrio, ma non si ripristina di sicuro uccidendo il “nemico” chiunque esso sia… bisognerebbe ascoltare di più e prima gli esperti invece di cercare soluzioni dopo.
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Perchè dormire in montagna? Beh, perchè è una cosa bella.
Comunque capisco che finchè non ci tocca direttamente un problema non lo si sente. Io vado in montagna e non ho paura del lupo, ma di giorno, anche se sento persone che hanno ormai paura anche di giorno, e immagino che entro pochi anni ci saranno episodi di attacco all’uomo (ce ne sono già stati ma rarissimi), e allora si tenterà di fare qualcosa con estremo ritardo. Come per l’orso.
I miei cani la notte capita che vanno nel bosco sotto la mia casa, se venissero uccisi dal lupo sarei dispiaciutissimo.
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Beh, certo… 💔 ma la situazione è stata alterata a monte.
Tutto l’equilibrio è stato alterato… non è giusto che ora paghino solo i lupi e che si continui ad alterarlo ulteriormente, l’equilibrio…
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Buongiorno. Intervengo in questa discussione non solo come osservatore, ma sulla base della mia esperienza quotidiana: occupandomi della gestione del lupo in Calabria, un territorio che, insieme all’Abruzzo, ha rappresentato lo storico baluardo per la sopravvivenza di questa specie in Italia. Lavorando sul campo, mi rendo conto di quanto sia sottile il confine tra la percezione sociale del predatore e i dati biologici. Un elemento che spesso viene trascurato nel dibattito pubblico, ma che è centrale nelle analisi dei professori Boitani e Ciucci (massimi esperti della specie in Italia), è il ruolo critico della popolazione canina vagante. Lungo tutta l’area appenninica, la presenza di cani incustoditi o ferali non solo complica la gestione dei danni al bestiame — spesso erroneamente attribuiti tutti al lupo — ma rappresenta una minaccia per l’identità genetica del lupo stesso attraverso l’ibridazione. Il mio obiettivo è dunque quello di analizzare i tuoi dubbi partendo da questa duplice lente: quella della ricerca scientifica d’avanguardia e quella pragmatica di chi vive la montagna e le sue criticità ogni giorno.
Un punto che spesso sfugge al dibattito pubblico, ma che i professori Boitani e Ciucci (i massimi esperti in Italia) sottolineano da decenni, è l’impatto dei cani vaganti e ferali.
La presenza di lupi vicino ai centri abitati, comune in Liguria e Toscana come in Calabria, è spiegata dalla scienza come ottimizzazione energetica.
La tua osservazione sul pastore che abbandona l’attività è il punto centrale della ricerca: la scienza suggerisce che il semplice risarcimento monetario è fallimentare perché non tiene conto del danno morale e del lavoro extra. Gli studi legati ai piani di gestione nazionale spingono per una prevenzione attiva: lo Stato non deve solo pagare la pecora morta, ma deve fornire e mantenere le recinzioni e i cani da guardiania. Se la prevenzione fallisce per cause esterne, il risarcimento deve essere immediato e congruo.
La mia esperienza in prima linea parla di una “guerra” che non è tra uomo e lupo, ma tra una gestione burocratica lenta e una realtà biologica dinamica. La scienza conferma che il lupo non è un pericolo fisico per chi dorme in tenda, ma è un agente di pressione economica fortissimo per chi vive di pastorizia.
Senza un controllo serio della popolazione canina vagante (spesso protetta da un eccessivo animalismo urbano) e senza un supporto tecnico reale agli allevatori, il lupo continuerà a essere il capro espiatorio di un abbandono della montagna che ha radici sociali molto più profonde.
Ti chiedo scusa se sono stato un po’ prolisso e spero di non aver dato l’impressione di voler salire in cattedra o fare il saccente. La verità è che mi occupo di questi temi ogni giorno e sono argomenti che mi appassionano profondamente; a volte, quando inizio a parlarne, mi lascio prendere un po’ troppo la mano dalla voglia di condividere i dati che vedo nel mio lavoro. Il mio intento era solo quello di offrire qualche spunto di riflessione in più per inquadrare un problema che, come ben dici, è estremamente complesso e tutt’altro che risolto. Spero comunque che questi riferimenti possano esserti utili per approfondire la questione!
Ciucci, P., & Boitani, L. (2010). “The Wolf in Italy: Ecology, Rehabilitation and Management”.
Studio IZSLT–Sapienza (Dicembre 2025): “Lupo italiano: dall’estinzione demografica al rischio di estinzione genetica”.
Report ASL/Greenreport (2024-2025): “I cani vaganti sono un grave pericolo per fauna selvatica e biodiversità”.
Tesi di Dottorato – Petrulli, C. A. (UniBO): “Custodi erranti: il mio viaggio tra cani, pecore e lupi”.
Tesi di Laurea (UniPI): “Ecologia trofica del lupo con particolare riferimento a un’area dell’Appennino”. Report “La popolazione di lupo nelle regioni alpine e appenniniche” (Novembre 2025)
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Ti ringrazio per il tuo intervento… davvero molto interessante!
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Ok, grazie per la risposta e per l’interesse.
Il lupo di cui ho parlato, probabilmente solitario perchè è sempre stato visto solo (ho il video e sembra proprio un lupo, in buona salute), è sparito da un paio di mesi, forse per l’alzarsi delle temperature è tornato in alto.
Io sospetto che se ne sia andato perchè sono venuti in zona tre volte in un mese circa per uccidere i cinghiali (uomini armati, cani, spari, tracce di sangue … secondo me ha pensato bene di allontanarsi). L’ultima volta li ho incontrati, c’erano anche due forestali, e dicevano che stavano cercando di ammazzarli tutti per la peste suina. Qui i cinghiali ci sono sempre stati e a me non hanno mai dato nessunissima noia, e in generale non hanno mai spaventato nessuno nel vicinato, anche se ovviamente qualcuno capita che si lamenti perchè gli hanno arato un po’ di prato. Non so se un lupo da solo comunque possa attaccare un cinghiale adulto, dubito perchè ce ne sono (erano) di veramente grossi.
Penso abbia ucciso anche un capriolo sotto casa mia, perchè un mio cane ha trovato i resti freschi di una zampa. E qui in zona il randagismo è praticamente nullo, se si incontra un cane libero è scappato a qualcuno o comunque è di qualcuno e mangia crocchette.
Che io sappia attacchi a umani in Italia ce ne sono stati (ne hanno parlato in una conferenza a La Spezia tenuta da un professore di Pisa, non ricordo il nome, esperto di lupi) pochi anni fa, da parte di un lupo che dopo aver ucciso un bambino ha attaccato altre decine di volte persone, poi lo hanno catturato. Normalmente il lupo non uccide nemmeno i cani, però può capitare e purtroppo è capitato qua a un vicino. Anche gli uomini normalmente non uccidono uomini, ma può capitare. Un’altra volta ho incontrato durante una passeggiata una signora che portava i fiori alla tomba del suo cane ucciso dentro il recinto di casa da un lupo, di notte (diceva che quella sera era presente anche un veterinario che ha visto il segno del morso e non ha avuto dubbi, e che il lupo si vedeva a volte anche di giorno).
Io penso che il problema andrà crescendo inevitabilmente, man mano che il loro numero aumenta. Lo stesso vale per l’orso, che però da noi non c’è (e per me è una fortuna, anche se anche l’orso è bellissimo).
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Sono “circa d’accordo” con tutto quanto scrivi, ma sul punto dei risarcimenti “irrisori” in caso di predazione, ti invito a provare ad informarti meglio.
Avevo letto un interessante articolo qualche tempo fa (non sono riuscito a ritrovarlo al volo) che sosteneva – dati alla mano – che la presunta “irrisorietà” dei risarcimenti fosse un falso pretesto utilizzato con disinvoltura dai sostenitori degli abbattimenti per avallare le proprie idee.
Il risarcimento copre infatti il 100% del valore commerciale della preda, questo lo si trova anche con una ricerca veloce.
E spesso gli allevatori (questo era sostenuto nell’articolo che citavo, con tanto di denunce e condanne) utilizzano dei sotterfugi per ottenere anche di più di quanto spetti loro per legge.
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Se qualcuno ne approfitta non mi stupisco. Io ho parlato personalmente con due persone che hanno avuto pecore morte per un attacco dei lupi e entrambi mi hanno detto di aver avuto difficoltà a ricevere un risarcimento, con tempi lunghi, e che questo era secondo loro fortemente sottostimato. Non vedo perchè avrebbero dovuto raccontarmi una bugia, però è possibile. Forse la situazione attuale è diversa e migliorata, a me è capitato di parlarne qualche anno fa.
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Quando l’ imbecille di specie, detto uomo, altera la natura son casini……magari qualche sottosviluppato della specie umana avesse la stessa onorabilità del lupo, che in combattimento quando lo sconfitto mostra la gola come atto di remissione/sottomissione, viene salvato e nessuno del branco può aggredirlo……Fra i sottosviluppati invece è una continua aggressione, violenza e crudeltà per futili motivi ! Il lupo viene considerato dalla narrazione il più violento, perché pochi conoscono la ferocia della colomba….che il mito ha elevato a simbolo di pace dei sottosviluppati, infatti ne abbiamo la continua dimostrazione……
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Non dire fesserie: il cannibalismo nel lupo è raro ma esiste ed è ben documentato (soprattutto per motivi territoriali).
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Io farei fuori volentieri altri tipi di lupi. Quelli non uccidono le pecore ma di limitano solo a tosarle per bene .
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Ciao fabriziocastellana purtroppo WordPress non mi fa rispondere in coda al tuo commento quindi sono costretto a risponderti quì…
Il fatto a cui ti riferisci è molto probabilmente quello avvenuto a Vasto (Abruzzo) tra maggio e settembre 2023. Un esemplare di lupo (poi rivelatosi una femmina) ha effettivamente seminato il panico attaccando 11 persone (tra cui alcuni bambini) in diverse occasioni, spesso sulla spiaggia o sul lungomare. Per quanto di mia conoscenza non ci sono stati attacchi mortali (per fortuna, l’ultimo attacco mortale di lupo in Italia risale al 1800). Tuttavia, tra le vittime di questi attacchi ci furono due bambini di 4 anni che furono morsi e trascinati per qualche metro prima che i genitori intervenissero. Dopo mesi di ricerche e analisi del DNA, l’esemplare è stato catturato a settembre 2023 e trasferito in un’area protetta. Le analisi hanno confermato che si trattava di un lupo selvatico, ma con un comportamento “confidente” (anomalo), probabilmente dovuto al fatto di essere cresciuto troppo vicino agli insediamenti umani o di essere stato nutrito. In merito alla conferenza che hai citato è molto probabile che tu abbia assistito a un intervento del Professor Antonio Felicioli dell’Università di Pisa che è uno dei massimi esperti di lupi in Toscana e partecipa spesso a convegni divulgativi tra Liguria e Toscana (recentemente ci sono stati incontri a La Spezia e comuni limitrofi proprio sulla gestione del lupo in aree antropizzate). Per quanto riguarda il rapporto tra lupo (Canis lupus) e cane (Canis lupus familiaris) è uno dei temi più studiati dai biologi della fauna selvatica, poiché si tratta di un’interazione tra “parenti stretti” che occupano la stessa nicchia ecologica. In letteratura scientifica, l’interazione non è quasi mai amichevole. Il lupo vede il cane generalmente come preda (interazione trofica): questo vale per i lupi che vivono in zone dove le prede naturali (cinghiali, caprioli) scarseggiano, il cane è visto semplicemente come una fonte di proteine facile da catturare; competitore territoriale: essendo il lupo un animale estremamente territoriale un cane che abbaia o marca il territorio vicino a un bosco viene percepito come un intruso che sta cercando di rubare spazio o risorse al branco. In questo caso, l’attacco serve a eliminare la concorrenza. Se vuoi approfondire questo aspetto ti suggerisco di leggere lo studio condotto dal prof. Boitani nel 2003 il primo a evidenziare che i cani da caccia e i cani da protezione del bestiame sono i più a rischio di attacco. Esiste tuttavia un’eccezione: i cani da guardiania (come il Maremmano Abruzzese). Questi cani non sono visti come prede facili ma come avversari temibili. Il lupo raramente attacca un gruppo di 3-4 maremmani adulti specie se muniti di collare antilupo, poiché il rischio di ferirsi gravemente è troppo alto. La loro funzione è proprio quella di “deterrente visivo e acustico”. Incontri come quello a cui hai assistito sono fondamentali per non farsi cogliere impreparati, ed è bello vedere quanto ti sia rimasto impresso! Mi ha fatto piacere approfondire con te questi punti; spero che la panoramica ti sia utile!
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Grazie innanzitutto.
Magari su questo sito. ma anche in altri. si utilizzasse lo spazio per contributi a valore aggiunto come il suo.
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Grazie per la preziosa guida e per le belle parole, se dovesse capitare di scambiare altre opinioni la prego diamoci del tu.. buona serata
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Grazie per le interessanti informazioni.
Conosco un po’ le belle montagne calabresi.
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Coltellini vietati ma fucili in spiaggia per la caccia, silenziatori e visori notturni
https://www.coltelleriacollini.it/blog/post/nuovo-decreto-sicurezza-coltelli-2026-guida-sanzioni-e-obblighi
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/13/decreto-sicurezza-coltelli-caccia-paradossi-notizie/8287957/
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