
(di Davide Manlio Ruffolo – lanotiziagiornale.it) – Hai voglia a prendertela con i comici. Brunella Orecchio in Tajani non ha preso per niente bene l’imitazione, diventata virale, del marito. “Ma Crozza (Maurizio, ndr) al di là di quello che fa che mi pare pochino sa fare qualcosa di utile senza offendere”, ha scritto qualche giorno fa su Facebook. La satira del resto è satira, ed è fatta per disturbare il potere: se la moglie di un potente si risente, ha raggiunto il suo scopo. Ma viste le ultime, imbarazzanti performance del ministro degli Esteri, l’imitazione di Crozza è forse perfino preferibile all’originale. E lasciamo stare la gag della telefonata in diretta social con l’ambasciatrice italiana in Iran (“Oggi come sono stati i bombardamenti?”, 7 marzo 2026) o i preziosissimi consigli dispensati dal titolare della Farnesina ai connazionali rimasti bloccati a Dubai per mettersi al riparo dai droni degli ayatollah (tipo “l’invito è quello di non affacciarsi e di non andare per strada”, 2 marzo 2026).
È quando il discorso si fa serio che preferiremmo ascoltare la versione ministeriale di Crozza. Quando, per esempio, con decine di migliaia di civili palestinesi morti tra le macerie di Gaza, lo abbiamo sentito assolvere Netanyahu e il suo governo: “Israele non è un Paese criminale. Non ha compiuto crimini” (Report, 14 gennaio 2025). E pazienza se, per quei crimini, sul premier israeliano pende un mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale. Mandato che, se il premier israeliano venisse in Italia, a detta di Tajani non sarebbe comunque eseguito: “Mi pare che è tutto molto chiaro, ci sono delle immunità e le immunità vanno rispettate” (Ansa, 15 gennaio 2025).
Poi c’è stata la batosta referendaria sulla riforma della Giustizia. E sulla scia del calo dei consensi, c’eravamo illusi che, sebbene con colpevole ritardo, il governo si fosse ravveduto dopo tre anni di sostegno incondizionato a Netanyahu con la sospensione del rinnovo automatico del Memorandum sulla difesa con Israele. Ma ieri Tajani ha scoperto il bluff, opponendosi con la Germania, allo stop all’accordo Ue-Israele. “Abbiamo una posizione diversa dalla Spagna, perché la loro non ci sembra la via giusta. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha spiegato. Non so voi, ma io continuo a preferire l’imitazione di Crozza all’originale.
Il bombarolo
(Di Marco Travaglio) – Pochi se ne sono accorti, perché ormai la sua autorevolezza è una tacca sotto quella del nano Bagonghi del circo Barnum. Ma Carlo Calenda, radicalizzato nella cellula dormiente ucraina dei Parioli, è passato alla lotta armata, dunque alla clandestinità. Ne ha dato lui stesso notizia sui social, esaltando il più grave atto terroristico dal 1945 contro un’infrastruttura strategica europea: quello che nel 2022 distrusse i gasdotti russo-europei Nord Stream nel mar Baltico, preannunciato da Biden e messo a segno non da Putin (come sostennero gli Usa, l’Ue e i loro servi furbi), ma da un commando ucraino. Testuale: “Ho cercato di distruggere politicamente il raddoppio del NordStream per tutta la mia vita politica. Avrebbe determinato un’indebito (con l’apostrofo, ndr) vantaggio per le industrie tedesche e aumentato la dipendenza dalla Russia. Quindi hanno fatto bene”. Sottinteso: a farlo esplodere.
Abbiamo cercato tracce della sua strenua lotta contro la dipendenza dell’Italia dal gas russo, ma invano: da viceministro e ministro dello Sviluppo economico, il partigiano Kalendsky fece balzare gli acquisti di gas russo al 45% del fabbisogno italiano sotto Letta e al 47,8% sotto Renzi e Gentiloni, oltre ad autorizzare la vendita a Mosca di 94 blindati Lince Iveco (poi usati da Putin per invadere l’Ucraina). Nel 2016-’17, dopo l’annessione russa della Crimea e le sanzioni Ue, andò in pellegrinaggio a San Pietroburgo al Forum economico di Putin per siglare accordi miliardari fra aziende italiane e russe, soprattutto Gazprom, e assicurare eterna amicizia al Cremlino. “Stiamo recuperando sull’interscambio, ma bisogna fare di più”. “Quello fra Italia e Russia è un rapporto profondo da molti anni, ora dobbiamo migliorarlo”. “Procedere col ‘made with Italy’ attraendo investimenti di società russe”, “Abbiamo dato piena disponibilità al vicepremier russo a sviluppare nuovi corridoi per il gas”. “La Russia è un partner insostituibile. Noi abbiamo questa posizione in Europa e la ribadiamo ai nostri amici russi”. “La Russia è un partner strategico per l’energia, approfondiamo con le autorità russe i temi delle infrastrutture energetiche e la possibilità di associare imprese italiane e colossi russi”, tipo l’accordo Gazprom-Edison-Depa (greca) per importare gas russo col Turk Stream-Poseidon “fondamentale per un’energia a prezzi competitivi”. Nessuno sospettava che, sotto la grisaglia ministeriale, il bombarolo della Ztl calzasse la muta da uomo-rana e la cintura coi candelotti di tritolo, pronto a far saltare alla prima occasione i gasdotti appena siglati. Se qualcuno lo vedesse aggirarsi per i Parioli vestito da palombaro, è pregato di avvertire la neurodeliri più vicina, prima che si faccia del male da solo.
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Ministro Carlo Calenda: «Io sindaco di Roma? No, sarei un cialtrone». https://roma.corriere.it/notizie/politica/18_febbraio_16/ministro-carlo-calenda-io-sindaco-roma-no-sarei-cialtrone-914e4234-1343-11e8-bbf7-75f50a916419.shtml
Calenda: “Mi candido a Roma? Penso di sì”. https://www.ilfoglio.it/politica/2020/10/14/news/calenda-mi-candido-a-roma-penso-di-si–1192934/
La gaffe di Calenda sul Venezuela. E la ferma risposta dell’ambasciatore Isaías Rodríguez Díaz https://www.farodiroma.it/230773-2/
L’imbarazzo di Calenda, si presenta al seggio ma non lo fanno votare: sulla scheda non c’è più spazio per i timbri https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/09/imbarazzo-calenda-non-vota-scheda-timbri-video/8020019/
😀
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Travaglio e il suo ‘archivio’.
Implacabili.
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Come in una vecchia pubblicità del noto confetto lassativo, basta la parola (anzi due): Carlo Calenda!
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‼️🇮🇹🏴🇺🇦 NEONAZISTI AZOV A ROMA AL “CASD”, INTERVIENE EX UFFICIALE ESERCITO ITALIANO FRANCESCO FERRANTE
L’invito rivolto dal Centro Alti Studi della Difesa a membri legati al Reggimento Azov rappresenta qualcosa che va oltre l’errore di valutazione.È una frattura.Non si tratta di geopolitica. Non si tratta di schieramenti.Si tratta di coerenza.Perché se una democrazia inizia a legittimare… realtà con radici ideologiche estremiste (fino al punto di venerare il nazismo del III Reich), allora non sta più difendendo i propri valori: li sta relativizzando…è possibile che strutture come l’intelligence nazionale – penso all’AISE, al CII – non abbiano piena consapevolezza del background ideologico di certe realtà?Oppure, dobbiamo considerare l’ipotesi più inquietante: che qualcuno abbia scelto consapevolmente di non vedere?…RESTARE IN SILENZIO, per restare attaccati con unghie e denti alla propria sedia, DIVENTA COMPLICITÀ-Ferrante
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Ritengo che alcune sue dichiarazioni siano deiezioni lasciate qua e la. Non per niente il suo anagramma è “cacarellando”.
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E vabbè,ma almeno lui al momento non ha incarichi ministeriali o ,peggio,istituzionali . C’è chi molto più un alto se la prende con un conduttore di una trasmissione televisiva russa colpevole di aver definito fascista la nostra premier . Questo dopo tutte le esternazioni poco lusinghiere sputate verso il presidente della confederazione russa per anni tipo: macellaio,criminale , nuovo Hitler etc..etc Ah dimenticavo che per questo è stato convocato l’ ambasciatore russo . E menomale che le TV russe sono state bannate da tempo !
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Crozza for President 😂
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Non pensavo che i Comencini fossero così influenti.
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Se dalla muffa hanno ricavato la penicillina anche da Calenda si ricavera’ qualcosa.
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Dal suo cadavere in decomposizione si potrebbe ottenere metano praticamente a costo zero, in alternativa al gas americano. Troppo poco?? Meglio che niente, no? E poi utilizzarne i resti al posto del letame in agricoltura. Sempre che ci si fidi di mangiarne i prodotti sicuramente tossici. Tutto all’insegna della pratica green, in questi tempi di alti costi energiveri.
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Invece per un saggio uso di Renzi si pensi al noto caso della saponificatrice di Correggio.
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No, chè poi la Cianciulli ci faceva i biscotti… 😬😖🤮
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Giorgio Bianchi
10 h
Commento dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov:
“Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Innanzitutto, Giorgia Meloni è un Сapo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale. Il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d’interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane. A quanto pare, il tentativo di gonfiare quest’episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto “stato profondo” italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell’Italia gli uni contro gli altri, d’indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia.”
Un’altra figura di 💩 di Tajani da aggiungere alla collezione. 🤦🏻♀️
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Da notare che, chez nous, gli insulti a Russia&politici partono direttamente dalle altissime sfere (Mattarella, il primo), oltre che da elementi improbabili, ma pur sempre politici, come l’ineffabile Calenda.
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Ah ah ah ah !!! Quanto mi piacerebbe vedere la reazione di un Bianchi, o di uno qualsiasi dei filoputiniani di Info (il 98%) a parti invertite. Che ne so, Vespa, o Mentana, o chi volete voi, che insulta platealmente Putin in tv, dandogli del mafioso, del pappone, e dello schifoso. Tutti zitti? Oppure no. Forse direbbero questo: “A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d’interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato”. IPOCRITI.
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All’insegna del revival: do you remember?
Questo è il mio personale contributo al triste dibattito sui confini del campo largo.
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A PROPOSITO DI RENZI E DELLA SUA CREATURA POLITICA
Salis, bando col buco: l’ex compagna di scuola verso la guida di un Museo
G E N OVA Proteste – Il marito della donna (imprenditore portuale) finanziò la sindaca
di Marco Grasso
Da settimane Silvia Salis è oggetto di un battage mediatico
incessante che la dipinge già, dopo appena otto mesi da sindaca, come una possibile anti-Meloni.
Nel frattempo però c’è una vicenda che
agita le acque locali della sua Genova:
la nomina per la nuova guida del
Mu.MA – Istituzione Musei del mare e
delle migrazioni, la struttura museale
più importante della città e, nel suo genere, di rilievo internazionale. Lo storico direttore e fondatore, Pierangelo
Campodonico, va in pensione dopo oltre quarant’anni di carriera. Avrebbe
potuto essere prorogato, ma il Comune
ha preferito lanciare un bando interno
che sta facendo discutere. L’opposizio –
ne è convinta infatti che la casella abbia
già una figura designata e si dice pronta
a scriverlo in una busta chiusa. Il nome
che circola da giorni è
quello di Elena Putti,
ex consigliera di municipio fuoriuscita
dal Pd, dipendente
comunale e conservatrice dei musei civici. Ad accendere le
polemiche sono però
altri due aspetti: Putti è stata compagna di
classe di Salis; mentre il marito, l’i mprenditore portuale
Federico Martinoli, è
stato tra i finanziatori
elettorali della sindaca (2.500 euro).
A lanciare un attacco pubblico negli
ultimi giorni è stata la storica dell’ar te
Anna Orlando, consigliera della lista
d’opposizione Vince Genova: “Chi avrebbe mai immaginato che l’assessore
alla Cultura cercasse come nuovo dirig e n t e d e l M u m a
qualcuno a cui non si
richiede nulla di specifico sul mare, la storia della marineria,
della migrazione o affini, ossia sui contenuti scientifici del
museo più visitato
della città? Nel bando
per sostituire l’o tt i m o
Campodonico, questi
requisiti non compaiono. Alla domanda che ho fatto io credo di saper rispondere. Potrei vincere
u n’altra scommessa”. Il riferimento è al
precedente della referente del nuovo
sportello Lgbtq, avvocata esperta in diritti ed ex candidata alle Regionali, Ilaria Gibelli, di cui circolava il nome già
prima della nomina. Ex consulente alla
Cultura di Bucci, Orlando era stata oggetto di attenzioni simili. Il suo incarico
fu “i n d o v i n at o ” in busta chiusa dall’al –
lora consigliere del Pd, Alberto Pandolfo. “Per anni ci hanno fatto la predica
sulla trasparenza –commenta Orlando
–con una differenza: le nomine di Bucci erano improntate al merito”.
L’assenza di requisiti specifici nel
bando è stata motivata così dall’a s s e ssore Giacomo Montanari, passato dal
ruolo dalla giunta Bucci alla corte di
Silvia Salis: “Una figura come quella di
Campodonico è difficile da replicare,
cerchiamo una figura amministrativa ”, ha dichiarato al Secolo XIX. “Sono
esperto di Mediterraneo”, gli fa eco il
neo presidente del Muma, l’ex giornalista di Repubblica Marco Ansaldo,
candidato non eletto della lista Salis,
facendo intendere insomma che le sue
competenze in materia bastano. Impossibile sapere se la profezia si avvererà. Il bando scade domani. Per i veleni è già oggi.
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Approvo!!!
Crozza che imita Tajani è ” molto assai più meglio “. Almeno sai che è Crozza che ironizza e non ti poni domande.
Quando senti l’originale sgrani gli occhi e ti chiedi solennemente: Ma sta dicendo sul serio?
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