Quando un’azienda è in difficoltà, scatta automaticamente la retorica della difesa, un meccanismo che invece non funziona per i quotidiani perché il giornalismo non sta simpatico a nessuno. E infine: c’è una differenza tra chiedere trasparenza e godersi le difficoltà altrui

(di Salvatore Merlo – ilfoglio.it) – Carlo Calenda ieri ha pubblicato su X i numeri del bilancio del Fatto Quotidiano con il tono di chi ha appena trovato una pistola fumante. Debiti con fornitori, fisco e banche, redditività in calo, anomalie contabili: Marco Travaglio, secondo lui, dovrebbe delle spiegazioni. Forse. Ma prima di arrivare a Travaglio vale la pena fermarsi su Calenda, e più in generale su un certo clima. In Italia, quando un’azienda è in difficoltà, scatta automaticamente la retorica della difesa. I lavoratori, il tessuto produttivo, la continuità occupazionale: chiunque si precipita a invocare interventi, ammortizzatori, tavoli di crisi. E’ uno dei grandi riflessi condizionati della Repubblica. Funziona per le acciaierie, per le compagnie aeree, per i call center, per i mobilifici. Non funziona per i giornali. Quando un’azienda editoriale entra in difficoltà, ronzano gli avvoltoi. E sono avvoltoi festanti. Il motivo è semplice: il giornalismo sta sulle scatole a tutti. Ai politici che vengono criticati, agli imprenditori, ai lettori che vengono contraddetti nelle loro certezza partigiane. E’ una professione strutturalmente antipatica, e le redazioni in crisi non trovano difensori perché non ne hanno mai trovati nemmeno quando stavano bene. Così, appena i bilanci peggiorano, gli avvoltoi hanno campo libero. E si godono lo spettacolo.
Il Foglio e il Fatto non condividono quasi nulla: né la linea, né il metodo. Negli anni ci siamo detti tutto il male possibile, e probabilmente ce ne diremo ancora. Ma bisogna dirlo lo stesso: se il Fatto è in difficoltà, non è una buona notizia. Per nessuno. I quotidiani sono istituzioni fragili, infrastrutture civili difficili da rimpiazzare. Persino la tv e internet si nutrono ogni giorno delle notizie che i giornali trovano, delle inchieste che i giornali aprono, delle polemiche che i giornali innescano. Senza di loro, l’informazione non si democratizza: si rattrappisce.
Quanto alla questione dei fornitori e delle banche citate da Calenda: se hanno scelto di fare credito al Fatto, hanno fatto le loro valutazioni. Non spetta a un leader politico spiegare loro come gestire i propri rischi, né spettava a lui pubblicare quei numeri con quella soddisfazione. C’è una differenza tra chiedere trasparenza e godersi le difficoltà altrui. Calenda, stavolta, non ha fatto la prima cosa.
P.s. A parti invertite, temiamo che Travaglio non si sarebbe fatto scrupoli a gioire per le difficoltà del Foglio. Ma anche questo, in fondo, è il sapore del giornalismo
Il Foglio sarebbe già fallito da tempo senza i fondi pubblici, ovvero i soldi dei cittadini. E hanno pure il coraggio (o la faccia da kulo) di definirsi liberali
"Mi piace"Piace a 10 people
Carissimo Calciolari, mon c’è nulla di ILLEGALE a ricevere i fondi pubblici per l’editoria. Puoi essere eticamente contrario, naturalmente. Io ad esempio non lo sono, almeno in partenza. Se ne dovrebbero dare di meno e stimolare la ricerca di finanziamenti privati. Ma è un argomento annoso che non vale la pena affrontare adesso qui.
"Mi piace""Mi piace"
Sicuro? Leggi qua sotto e poi retsa il fatto che si definiscono liberali. Sì col culo degli altri e con 50 vicedirettori
L’escamotage della “Convenzione per la Giustizia”
Il sistema utilizzato, definito dallo stesso Ferrara come un “trucchetto” o “escamotage” in una puntata di Report del 2007, consisteva nel legare il giornale a un movimento politico fittizio.
"Mi piace"Piace a 6 people
Calciolari che oggi, grazie a me, riceve tanti “mi piace”. Sono naturalmente contro qualsiasi furbata all’italiana. E non sto difendendo Il Foglio. Ti rifaccio la domanda: è ILLEGALE ricevere fondi pubblici per l’editoria? E le migliaia di giornalisti che lavorano in giornali finanziati, o aiutati, dalla Stato, devono sentirsi dei ladri per questo?
"Mi piace""Mi piace"
sara pure legale che certi padroni pagano i propri servi coi soldi di chi le tasse la paga!
resta il fatto che certi giornali e giornalisti per campare hanno necessità di vivere alle spalle di chi non comprerebbe i loro scritti neanche per usarli in…bagno!
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace""Mi piace"
Il Carletto nazionale anche stavolta ha perso l’occasione per tacere confermando di essere un poveraccio nonché un QUAQUARAQUA
"Mi piace"Piace a 4 people
ci sono molte inconguenze aumentano le vendite ma aumentano anche i debiti.

in effetti combattere contro i mulini al vento, mentre tutti gli altri si coprono…
la società nel 2025 ha registrato una perdita netta di 2,59 milioni di euro, in peggioramento rispetto al “rosso” di 1,73 milioni del 2024
però:
I dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) di inizio 2026
Vendite individuali: Il quotidiano ha raggiunto 56.692 copie vendute, rispetto alle 51.721 del periodo precedente.
Variazione percentuale: Si registra un incremento del +9,61%, un dato in controtendenza rispetto al calo generalizzato di altri grandi giornali come il Corriere della Sera (-5,82%) o Repubblica (-9,56%) nello stesso periodo.
"Mi piace"Piace a 6 people
Grazie per la tabella, da essa si evince che l’unico quotidiano che compro e leggo è l’unico che ha acquisito nuovi lettori.
Ne consegue che calenda oltre a magnificare la propria piccolezza, è anche poco e male informato.
Certamente con il suo attacco ha voluto guadagnare qualche punticino agli occhi della sgarbatella ma ne ha persi tantissimi agli occhi di chi sa leggere.
"Mi piace"Piace a 4 people
Se le vendite aumentano e con esse aumentano le perdite, è il momento di cacciare il ragioniere: banalmente, è cattiva (diciamo inadeguata, se cattiva non piace) amministrazione.
Se se sei su quella china, sembra un controsenso ma non lo è, più aumentano le vendite e più vai sotto se non metti mano all’amministrazione, dato che per vendere (essere presente) devi spendere e, quindi, ad ogni copia perdi qualcosa anziché guadagnare.
Tutto questo non c’entra con gli ideali o con la bontà o meno dei contenti del giornale.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie Adriano. In sostanza, “Il Fatto” a parte, sempre meno gente legge i quotidiani.
Fanno bene, perchè spesso e volentieri, “Corrierone” in primis, sembrano sempre più simili a riviste come “Novella 2000″…
"Mi piace"Piace a 1 persona
mentre il foglio non viene manco rilevato…
"Mi piace"Piace a 3 people
..come i rotoloni Regina…
"Mi piace"Piace a 4 people
Calenda pubblica …Dopo non so quante menzogne e cretinate sul conflitto russo ucraino mi aspetterei che nessuno prenda per iri colato quello che dice o scrive una persona del genere . In ogni caso ,ammesso che vi sia del vero sullo stato di salute economico editoriale del giornale di Travaglio , comunque non incidendo minimamente sulle nostre tasche. ,resta un problema privato aziendale. La finta difesa del Foglio e quantomeno pelosa perché prende a pretesto delle informazioni non sue e tutte da verificare ,per metterla sul pietismo quando i veri problemi li hanno i maggiori giornali storici oltre al giornale titolare del articolo . Tutti aiutati dal contributo all’ editoria di cui “Il Fatto” non usufruisce volontariamente e meritoriamente .
Poi sarà lo stesso Travaglio sicuramente ad intervenire sull’argomento e ci sarà da divertirsi.
"Mi piace"Piace a 4 people
So che è un errore di battitura, ma “… prenda per iri colato…” in questo caso è una battuta bellissima, anche perché all’iri calenda non l’avrebbero assunto neanche per pulire i gabinetti….
"Mi piace"Piace a 2 people
Il Foglio e il Fatto?!? Chi riceve finanziamenti pubblici e chi no? Basterebbe dare risalto a questa differenza per porre fine alla potenziale polemica!
Quanto al Calendula, un lettore con un minimo di razionalità si convincerebbe del tutto che non farà parte del cosiddetto campo largo. Vedremo se in casa PD&AVS trarranno la stessa conclusione.
Ancora aperta, invece, pare la questione Renzi. Per quanto mi riguarda andrebbe fin da ora escluso dalla coalizione per il seguente semplice motivo: NON MI FI-DO! Infatti, oltre a essere un efficace sfolla-elettori (astenuti), c’è da considerare due cose che non tutti ricordano e che mi permetto di richiamare alla mente con le seguenti frasine: ENRICO STAI SERENO – CADUTA DEL CONTE1 – JOBS ACT. Più che abbastanza per decidere de-fini-ti-va-men-te!!!
"Mi piace"Piace a 4 people
“..andrebbe fin da ora escluso dalla coalizione..”
Esatto. Ma nessuno fiata: Conte fa l’ indifferente, come se non stesse accadendo nulla intorno a lui; e i sostenitori idem, a parte qualche rara eccezione.
Ma non si tratta di paura: è la venerazione del leader che conduce alla intoccabilità.
"Mi piace"Piace a 2 people
Vorrà dire – se le cose andranno davvero così (ma siamo sicuri?) – dopo decenni di aver temuto di morire democristiano… MORIRO’ NEOFASCISTA!
Giuro che alla prossima vita non cambierò certo idea ma… mi impegnerò di più fino allo spasimo.
Ad maiora!
"Mi piace""Mi piace"
la cosa che fa più rabbia è che neanche conte lo vuole fuori dalla coalizione.
nonostante quel furfante rignanese, grandissimo disonesto al servizio di potenti, abbia “spento” il governo conte2.
"Mi piace"Piace a 1 persona
"Mi piace""Mi piace"
“P.s. A parti invertite, temiamo che Travaglio non si sarebbe fatto scrupoli a gioire per le difficoltà del Foglio. Ma anche questo, in fondo, è il sapore del giornalismo“
Persiste sempre una piccola differenza… il “Fatto Quotidiano” vive di giornali venduti, il “foglio” per tirare avanti acchiappa i soldini degli Italioti invece dei soldini per gli incassi dei giornali venduti.
A parte la doverosa precisazione complimenti per l’articolo e per aver differenziato, qualora ce ne fosse bisogno, la differenza fra un politico galantuomo e il calenda.
"Mi piace"Piace a 2 people
Il fazzoletto da polso dell’ex moglie della buonanima è un vezzo per miliardarie annoiate e sfaccendate. Sostenuto da fondi pubblici, letto da nessuno è servito solo come tovagliolo per soddisfare le insaziabili fauci del suo fondatore e per sguinzagliare in TV qualche sedicente giornalista a propinare castronerie di marca padronale.
"Mi piace"Piace a 1 persona
… mi attendo un bel pezzo di Travaglio sul socio scemo dell’ex duo di destrorsi infiltrati nel fronte progressista:
penso verra’ scorticato per benino…
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ma una cassa integrazione per lasciare a casa alcuni politici, no?
"Mi piace""Mi piace"
Premesso che nessun quotidiano di rilevanza nazionali riceve finanziamenti diretti (Corriere, Repubblica, Fq ecc.) ma solo indiretti, a parte i giornali delle minoranze linguistiche, quelli ‘religiosi’ e quelli appartenenti a ‘cooperative’ (siano esse veritiere o ‘fittizie’);
che IL FQ sia in difficoltà economica è la stessa editrice ad ammetterlo:
Seif, la società editrice del Fatto, ha comunicato ai lettori d’aver chiesto il contributo straordinario all’editoria (10 centesimi per ogni copia venduta) per garantire la continuità aziendale, sostenere la transizione digitale in corso e prevenire eventuali situazioni di rischio;
il comunicato prosegue: “con la presente nota, intende però precisare che il contributo assegnato… non è stato percepito e che l’intenzione della Società Editoriale Il Fatto, qualora il trend positivo che stiamo registrando nel primo trimestre e il sostegno dei nostri lettori e dei nostri abbonati proseguano, rimane quella di non percepirlo“.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/13/seif-e-il-contributo-alleditoria-per-la-stampa-dei-giornali/8323739/
"Mi piace""Mi piace"
eeee.. il comunicato prosegue…….” faremo di tutto per non percepirlo.”… giusto?
"Mi piace""Mi piace"
Comunque avere un contributo assegnato dallo Stato
-anche se non ancora percepito-
permette di avere ‘fidi’ da parte delle banche e ‘fiducia’ da parte dei creditori…
"Mi piace""Mi piace"
Pucci si tratta di un contributo straordinario per i costi che si sono elevati,quindi non fanno parte di un introito permanente di garanzia.,un pò come avere un lavoro precario e chiedere una fideiussone.
"Mi piace""Mi piace"
BUFALE…
Si tratta di andare in banca e dai creditori ‘sventolando’ una fideiussione CERTA (già erogata, anche se NON ancora ritirata).
"Mi piace""Mi piace"
Il Fatto è una società privata. Quotata in borsa. Il bilancio è pubblico, certificato da Kpmg e sviluppato secondo i criteri contabili e amministrativi di legge, più stringenti per le quotate. Il rapporto ricavi-costi di gestione (Ebidta) é positivo, dice Calenda, al 7%. Che è lo stesso di SLunga, per dire, che ha un indebitamento di circa 1,5 miliardi. Poi emerge una situazione finanziaria che si basa su mutui e finanziamenti da istituti di credito, in corso di regolare rimborso. Uno di questi è stato rimborsato e rinnovato nel 2025. Ci sono poi ammortamenti legati a prodotti editoriali sviluppati e debiti contributivi (rateizzazione?), interessi passivi ecc. Che determinano la perdita contabile.
ho avuto prifessionalmente a che fare con un azienda dell editoria per un breve periodo. Conosco meglio altri settori. Ma sarebbe interessante confrontare i bilanci di tutte le aziende del settore, magari
"Mi piace"Piace a 1 persona