
(Gabriele Guzzi e L’Indispensabile – lafionda.org) – Avrei tutto l’interesse ad accodarmi alla lapidazione contro questo governo.
Per questioni di merito: un governo con una politica economica regressiva, neoliberale, e prona ai dogmi dei due cancri della politica italiana: il vincolo esterno assoluto dell’UE e della Nato.
Come dissi dal 2022, il problema della Meloni non è che sarà mussoliniana ma draghiana.
Per questioni di incentivo personale: attaccare la maggioranza in difficoltà, facendo intendere che sia solo un problema di incapacità personali, sarebbe un ottimo strumento pubblicitario.
Ma non posso mentire.
Innanzitutto a me stesso.
L’Italia non ha a disposizione i presupposti per una vera Politica di rottura. Almeno non ancora.
Per incidere una svolta macroeconomica seria, servirebbe sottrarsi gradualmente dal 95% degli indirizzi di policy che oggi regolano praticamente tutt gli assetti della nostra società: energia, salute, industria, lavoro, università, magistratura, partiti, sindacati, tasse, banche, finanza, esercito.
Senza dimenticare un assetto istituzionale che disattiva oramai strutturalmente la sovranità popolare.
Questo risultato è l’esito di un processo lungo 80 anni, e lo potremmo definire “un indebolimento della capacità politica e di governo dell’Italia”. Esso si è accentuato massimamente negli ultimi 50 anni, ovvero dal 1978: anno in cui io faccio iniziare l’Eurosuicidio.
Dal 1978 al 1992, poi, abbiamo vissuto un quindicennio costituente, che si è concluso con l’entrata dell’Italia nell’UE e nell’euro.
Da tutto questo, ahimè, non possiamo uscirne con un po’ di caciara.
Serve un programma realistico, ambizioso, fondato per un ribaltamento dell’intero ordine politico italiano. E questo si intreccia con le nostre alleanze internazionali, e le fragilità interne.
Mi dispiace non aggiungere benzina al rogo, ma l’onestà intellettuale è un bene che una volta perso non si recupera più.
Dobbiamo compiere un lavoro di sottrazione dalle alternanze senza alternativa, dal teatrino delle marionette.
È un lavoro di grande sacrificio personale e collettivo. Ma è l’unico per cui mi sembra valga la pena combattere.
Condivido totalmente . Purtroppo manca la materia prima in grado di incarnare questi obiettivi, ma è solo questione di tempo, perché il vuoto in politica non esiste e non può esistere.
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https://www.sovranita-popolare.org/piano-salvezza-nazionale
è operativamente una roba che non ha alcun senso!
E quindi gli ideatori e promotori di questo Piano Di Salvezza Nazionale
https://pianodisalvezzanazionale.it/promotori/
sono nella migliore delle ipotesi solo degli utopisti?
A titolo di cronaca, fra gli ideatori e promotori di questo Piano Di Salvezza Nazionale, Piano Di Salvezza Nazionale che sicuramente Gabriele Guzzi conosce ma non ha mai firmato, ci sono fior di economisti e professionisti, gente che professionalmente ha messo operativamnete le mani in pasta nell’economia moooolto di più di Gabriele Guzzi, che anche visto la sua giovane età non può aver mai accumulato la loro esperienza sul campo, poco m ma sicuro!
2. Seconda cosa, la Meloni è convintamente neoliberista, l’ha detto chiaro e tondo:
https://www.maurizioblondet.it/ladottrina-economica-della-meloni/
quindi uno come Gabriele Guzzi la dovrebbe contrastare come si deve e non invece in qualche modo giustificarla come invece sembra fare con questo articolo, poco ma sicuro!
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