LUNA, LA NASA SOSPENDE IL PROGETTO PER LA STAZIONE ORBITANTE GATEWAY

(ANSA) – MILANO, 24 MAR – La Nasa intende sospendere il progetto per la realizzazione della stazione spaziale Gateway nell’orbita lunare per concentrarsi sulla costruzione di una base lunare e raggiungere l’obiettivo di “una presenza umana duratura sulla Luna”.
E’ quanto emerge dall’evento ‘Ignition’ organizzato dall’agenzia spaziale statunitense per annunciare una serie di iniziative volte a “realizzare la Politica Spaziale Nazionale del presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio”.
“Nell’ambito di questa strategia – dice la Nasa in una nota – l’agenzia intende sospendere il Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi”.
La Nasa ha anche annunciato un approccio graduale alla costruzione di una base lunare. Nella prima fase, volta a “costruire, testare, imparare”, aumenterà il ritmo delle attività lunari, inviando rover, strumenti e dimostratori tecnologici: sono previsti fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027 per velocizzare la consegna di scienza e tecnologia sulla superficie lunare.
Nella seconda fase punterà sulla creazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e su una logistica regolare. Nella terza fase, la Nasa fornirà le infrastrutture più pesanti necessarie per una presenza umana continua sulla Luna: “ciò includerà gli Habitat Multiuso dell’Agenzia Spaziale Italiana”.
NASA, ENTRO IL 2028 IL PRIMO VEICOLO A PROPULSIONE NUCLEARE VERSO MARTE
(ANSA) – MILANO, 24 MAR – La Nasa intende lanciare entro il 2028, verso Marte, il primo veicolo spaziale interplanetario a propulsione nucleare: si chiamerà Space Reactor-1 Freedom e porterà sul pianeta dei droni elicottero simili a Ingenuity che continueranno a esplorarlo.
È quanto emerge dall’evento ‘Ignition’ organizzato dall’agenzia spaziale statunitense per annunciare una serie di iniziative volte a “realizzare la Politica Spaziale Nazionale del Presidente Donald J. Trump”. Lo Space Reactor-1 Freedom dimostrerà “la propulsione elettrica nucleare avanzata nello spazio profondo”, dice la Nasa in una nota.
“La propulsione elettrica nucleare offre una straordinaria capacità di trasporto di massa efficiente nello spazio profondo e consente missioni ad alta potenza oltre Giove, dove i pannelli solari non sono efficaci.
Quando SR-1 Freedom raggiungerà Marte, rilascerà il carico utile Skyfall, composto da elicotteri simili a Ingenuity, per continuare l’esplorazione del Pianeta Rosso. La SR-1 Freedom creerà un patrimonio di hardware nucleare per il volo, stabilirà precedenti normativi e di lancio e attiverà la base industriale per i futuri sistemi di energia a fissione per la propulsione, le missioni di superficie e le missioni di lunga durata.
La Nasa e il suo partner, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, sbloccheranno le capacità necessarie per l’esplorazione prolungata oltre la Luna e per i futuri viaggi su Marte e nel sistema solare esterno”.
Gli Usa vogliono costruire una base sulla Luna. La Nasa sospende la stazione orbitante
L’obiettivo è quello di una “presenza umana duratura” sul satellite, alimentata da un reattore nucleare. Ma i continui cambi di programma rischiano di far perdere agli Usa la gara con la Cina

(di Elena Dusi – repubblica.it) – Ancora un cambio di programma per la missione Artemis. Il progetto con cui la Nasa intende riportare l’uomo sulla Luna perde un pezzo – la stazione orbitante Gateway – e si concentra sulla realizzazione di una base permanente sulla superficie del satellite, che costerà circa 20 miliardi di dollari in un lasso di tempo di sette anni.
Sospesa la stazione orbitante
I lanci per realizzare la base lunare partiranno dal 2027. L’amministratore dell’Agenzia spaziale americana Jared Isaacman ha annunciato oggi la revisione del percorso per riportare gli esseri umani sulla superficie del satellite, dopo la fine del programma Apollo nel 1972.
“La Nasa è impegnata a raggiungere il quasi-impossibile una volta ancora” ha detto Isaacman a Washington senza risparmiare sull’enfasi. “Puntiamo a tornare sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump, costruire una base, stabilire una presenza permanente e fare tutto ciò che serve per assicurare la leadership americana nello spazio”.
Inizialmente il progetto prevedeva una stazione spaziale in orbita permanente attorno alla Luna: il Gateway. Da lì gli astronauti avrebbero compiuto l’ultima tappa scendendo sulla superficie del satellite tramite un lander: una navicella capace di compiere le delicate manovre di allunaggio. In un futuro indeterminato il Gateway avrebbe anche potuto essere una base di lancio per le missioni verso Marte. Per raggiungere il pianeta rosso la Nasa ha annunciato la progettazione di un razzo a propulsione nucleare che dovrebbe iniziare a volare nel 2028, lo Space Reactor-1 Freedom.
“L’Agenzia intende sospendere il Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute” si legge nel comunicato appena pubblicato.

Le tappe per la base permanente
La costruzione della base inizierà nel 2027, con l’invio di rover (robot con le ruote in grado di spostarsi in modo autonomo) e strumenti per “costruire, testare, imparare”. Serviranno circa 30 allunaggi – per il momento senza il coinvolgimento di astronauti – per costruire gli elementi basilari della stazione lunare.
Le prime infrastrutture semi-abitabili verranno realizzate in una seconda fase. L’energia e il calore per gli astronauti saranno forniti da un piccolo reattore nucleare. Un rover giapponese pressurizzato permetterà agli astronauti di spostarsi sulla superficie per l’assemblaggio delle infrastrutture.
Nella terza fase la base diventerà finalmente ospitale, grazie anche “agli habitat multiuso dell’Agenzia Spaziale Italiana”. La nostra Asi ha infatti l’incarico di realizzare gli spazi dove abiteranno e lavoreranno gli astronauti.
Le sfide e la competizione con la Cina
La decisione di oggi non coinvolge il lancio di Artemis II, previsto tra il primo e il 6 aprile. Il razzo è già sulla rampa di lancio. Porterà 4 astronauti attorno alla Luna in una missione di dieci giorni che non prevede allunaggi.

Il progetto della base lunare richiederà molto più tempo e la Nasa ha già stravolto varie volte il suo programma. Gli Stati Uniti sentono la competizione con la Cina, che ha annunciato la sua intenzione di atterrare sul polo sud lunare entro il 2030, dove è stata avvistata acqua allo stato di ghiaccio, e sta procedendo con un programma molto più snello (e scarno di dettagli) rispetto a quello americano.
Il riciclaggio del Gateway
Uno dei problemi del cambio di programma riguarda proprio il Gateway, che era in uno stadio avanzato di realizzazione. La costruzione era stata affidata a due aziende private americane, Northrop Grumman e Vantor. “Sarà una sfida, ma riconvertiremo le strutture realizzate per supportare le operazioni di superficie” ha spiegato Isaacman.
Un rapporto dell’ispettore generale della Nasa però ha stimato che l’intero programma Artemis sia costato 93 miliardi di dollari fino al 2025. Per l’attuale guerra in Iran il presidente Trump ha chiesto al Congresso 200 miliardi di dollari.
Ora che ci penso ,una cosa del genere si raccontava anche quando facevo la quinta elementare. Ma allora non erano ancora andati sulla luna ,come adesso del resto forse o chissà..
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