L’intervento durante un convegno per il sì al Referendum è stato diffuso dal Movimento 5 stelle

(ilfattoquotidiano.it) – È polemica per le parole del senatore di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini. Dopo l’uscita della capa di gabinetto di Nordio, Giusy Bartolozzi, che ospite di una trasmissione ha invitato a “votare sì” al Referendum per “togliere di mezzo” la magistratura, paragonandola a un “plotone d’esecuzione“, il senatore ha rincarato la dose. “Io aggiungo che (quando caschi davanti alla magistratura) è come se ti diagnosticano un cancro, è peggio di un plotone d’esecuzione”, ha detto a un convegno per il sì al Referendum che si è tenuto lo scorso 14 marzo a Terni.
La clip dell’intervento è stata diffusa, tra le polemiche, dal Movimento 5 stelle. “Con un plotone d’esecuzione sai che devi morire e ti chiedi quanto manca. Dal cancro puoi guarire o morire. Il problema è che se hai un cancro ti curano i medici. Se tu vai nelle mani della magistratura invece è un’avventura. Non sai con chi ti combini, non sai come vengono condotte le indagini, non sai cosa di capiterà”, continua Zaffini.
L’intervento del senatore di FdI hanno suscitato l’immediata reazione dell’opposizione, a partire dal Movimento 5 stelle di Terni che ha rilanciato la clip sui social parlando di “fatto gravissimo che colpisce direttamente le istituzioni della Repubblica”. “Ribadire l’inaccettabile paragone dei magistrati a un plotone di esecuzione è stato grave, ma definire la magistratura ‘peggio di un cancro’ non è una provocazione: è un attacco diretto a uno dei poteri dello Stato previsti dalla Costituzione”, sottolineano gli esponenti pentastellati parlando di una “costante delegittimazione dell’ordine giudiziario”.
Anche Angelo Bonelli ha commentato l’intervento di Zaffini parlando di parole “indecenti e inaccettabili” che “evidenziano la strategia di odio contro i magistrati” di FdI. “La verità è che non c’è alcuna volontà di affrontare i problemi reali della giustizia: tempi dei processi, digitalizzazione, carenza di magistrati e cancellieri – aggiunge il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde – La Meloni ha dato il via a questa campagna affermando che con il No verranno liberati pedofili, stupratori, spacciatori: un’offesa all’intelligenza degli italiani”. Bonelli ha evidenziato anche l’offesa dietro l’affermazione di Zaffini che offende chi ogni giorno combatte contro la malattia. “Di fronte a questa vergogna Meloni non dice nulla e non condanna – conclude Bonelli – allora acconsente”.
“Paragonare una malattia mortale all’azione dei giudici è un’affermazione gravissima, che non ha nulla a che vedere con il referendum sulla giustizia. Detta poi da chi presiede la commissione che in Senato si occupa di Affari sociali e sanità è indecente”, commenta il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro, sottolineando che “al peggio non c’è mai fine”.
mandiamo a casa ‘sti cialtroni e delinquenti
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Di ‘sto passo il No stravince. 😀
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Io ho una domanda, preceduta da una brevissima considerazione.
È possibile trarre tutte le conclusioni del caso se viene presa in esame la cosiddetta destra di governo, che ha ampiamente manifestato l’ attaccamento alle origini storiche, oltre a quelle più recenti berlusconiane.
Guardando alla cosiddetta sinistra, ad alcuni sedicenti appartenenti a questo luogo ideologico, ai riformisti, ai socialisti di altissimo lignaggio familiare e politico: ma è veramente pensabile che questi soggetti, vedendo cosa c’è in ballo, siano schierati per il sì (fornendo un supporto formidabile al governo) perché la riforma è un coronamento fondamentale per le loro convinzioni?
Questi soggetti traggono maggiori benefici da questo governo più forte o più debole (in caso di sua sconfitta)?
Una cosa è certa: questi signori sanno benissimo che in caso di vittoria del sì la signora Meloni avrà percorso agevole per un’altra legislatura, perciò è lecito pensare che ci siano interessi particolari a spingerli per il sì.
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I primissimi minuti dell’ intervento del prof Orsini forniscono ottimi elementi per cercare di rispondere alla mia domanda, poiché molti soggetti “di sinistra” traggono benefici anche professionali (lavorano in settori che ricevono un qualche sostegno pubblico, di varia natura).
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Anche se lo stato d’animo più diffuso è questo, meglio andare lo stesso a votare e mettere una bella croce sul NO.
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