Meglio tacere che parlare per giustificare l’ingiustificabile. Come ha provato a fare Giorgia Meloni sui raid di Usa e Israele contro l’Iran

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – A volte è meglio tacere. Soprattutto se, per la necessità di parlare, si finisce per giustificare l’ingiustificabile sfidando la logica, riscrivendo la storia e travisando la realtà. Come se i fatti fossero un’opinione da piegare alla narrazione di un governo che, a parte i disastri economici certificati dagli ultimi dati Istat, dalla pressione fiscale al debito alla crescita, in politica estera non smette di stupire per le continue dimostrazioni di totale asservimento agli alleati-padroni statunitensi e israeliani.
Un copione che si è ripetuto l’altra sera, davanti alle telecamere del Tg5, quando Giorgia Meloni ha deciso di rompere il silenzio sulla crisi scatenata dai raid contro l’Iran ordinati dall’aspirante Nobel per la pace Trump e il ricercato internazionale Netanyahu. Secondo la premier la “crisi del diritto internazionale” sarebbe “inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite (la Russia, ndr) ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. Ergo: “Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.
Come se, nel 1999, un altro membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu (gli Stati Uniti) non ci avesse trascinato nei 78 giorni di bombardamenti illegali sulla Serbia. Per poi ripetere il copione in Afghanistan (con il pretesto della caccia ad Osama bin Laden che però era saudita), in Iraq (con false prove sulle armi di distruzione di massa di Saddam) e in Libia. Tutti precedenti, semmai, forniti su un piatto d’argento a Putin per fare altrettanto in Ucraina (al netto delle ingerenze americane su Kiev per provocare l’invasione). Ma non finisce qui.
L’opera di mistificazione dei fatti e della loro cronologia è proseguita senza freni. “L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi – ha assicurato Meloni – ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo, che sono totalmente ingiustificati”. Ad essere ingiustificati, secondo la premier, non sono gli attacchi Usa-Israele ad uno Stato sovrano, ma la risposta militare di un Paese aggredito che risponde all’attacco militare dell’aggressore.
Quindi, secondo il ragionamento della premier, è l’Iran che dovrebbe fermarsi, lasciandosi bombardare senza reagire. Mica americani e israeliani che hanno premuto per primi il grilletto. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Come pure della figuraccia mondiale rimediata dal ministro Crosetto rimasto bloccato a Dubai a bombardamenti iniziati e rientrato dopo aver fornito quattro versioni diverse sulla sua presenza negli Emirati. Una vicenda che andrebbe chiarita ma che la premier si è guardata bene dal commentare.
Una cosa per ora è certa. Che la guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran qualche vantaggio, ai diretti interessati, lo ha portato. Dirottare l’attenzione dallo scandalo degli Epstein Files che per Trump sono diventati come la criptonite per Superman. Allungare la vita (politica) a Netanyahu su cui pende un mandato di cattura della Corte penale internazionale. A Meloni e all’Italia, come al solito, arriverà invece il conto dell’ultima bravata dei suoi alleati preferiti. Tra bollette e carburanti alle stelle in un Paese in cui, ormai, solo la corsa al riarmo non conosce crisi.
Dal Vangelo secondo Licio
(Di Marco Travaglio) – Mentre il governo ci porta in guerra bestemmiando la dottrina degli ultimi dieci Papi (se bastano) e fregandosene dell’anatema lanciato ancora ieri dal card. Parolin, il piissimo sottosegretario Mantovano spiega – riuscendo a restare serio – che “i cattolici voteranno Sì al referendum”. Ci ha parlato lui o gliel’ha detto Nordio al quinto spritz. Resta incerto il voto di protestanti, ortodossi, musulmani, ebrei, buddisti, induisti, taoisti, confuciani, mormoni, testimoni di Geova e avventisti del settimo giorno. Ma al prossimo spritz il governo ci farà sapere. Interessante la motivazione addotta da Mantovano: “I cattolici voteranno Sì perché puntano alla realizzazione della giustizia, coerente con i principi della dottrina sociale della Chiesa. E questa riforma va certamente in questa direzione”. Com’è noto, l’aspirazione alla giustizia è un’esclusiva dei cattolici, mentre tutto il resto del genere umano – fedeli di altre religioni e atei – puntano all’ingiustizia. Possiamo soltanto immaginare la tacita sofferenza di miliardi di cattolici, orbati per oltre duemila anni della separazione delle carriere, della triplicazione dei Csm e del sorteggio per soli togati, fino all’Avvento della Riforma. Se ne trova già traccia, secondo i migliori biblisti, nella celebre profezia di Isaia sull’arrivo del Messia: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce. Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”. Era Nordio, scortato dal suo chierichetto Mantovano travestito da pastorello. Resta da capire come mai il sottosegretario, seguace del gruppo tradizionalista Alleanza Cattolica (quello con l’aquila nera nel logo), promotore del Centro Studi Rosario Livatino per la beatificazione del “giudice ragazzino” assassinato dalla mafia, abbia impiegato tanti anni per convertirsi alle carriere separate al seguito di due noti massoni, Licio Gelli e Silvio B. e scambiando il Piano di Rinascita Democratica della loggia P2 con il Vangelo. E mettendo fra l’altro a repentaglio la santificazione di Livatino, che fece sia il giudice sia il pm proprio come Mantovano senz’avvertire in quel losco passaggio di funzioni alcuno stridore con la dottrina cattolica.
Anche il cattolicissimo Borsellino, già leader della corrente Magistratura Indipendente cui è affiliato anche Mantovano, peccò gravemente passando da una funzione all’altra senza correre a confessarsi. E nel 2004 Mantovano elogiò la sua scelta blasfema: “Borsellino divenne procuratore a Marsala dopo essere stato giudice istruttore, ma ancora prima giudice civile e probabilmente in alcune indagini sulla mafia queste sue competenze civilistiche, sui fallimenti per esempio, gli sono servite”. Ma all’epoca era ancora luterano.
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Governo di pazzi guerrafondai. Prima se ne vanno meglio è. 😠
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Deve aver letto i posts di JD
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Le ossessioni si possono curare.
https://www.unobravo.com/
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Mondo immondo nauseabondo moribondo in largo e in tondo e allo sprofondo che più a fondo di cosi…penso Dio sia furibondo.
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Bisogna lasciarli cantare i canarini del capacissimo governo di Maria Antonietta, e le risate verranno giù spontanee. Le loro parole sono pura involontaria comicità d’avanguardia. Magari speravano pure di usare le guerre criminali del maiale col ciuffo a stelle e strisce e della sua Mistress BB come arma di distrazione di massa, e magari tra poco sentiremo che pure quelle saranno colpa delle cattivone toghe rosse politicizzate de sinistra (ma solo quando li beccano con le mani nella marmellata, mica quando la fanno franca). Invece l’asteroide a forma di urna sibila sempre più forte e si avvicina sempre di più alla terra dei cachi.
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