Per Ixè, il 51% degli italiani fiducia nella magistratura contro il 12% rimediato dai partiti. Meglio separare politica dalla giustizia

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Alla fine le scuse, ai colleghi che indossano la divisa, le ha porte solo l’agente arrestato, con l’accusa di omicidio volontario, per il delitto di Rogoredo (leggi pezzo s pagina 4) che le destre, da Meloni e Salvini in giù, avevano già assolto dieci minuti dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del poliziotto. Di scuse, ai magistrati che hanno ricostruito i fatti con professionalità e diligenza nonostante il fuoco di fila aperto nei loro confronti da mezzo governo, invece, neppure l’ombra.
Così, l’occasione che a destra non vedevano l’ora di cavalcare per rilanciare l’ideona dello scudo penale agli agenti (poi allargato a tutti gli italiani, dopo l’intervento del Colle, nell’ennesimo pacchetto sicurezza) e l’urgenza del Sì al referendum del 22-23 marzo (che con la vicenda di Rogoredo non c’entra un fico secco) ha finito per rivelarsi il migliore assist ai sostenitori del No. Perché svela, se non fossero già bastate le “confessioni” di Nordio e Tajani, o l’outing involontario della leghista Matone sull’indicibile (in pubblico) verità sulla riforma del Csm, la forma mentis di questo centrodestra.
A cominciare da Meloni – in prima linea a gridare allo scandalo per la decisione della Procura di Milano di indagare il poliziotto di Rogoredo – che già dopo la brutale aggressione all’agente alla manifestazione di Torino, pregustando la vittoria dei Sì alla consultazione di marzo, si era portata avanti col lavoro formulando direttamente l’accusa (tentato omicidio) nei confronti dei picchiatori, al posto del pm che vogliono separare dal giudice con la riforma vergata dal ministro Nordio. Anche se, a giudicare dal risultato dell’ultimo sondaggio Ixè, che per la cronaca certifica il vantaggio (di sei punti) dei No al prossimo referendum, il 51% degli intervistati (dato in crescita rispetto al 45% dell’anno scorso) dichiara di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nella magistratura a fronte di un misero 12% rimediato dai partiti, sarebbe forse meglio separare altro. Tipo la politica dalla giustizia.
Scudi di fine stagione
(Di Marco Travaglio) – A furia di inseguire la cronaca nera per vellicare la pancia della gente più disinformata e raccattare qualche voto, i nostri sgovernanti si sono infilati in un cul de sac da cui non riescono più a uscire. Ieri, per dire, hanno prorogato fino al 31 dicembre lo “scudo penale” per il personale sanitario, che non risponderà degli errori se non per dolo o colpa grave in situazioni di carenza di organico. In pratica, invece di fornire più personale agli ospedali, forniscono il salvacondotto ai pochi che ci lavorano se lo fanno male danneggiando la salute e la vita dei pazienti. Poi però capita che il caso del piccolo Domenico morto per il fallito trapianto del “cuore bruciato” invada per settimane i media del dolore, suscitando la giusta indignazione dell’opinione pubblica. E allora il governo dello scudo penale ai medici che sbagliano si trasforma da scudiere in giustiziere, ovviamente a parole, e intima ai magistrati di “fare giustizia”, ovviamente “senza sconti” (“senza scudi” sarebbe troppo). Quindi ora dobbiamo sperare che i magistrati trovino prove sufficienti per dimostrare che i sette sanitari indagati per omicidio colposo hanno agito per dolo o colpa grave, altrimenti costoro la faranno franca per legge. E poi tutti a insultare le toghe complici dei medici che sbagliano per colpa non grave (mentre lo scudo nasce proprio dalla presunzione opposta: che le toghe ce l’abbiano coi medici e tentino di incastrarli a prescindere).
Intanto il governo, dopo aver varato lo ”scudo penale” per gli agenti che sparano e aver difeso quello di Rogoredo che ha ucciso il pusher disarmato, ordina ai magistrati di condannarlo “senza sconti” (“senza scudi” sarebbe troppo). E viene condannato a 12 anni Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza di Voghera, che nel 2021 uccise un marocchino ubriaco che faceva casino in un bar. Processo con rito abbreviato e sconto di un terzo della pena, che altrimenti sarebbe stata di 18 anni, dopo che il giudice aveva imposto alla Procura di riformulare l’accusa dall’eccesso colposo di legittima difesa a quella molto più grave di omicidio volontario. Pochi minuti dopo il fatto, mentre i pm ricostruivano l’accaduto, Salvini aveva già emesso la sentenza senza neppure domandarsi perché l’assessore girasse armato di una Beretta calibro 22 carica: “Adriatici è una persona per bene aggredita. È stata legittima difesa. È partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero che, secondo quanto trapela, è già noto per violenze, aggressioni, addirittura atti osceni in luogo pubblico”. Poi saltò fuori il filmato di una telecamera che immortalava Adriatici mentre pedinava la vittima disarmata prima di sparargli. Ora è allo studio uno scudo penale per gli imputati difesi da Salvini.
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Non ne azzeccano una, neanche per errore. Di questo passo il No arriva all’80%. 😁
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Speriamo…
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L’ottimismo è sempre ben accetto ma con moderazione. 🙂
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Il problema non sono tanto i commissari Basettoni che si palesano davanti ad una telecamera accesa in uno dei tanti programmi inguardabili in TV, quanto quelli (i soliti) che si annidano nel governo di Maria Antonietta (e per i quali le c@zzate sono come le ciliegie, una tira l’altra). La Vespucciana, dall’alto della sua formazione giuridica evidentemente pensa e sogna di vivere a Topolina, dove al massimo l’ergastolo per la solita nota Banda Bassotti dura una sola settimana, ossia il tempo di uscita di una nuova puntata. E pazienza se i giudici (quelli cattivoni politicizzati comunisti e de sinistra, che sono solo quelli che li beccano con le mani nella marmellata e li condannano, e mai quelli che assolvono la banda) applicano leggi fatte apposta per incasinare la giustizia dei poveracci. La verità è solo una. Ormai si sentono disperati e non sanno più cosa inventarsi per provare a schivare l’asteroide che si sta avvicinando sempre più e si sta per abbattere sulla terra dei cachi -Topolinia.
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