
(Andrea Zhok) – Sembra incredibile, ma anche sui casini interni americani riusciamo a spaccarci in fazioni incomunicanti, radicali, muri di gomma incapaci di mediazione.
Esattamente come sul piano interno italiano la destra sopravvive elettoralmente perché “qualunque cosa purché non la sinistra!”, e la sinistra sopravvive elettoralmente perché “qualunque cosa purché non la destra!”, così anche nell’esaminare le attuali vicende americane sembra obbligatorio sostituire i neuroni con lo schieramento.
Francamente mi pare eccessivo richiamare concetti venerabili come “complessità”.
Qui si tratta semplicemente di fare spazio mentale per qualcosa che vada al di là di zero – uno, bianco – nero, on – off.
E’ possibile pensare che Trump sia un pericoloso bamba senza con ciò implicare che Biden o Obama fossero cavalieri dell’ideale. (E viceversa, è possibile essere disgustati dall’ipocrisia callosa delle amministrazioni di Biden e Obama, senza essere costretti a inventarsi la qualunque per giustificare la stupida brutalità di Donald.)
E’ possibile giudicare le attuali operazioni dell’ICE eccessive e criminali, senza sposare posizioni no border. (E viceversa, si può pensare che l’immigrazione incontrollata sia un serissimo problema, senza mostrificare gli immigrati.)
E’ possibile essere disgustati dalle esibizioni di violenza delle forze dell’ordine americane senza ritenere che gli oggetti di questi interventi siano sempre cittadini probi ed esemplari. (E viceversa, si può ritenere che esistano oggettivamente gravi problemi di ordine pubblico, senza pensare che questo debba risolversi con esecuzioni sommarie.)
Più in generale, è possibile analizzare ciò che avviene in un caso particolare, in un contesto storico, sociale, nazionale, o anche individuale, senza necessariamente incasellarlo sotto la nostra cornice ideologica preferita.
Nessun dottore ci ha ordinato di fare il tifo per una squadra o per l’altra.
Non solo quello che pensiamo è materialmente irrilevante (con tutto il rispetto, né Trump né i Dem attendono da noi un verdetto sul loro paese), ma abituarci a prendere posizioni ideologiche, forfettarie, di schieramento a priori significa coltivare una pessima disposizione, una disposizione immatura e dannosa per una democrazia.
Ecco, quando ci diciamo democratici, quando rivendichiamo i valori della democrazia, quando chiediamo il rispetto delle opinioni dal basso – e io credo sia giusto farlo – dobbiamo anche accettare un semplice fatto: esercitare valutazioni in un contesto democratico costa un po’ di fatica; richiede la capacità di fare distinzioni; richiede di sospendere il giudizio quando non si hanno informazioni sufficienti; richiede di soppesare di volta in volta le ragioni altrui; richiede soprattutto uno sforzo di discernere in ogni circostanza i pesi e i confini tra le molteplici ragioni che convergono sempre nella realtà.
Solo nei film basta capire all’inizio “chi sono i buoni”, e poi rilassarsi a tifare per loro fino ai titoli di coda.
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – La tenia. “Tajani: ‘Ora Berlusconi è dentro di noi’” (Fatto, 25.1). A proposito: chi ci ha fregato i portafogli?
Puzze. “‘Purghe’ contro il Sì: esplodono i dem”, “C’è la mano di Elly dietro le purghe per i moderati Pd” (Giornale, 19 e 20.1). “Pd, un caso le parole di Picierno: ‘Clima irrespirabile’” (Corriere della sera, 19.1). Bisogna sospendere subito i purganti.
Figlie d’arte. “Stefania Craxi: ‘Papà Bettino è irripetibile’” (Riformista, 20.1). Almeno si spera.
L’aiutino. “Se Stati Uniti ed Europa restano inermi davanti al massacro degli innocenti in Iran” (Bernard-Henri Lévy, Stampa, 25.1). Ma infatti, massacriamone un po’ anche noi.
Ma vergògnati. “I mullah iraniani hanno già ucciso più di qualsiasi governo in questo secolo nella regione” (Lévy, ibidem). I 70 mila a Gaza sono morti di raffreddore.
I No per il Sì. “Al referendum un Sì per tutti i Craxi d’Italia” (Anna Paola Concia, Riformista, 19.1). “Camillo Ruini: ‘Voterò Sì anch’io. Separare le carriere. E non basta” (Giornale, 24.1). “La riforma Nordio? L’avrei fatta uguale” (Cesare Previti, Report, Rai3, 24.1). Grazie a tutti e mi raccomando: continuate così fino al 22 marzo.
Draghensky. “Zelensky sferza l’Europa: ‘Agisca’” (Corriere della Sera, 23.1). “Zelensky sferza l’Europa” (Repubblica, 23.1). Ma non è che questo niente niente s’è montato la testa e si crede Draghi?
Il re dei perditori. “Stefano Ceccanti: ‘Ci chi attacca per il Sì vuole un Pd perdente’” (Libero, 21.1). Tipo il Pd che votò Sì con Ceccanti al referendum di Renzi nel 2016.
Indro Cernanelli. “La voce dei lettori a confronto con il direttore Cerno: ‘Nelle vostre pagine rivive Montanelli’” (Giornale, 21.1). Uahahahahah.
Ma tu guarda/1. “Calenda a Forza Italia: ‘Felicissimo se ci sarà spazio per lavorare insieme’” (Corriere.it, 24.1). Non sarebbe da lui: finora era sempre stato così coerente.
Ma tu guarda/2. “Non c’è più la sinistra delle passioni civili” (Carlo Calenda, leader Azione, Foglio, 19.1). Primo caso di una causa che denuncia un effetto.
La pulce con la tosse. “‘Europa, non ti disunire’. Gori non esclude il bazooka” (Riformista, 23.1). Eccone un altro che crede di fare capoluogo.
Levategli il vino. “Più Barbera e meno Barbero” (Luciano Capone, Foglio, 20.1). “Giuseppe Benedetto, Fondazione Einaudi: ‘A Barbero preferisco Barbera’” (Dubbio, 24.1). Più che altro il Barbera.
L’ho detto prima io. “Meloni: ‘Solidale con gli spiati, perché lo sono anch’io’” (Corriere della sera, 10.1). “Renzi: ‘Anch’io vittima di un’infame campagna di dossieraggio. Pronta la denuncia in Procura’” (Giornale, 18.1). “Salvini: ‘Noi i più dossierati: ecco chi ci ha colpiti. Ora voglio i mandanti’” (Giornale, 17.1). “Crosetto: ‘Chi mi ha spiato scavando nella mia vita per conto di chi ha agito? Ho provato solitudine e rabbia’” (Corriere della sera, 24.1). Ma cos’è, una gara?
Riarmo omeopatico. “In questo momento con Trump che minaccia dazi e ritorsioni ai paesi che giustamente mandano truppe e mezzi militari in Groenlandia, penso a tutti quelli che si sono opposti al riarmo… Quante parole sprecate… I partiti populisti del No RearmEu oggi cosa dicono? Oggi che la democrazia e l’integrità territoriale sembrano accessori inutili?” (Elisabetta Gualmini, eurodeputata Pd, X, 18.1). Giusto: per difenderci da Trump compriamo 700 miliardi di armi da Trump.
Dopodomani. “Allarme referendum nel M5S: secondo un sondaggio, i suoi elettori voteranno Sì” (Domani, 19.1). Ma infatti: votano sempre Calenda o, in alternativa, Renzi.
Il plagio. “Impunità per i ministri: dopo le bufale dell’Anm arrivano quelle del Pd” (Libero, 25.1). Veramente l’impunità per i ministri l’ha promessa Nordio.
Slurp. “Federico Freni, il Mozart dei conti, a un passo dalla Consob” (Marianna Rizzini, Foglio, 20.1). “FI, stop a Freni alla Consob” (Ansa, 21.1). Era solo un Salieri qualunque.
Il titolo della settimana/1. “Il killer di La Spezia non perde tempo: in galera ha subito chiesto il Corano” (Verità, 25.1). Strano, per un musulmano.
Il titolo della settimana/2. “Il nuovo giallo di Veltroni: un commissario Buonvino in stile Poirot” (Francesco Bei, Repubblica, 25.1). Veltroni e Agatha Christie: praticamente due gocce d’acqua.
Il titolo della settimana/3. “C’erano una volta, in Italia, la grazia e l’amnistia” (Franco Corleone, Unità, 14.1). E niente, le cose più belle durano sempre troppo poco.
Il titolo della settimana/4. “Il Tevere balneabile, scatta la fase operativa: ‘Test per 4 anni’” (Messaggero, 14.1). Tanto chi ci prova schiatta molto prima.
Il titolo della settimana/5. “Trump e l’anima degli Usa che svanisce” (Danilo Taino, Corriere della sera, 13.1). La famosa anima de li mortacci loro.
Il titolo della settimana/6. “Trump non lascerà l’Iran agli islamici” (Libero, 19.1). Lo regala agli Avventisti del Settino Giorno.
Il titolo della settimana/7. “Gesù condannato perché i giudici erano di parte” (Libero, 12.1). Ponzio Pilato s’era scordato di separare le carriere.
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MT ha ragione, quando sento certi nomi schierarsi da una parte, io istintivamente mi schiero dall’altra.
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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Agganciandomi all’articolo settimanale di Travaglio documentante il penoso&pericoloso stato del sistema mediatico-informativo italiota, ricordo che tra pochi giorni scadono i termini per presentare la dichiarazione sostitutiva ed evitare di pagare il canone Tv (per l’anno 2026) a favore della tizia della Garbatella & compagnidimerende.
Basta un veloce accesso all’ufficio delle Entrate tramite spid o Carta d’Identita’ Elettronica e in due minuti si risolve la pratica:
https://i.postimg.cc/9QT3gD9b/Canone-TV.jpg
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Grazie !
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L’ho detto prima io. “Meloni: ‘Solidale con gli spiati, perché lo sono anch’io’” (Corriere della sera, 10.1). “Renzi: ‘Anch’io vittima di un’infame campagna di dossieraggio. Pronta la denuncia in Procura’” (Giornale, 18.1). “Salvini: ‘Noi i più dossierati: ecco chi ci ha colpiti. Ora voglio i mandanti’” (Giornale, 17.1). “Crosetto: ‘Chi mi ha spiato scavando nella mia vita per conto di chi ha agito? Ho provato solitudine e rabbia’” (Corriere della sera, 24.1). Ma cos’è, una gara?
Quindi questi si lamentano LORO di essere spiati come se fossero magistrati qualsiasi o giornalisti o attivisti politici d’opposizione.
Tra l’altro, con il caso PARAGON ancora aperto in cui il governo non risponde pur essendo stato venduto allo stato italiano.
Quando si dice ‘hanno la faccia come il….”
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Zhok ha colto nel segno . La logica polarizzate non spinge ad esaminare ed analizzare nel merito le questioni ma schierarsi dalla parte di chi abbiamo scelto di appartenere a prescindere . Però la cosa strana è che dopo essersi divisi su tutto gli schieramenti agiscono Alli stesso modo nell’ azione politica quando vanno al governo o meglio quando devono difendere la propria categoria cioè la casta .
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Ma siamo ancora in maggioranza a pensare che si viva meglio in U$A che in Russia? sicuri sicuri?
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Pd, un caso le parole di Picierno: ‘Clima irrespirabile’” (Corriere della sera, 19.1)
Ma magari!!!
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Un passo avanti l’ha fatto lo stesso Calendula con la sua autoeliminazione dall’alleanza di csx offrendosi come una put tana di strada a Forza Italia. A meno che questa mossa non gli serva per aumentare il prezzo nella trattativa col PD (il male del mondo è sempre in agguato!). Speriamo che tenga (?) il punto. Il passo successivo riguarderà l’esclusione del rignanese assieme alla frattura interna al Pd dei democristiani & affini che speriamo dimostrino – almeno una volta nella vita – SANA coerenza.
Non sono credente ma… se si verificasse il suddetto allineamento di pianeti… mi convertirò senza indugio al cristianesimo portando un cero grosso come tenendo a ruota le braccia alla prima madonna che avrò a tiro. Intanto… oremus!
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Se I picierni si riversassero in IV, li vedremmo sparire nel suo buco nero… Che spettacolo terrificante e grandioso assieme sarebbe…🤞🏻🤞🏻🤞🏻
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Vi ripropongo un mio articolo del 2015 https://www.pinocabras.it/caos-razziale-baltimora-prove-generali/ insieme al video che allora realizzai per Pandora TV, perché le immagini e le analisi di allora parlano con inquietante chiarezza alle vicende di oggi. All’epoca si chiamava Baltimora, oggi si chiama Minneapolis, Portland o Los Angeles. Cambiano i nomi delle città, non la traiettoria.
Sarebbe facile – e in parte corretto – attribuire a Donald Trump la responsabilità politica diretta dell’attuale brutalizzazione delle operazioni federali, comprese quelle dell’ICE. Ma sarebbe anche profondamente fuorviante fermarsi lì. Le radici di questa deriva affondano ben prima: ai tempi di Barack Obama si sono consolidate le dottrine, i finanziamenti, le tecnologie e le logiche operative che hanno trasformato la gestione della crisi sociale americana in una questione di ordine militare.
Di fronte a fratture economiche, razziali e territoriali sempre più profonde, il potere statunitense non ha scelto “più democrazia”, ma più tecnologia, più SWAT, più Robocop. Una polizia più arcigna e invasiva, sempre meno capace di intelligence sociale e sempre più dipendente da armamenti, automatismi e protocolli di guerra interna. Proprio per questo, infinitamente più pericolosa.
Quella che allora appariva come una “prova generale” oggi è diventata normalità. E la normalità, negli Stati Uniti, continua a produrre una quantità di morti per mano delle forze dell’ordine che resta, in proporzione, cento volte superiore a quella europea. Questo articolo nasceva per capirlo in anticipo. Oggi serve per ricordare che nulla di tutto ciò è un incidente.
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Sfondi una porta aperta Zhokettone, ma deve valere in tutti i contesti.Anche quando si individuano a priori i cattivi. Ti fischiano le orecchie?
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Ogni anno, circa 1000 persone vengono uccise dalla polizia negli Stati Uniti.
A.A.A. CERCASI
PORTAEREI SCORTATA DA INVIARE COSTE USA PER TUTELARE INCOLUMITA’ POPOLAZIONE.
Accettasi anche dirottatori Abraham Lincoln.
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Per favore, Infosannio, ripristina la possibilità di cancellazione del like!!!
Anche oggi, me n’è sfuggito uno involontario e improprio.
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