Il giornalista si è cimentato in una delle imprese più spericolate di sempre.

(di Antonio Dipollina – repubblica.it) – I cinque minuti più clamorosi della tv recente sono andati giovedì sera dopo il Tg1 quando Bruno Vespa si è scatenato appunto per i suoi Cinque minuti, dedicati nell’occasione alla questione dazi. Lo spirito guerriero che da tempo rugge dentro il conduttore – e la necessità di stipare in cinque minuti una questione simile – ha portato Vespa a una delle imprese più spericolate di sempre.
Punto primo – ha esordito – per il consumatore italiano non cambia niente, “perché i dazi sono un’altra cosa”. E via col primo ospite, Federico Visentin, presidente di Federmeccanica. Vespa: “Vero che non cambia niente?”. Visentin: “Ma cambia eccome. Quello ieri ha fatto il suo show davanti a tutto il mondo…”. Vespa accusa il colpo, lo interrompe e si rifugia in collegamento con Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. Vespa: “La bella notizia è che Trump potrebbe escludere i medicinali dai dazi”. Risposta: “Con i farmaci si scherza con il fuoco. Nessuno vuole i dazi, Tajani sta lavorando bene”.
Vespa inizia a incupirsi davvero, ma deve correre e tocca a Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. Vespa: “Per chi compra il parmigiano i prezzi cambieranno poco”. Prandini: “È vero parzialmente. Diciamo che prima lo comprava un pubblico medio-alto-spendente, ora solo l’alto-spendente”. Vespa è definitivamente intristito e se ne esce sostenendo che abbiamo iniziato noi con “gli stupidissimi dazi sul whiskey americano”, detto con una tale enfasi rabbiosa che, potendo, si sarebbe collegato direttamente con Jack Daniel, che purtroppo è morto da un secolo.
Gran finale, il pizzaiolo italiano da New York. Chiusura di Vespa: “Beh, lei vende la pizza a 21 euro, se diventano 23 non se ne accorge nessuno”. Speriamo che vada tutto bene, è la conclusione, mentre a milioni davanti alla tv a quel punto cercavano riparo nel bene rifugio dei pacchi di Affari tuoi.
Del leggero caos in vigore se n’erano accorti poco prima anche a Blob, accostando una tirata retequattrista di Mario Giordano (“Ma magari avessimo messo più dazi in passato”) a una dichiarazione terrorizzata del ministro Lollobrigida sui dazi per l’agricoltura. Mozione d’ordine, ormai indispensabile.
Forza Trump affoga il Vespaio dei fasci a cui piacciono gli aspiranti dittatori come te….
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Indovinate chi paghera’ il conto ? Non certo l’insetto lecchino che anzi ci scrivera’ sopra un libro. E i due deficienti , Melona e Cazzaro Verde, daranno la colpa al “gomblotto gne’ gne’ “ ed i loro elettori, piu’ deficienti ancora, magari gli crederanno pure. Oppure non gli crederanno affatto, ma piuttosto di ammettere di essere stati presi per il c.lo dalla coppia di comici, li voteranno ancora. Perche’ sono furbi, loro…
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