Lo scontro – Lo scontro alla Casa Bianca rilanciato dai media Ue è durato tre minuti su un’ora di incontro: ecco la cronaca degli altri 57

(Di Fabio Mini – ilfattoquotidiano.it) – Devo confessare l’imbarazzo nel commentare la vergognosa rappresentazione tenuta nell’ufficio del più potente presidente del mondo. Imbarazzo che mi ha indotto a verificare l’intero video per capire in che momento la cosa sia sfuggita al controllo della decenza o del politically correct. Imbarazzo perché stimati commentatori su tutti i giornali, compresi alcuni sul Fatto, hanno elaborato l’avvenimento infarcendolo di vittimismo ed eroismo. L’Europa intera parla di imboscata di Trump, di un povero Zelensky umiliato. Come minimo si tratta di pigrizia o volontaria disinformazione prendendo di una conferenza stampa, durata un’ora, tre minuti degli ultimi dieci. Concordo con chi ha messo in evidenza che l’arroganza è un vizio congenito delle amministrazioni Usa di qualsiasi genere. Sarà forse perché i frequentatori dello studio ovale della Casa Bianca ne subiscono la geometria e la simbologia.
Dall’esame del video originale emergono tuttavia delle cose che inducono a pensare a un altro film rispetto a quello indicato e commentato ampiamente da tutti i media del mondo, o quasi. Ecco alcune osservazioni.
1. Dal colloquio si apprende che Zelensky è stato invitato da Trump per discutere e firmare l’accordo sulle terre rare (e quant’altro), quindi la Casa Bianca ha organizzato la conferenza stampa preliminare all’accordo.
2. Trump era sicuro del risultato e la prima conferenza doveva essere il teatrino di una intera amministrazione benevola che vuole negoziare un accordo che potrebbe portare alla fine della guerra. Lo spettacolo sarebbe proseguito con le firme e la dichiarazione finale davanti a tutte le telecamere.
3. Zelensky ha accolto l’invito perché non poteva rifiutarlo. Non aveva scelta. Forse influenzato da Macron, da Starmer e dagli alleati europei, credeva che l’accordo veramente riguardasse soltanto l’appropriazione delle terre rare e che lui potesse sfruttarlo per ottenere il supporto militare alla guerra. Non aveva capito che l’accordo materiale era la chiave di Trump per negoziare con Putin, convincerlo a fare concessioni e convincere gli americani che la questione ucraina era esclusivamente una questione di affari e interessi nazionali (come diceva Kissinger, l’America non ha alleati ma interessi).
4. Mentre Trump lanciava continui segnali sul fatto che lui voleva l’accordo e che ne avrebbero discusso i termini nel successivo colloquio, Zelensky ha approfittato delle telecamere per dettare le proprie condizioni. Voleva vincolare pubblicamente Trump alla sua soluzione e visione. Semplice trucco per far saltare i colloqui fra Trump e Putin. Ma rischioso.
5. Zelensky, dopo le figure barbine di Macron e Starmer, si è preparato per fare il duro. Ha parlato per 34 minuti riproponendo la propaganda ucraina formata e narrata in tre anni di guerra con l’avallo degli Stati Uniti e degli europei. Non ha capito che su quel piano era perdente, perché Trump aveva smontato tutta la narrazione del suo predecessore e quindi quella ucraina.
6. Durante la tiritera, Trump si è astenuto da qualsiasi commento, dando per assodato che l’accordo successivo avrebbe cambiato la situazione.
7. In verità Zelensky ha potuto approfittarne per passare dalla propaganda alle sue richieste non riguardanti l’accordo in sé ma il successivo sviluppo. Ha sfidato Trump su tutto: nessun compromesso con Putin e la Russia, criminali e terroristi, nessun cessate il fuoco inutile perché Putin non lo avrebbe rispettato, richiesta di garanzie armate (difesa aerea, truppe alleate in Ucraina, missili e sanzioni, finanziamenti a fondo perduto per la ricostruzione), restituzione di tutti i territori, militarizzazione ucraina e pagamento dei danni da parte russa. Non si è fatto neppure mancare le allusioni ai rapporti tra Putin e Trump rinfacciando a Trump che la sua promessa di risolvere il conflitto in tre giorni l’aveva sentita da Putin. Anche su tutti questi punti Trump non ha commentato, ribadendo che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina non riguardavano l’accordo da firmare e che comunque “sono la parte meno importante” del piano futuro.
8. Per 39 minuti Trump ha insistito sull’accordo e Zelensky sull’ostilità verbale anche durante le risposte ai giornalisti. Ciò ha infastidito giustamente il vicepresidente Vance che da 20 minuti dimostrava imbarazzo non per sé ma per Trump. Il suo intervento ha voluto evidenziare la mancanza di rispetto nell’atteggiamento di Zelensky, facendo peggio: dimostrando cioè che chi va alla Casa Bianca non è un ospite ma un tributario. Argomento di etichetta che in quel momento era fuori posto e tardivo. Trump aveva sopportato allusioni e atteggiamenti che avrebbero fatto saltare i nervi anche a un santo, ma almeno da 20 minuti prima.
9. La svolta dell’incontro è avvenuta al 40° minuto con la risposta piccata di Zelensky alla domanda retorica di Vance sul fatto di riconoscere che l’Ucraina sta “avendo seri problemi”: “Tutti in guerra hanno problemi, anche voi, ma voi avete un bell’oceano in mezzo e non li sentite adesso, ma li sentirete in futuro, grazie a Dio, grazie a Dio, grazie a Dio”. Era una minaccia o una profezia, ma Trump l’ha interrotto bruscamente. Si rende finalmente conto che Zelensky gli ha preso la mano e lo sta forzando ad assumere una posizione e a fare dichiarazioni che lo impegnano sul fronte della guerra. La risposta è secca: “No, tu non sai cosa sentiremo, non dirci cosa sentiremo, stiamo cercando di risolvere un problema e non venirci a dire cosa proveremo (Z. gli parla sopra “…non ti sto dicendo…”), perché non sei nella posizione di dettare nulla. Ricorda questo: non sei nella posizione di dettare cosa sentiremo (Z. parla sopra “…sento l’influenza”), ci sentiremo molto bene, molto bene e forti e tu ne sentirai l’effetto. Tu in questo momento non sei in una posizione molto buona, ti sei permesso di assumere una posizione molto brutta (Z: “Sin dall’inizio della guerra… Posso dire una cosa?…”). No. Hai parlato anche troppo, non sei in una buona posizione, ora non hai buone carte da giocare, con noi puoi cominciare ad averne, ma adesso non le hai e stai giocando d’azzardo con le vite di milioni di persone, stai giocando d’azzardo con la Terza Guerra mondiale e ciò che stai facendo è mancanza di rispetto nei riguardi di questa nazione. Un sacco di gente avrebbe voluto sentire un grazie”.
10. Da quel momento e per tre minuti Zelensky e Trump si parlano uno sull’altro. Trump, all’ennesimo riferimento di Zelensky alla Russia sbotta ricordando come Biden avesse utilizzato l’argomento per le accuse ai suoi danni e per coprire le azioni illegali del figlio. Commenta poi “le cose che dice Zelensky su Putin le ho sentite da Putin su di lui. È una questione di odio”.
È Trump a chiudere la questione. In maniera pacata dichiara al 46° minuto rivolgendosi ai giornalisti: “Penso che oggi abbiamo visto abbastanza. Questa sarà una cosa da grande televisione. Vedremo come fare per rimettere le cose a posto. Grazie”. Ne abbiamo bisogno tutti e in fretta perché lasciare che siano gli europei a entrare in guerra potrà essere una liberazione per gli Usa, ma per noi europei è un vero incubo.
Finalmente un po’ di chiarezza!
Grazie generale
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dimostrando cioè che chi va alla Casa Bianca non è un ospite ma un tributario…….Che pensava Zelensky, di non essere il prodotto degli americani atto a servire i loro interessi? Che ci fosse una qualche differenza fra democratici e repubblicani? In effetti è solo un comico mediocre che non ha capito perfettamente la parte da interpretare! La parte dell’ eroe in maglietta militare e’ finita, qualcuno con spirito compassionevole lo informi, prima che chiudano definitivamente il sipario…..
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Penso che l’abbiano montato e spedito a proposito: doveva recitare la sua parte costringendo il tricheco al fallo. E in parte c’è riuscito. Non dimentichiamo che la ruggine tra i due è vecchia: sin da quando gli ha fatto perdere le elezioni, rifiutandosi di fare incriminare il figlio di Biden.
Il pagliaccio ucraino non è solo: lo sostengono democratici e repubblicani bypartisan, oltre agli europei. Dunque non sarà facile per il tricheco fargliela pagare.
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Oh, non c’é verso, con tutti i politologi che abbiamo fissi da tutte le parti a commentare aria fritta, poi ci tocca ringraziare un generale NATO che sembra Ghandi a confronto.
E quindi Trump e Vance NON avevano fatto il trappolone a Zeze ma lo avevano invitato seriamente per trattare con lui e lui che ha fatto? Una TR0LLATA di quasi 40 minuti.
Sinceramente, ma quanti non prenderebbero Zeze a sberle dopo 4 minuti che ti sta vicino a chiederti un pò di miliardi?
Scanzie ovviamente non ci ha capito niente.
Rubboli invece, anche senza vedere il video, ha inquadrato quale è il problema.
Date a quest’uomo un blog sul FQ.
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Scanzie è perduto
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smspar, nel video Rubboli legge un commento “ come ti saresti comportato se al posto dell’ Ucraina ci fosse stata l’ Italia “….infatti è successo! Durante la seconda guerra mondiale quando nel 1943 era già previsto come sarebbe finita e già quando l’ Italia aveva perso la guerra! A guerra ormai data per persa, l’ Italia tentò di uscire dalla catastrofe rovesciando Mussolini per arrivare ad una pace separata con gli alleati, già ad inizio del 1943 e non dopo 9 mesi a settembre….l’ Italia , che aveva perso la guerra, ne chiedeva la fine per se’, chiedeva la PACE , a differenza di Zelensky, eppure la risposta di Lord Anthony Eden ministro degli esteri britannico in una nota a Winston Churchill fu questa “ A Badoglio, come a qualsiasi altro partito serio in Italia, deve essere lasciata solo la scelta di sopravvivere o affogare, senza alcuna promessa…Gli italiani devono uscire dalla guerra col terrore.” A Zelensky è stata offerta la scelta per sopravvivere o affogare, ed invece ha osato minacciare gli USA , che ovviamente sulla carta sono i suoi mandanti, ma la guerra l’ ha persa lui, e quando perdi vieni trattato brutalmente dagli anglosassoni , persino quando chiedi la pace, figuriamoci quando pretendi di continuare un conflitto che va contro i loro interessi …..
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Dicevano gli antichi che i tiranni/
non è delitto s’essi son soppressi;/
se serve ad evitar peggiori danni/
ai cittadini da costoro oppressi./
E quindi se in quei neri ucràini panni/
c’è un despota che sprezza i compromessi/
perché la guerra ha aspetti per lui buoni/
e cerca trascinarci altre nazioni,/
bisogna convenire, a malincuore,/
che: “È lecito ammazzare un dittatore”/
https://www.wattpad.com/1169683694-ci%C3%B2-che-la-luce-nasconde-prima-parte-_-1-come-si
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Sintesi dell’incontro Zeze-Trump.
Come mai Bidet in 2 anni e mezzo non ha MAI pronunciato parole come ‘fermiamo la guerra, fermiamo le uccisioni, usiamo soldi per la ricostruzione’ ecc ecc?
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devo dire che versione doppiata in italiano rende molto meglio di quella sottotitolata l’idea di cosa è successo nello studio ovale e riascoltano i dialoghi trovo che l’interpretazione data da Mini è corretta. in effetti Trump voleva portare Zelensky a parlare di necessita di un accordo con Putin che prevedeva perdite di territorio (perlopiù abitato da popolazioni russe che non hanno nessuna intenzione di essere ucraine, visto quanto successo dal 2014 in poi) e dichiarazione di neutralita. Zelenshy invece pretendeva che Trump dicesse che Putin è un pazzo assassino come se fosse un Biden qualsiasi. Tutti e due a me sono sembrati gli uomini sbagliati nel posto sbagliato
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Oggi parecchi giornali riportano in prima pagina l’ idea di Macron e Starmer uscita dal vertice di Londra e che sembra cosa fatta: “tregua di un mese in Ucraina”.
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Pur non entrando nella partigianeria in uso su questo argomento, bisogna ammettere che alla luce di quanto è ben descritto nell’articolo, la questione assume un diverso (magari non troppo) significato.
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Leggendo molti commenti sui social, in modo particolare FB, ho definitivamente capito che, tra la massa, NON esiste il pensiero libero, bensì soltanto quello ideologico (Guelfi vs. Ghibellini, semper). Ideologia con sfaccettature diverse, persino tifosi per simpatia… Cioè, la discussione non è – “senza se (o Ze) e senza ma” – “fermiamo la guerra in Ucraina” (meglio, “fermiamo tutte LE guerre”), bensì la contrapposizione dei due squali (con tutto il rispetto per l’utile animale); tra il martello ossigenato, opposto alla nuova specie di “pagliaccio dei Carpazi”, non conta la salvezza del “soldato Kovalenko”, bensì la netiquette dell’incontro.
“E’ riuscito a farmi diventare simpatico Zelensky”, frase riportata in centinaia/migliaia di post. Infatti, c’è da sganasciarsi dal ridere con quella sagoma di Volodymyr, in quanto da Zel.ensky a Zelig il passo è breve. Aspettiamo entri in scena Silvano il mago di Milano e, dopo di lui, Jacopo Ortis, “un frizzo, un razzo 🚀, un gesto istrionico” (e si tocca gli zebedei). Insomma, in questo mondo siamo tutti educati e rispettosi, con la guerra degli altri.
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Dopo tre anni di guerra e tanti miliardi di euro sprecati mi sembra evidente, mettendo in fila cronologicamente gli avvenimenti, che questa guerra è stata preparata e continuata al solo scopo di impoverire l’ucraina e prendersi tutto quello che ha. Sembra logico pensare che la guerra sia servita solo per costringerli alla resa, la resa di tutto. Il gatto e la volpe (e un pollo) sono riusciti nuovamente nella loro impresa.
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… “in questo momento tu NON hai buone carte…”
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Non l’Ucraina ma l’Eurozona, poi impaurirla e farcirla di debiti e armi, cliente obbligato di gas triangolato e nuclearizzata con scorie e centraline….bersaglio utile perpetuo e ricattato.
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Forse Zele pensa di poter tirare la corda perché, se gli USA vogliono saccheggiare un po’ le risorse ucraine su cui hanno messo gli occhi con l’acquolina alla bocca, non possono permettersi di chiudere troppo i rubinetti, altrimenti si cucca tutto l’altro squalo! O forse gli hanno assicurato che pel di carota non durerà a lungo dentro la Casa Bianca. Altrimenti ha perso definitivamente il contatto con la realtà e questo lo rende ancora più pericoloso.
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Ahhhhhhh, finalmente!!!
Non vorrei dire che “l’avevo detto”(e scritto!), ma daaai… non ci voleva molto ad intuire che ci facevano vedere, come sempre, quello che gli conveniva per vittimizzare Zezé e mettere in cattiva luce (come se ce ne fosse bisogno) Strump!
Era ovvio che si trattasse di una reazione, ma è addirittura infinitamente peggio, e maggiormente giustificata, come reazione, di quanto avessi potuto immaginare.
Fantastico Mini, grazie generale… fossero tutti così i generali, che bel mondo sarebbe!!! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Come sia stato possibile dare credito ad un burattino come “maglietta verde marcio ” ( come giustamente disse il buon Crozza ), rimane per me incomprensibile e oltretutto mi chiedo come, un popolo, abbia potuto seguire lui e i “suoi ” collaboratori, per affrontare una guerra che avrebbe prodotto soltanto un inutile massacro, così come è stato e purtroppo prosegue ad essere.
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In effetti hanno utilizzato ,con il sistema taglia e incolla, il pezzo che avrebbe fatto effetto su certa opinione pubblica delicata di stomaco. Devo confessare che a primo impatto le scene erano imbarazzanti e del tutto fuori portata rispetto ai canoni tradizionali ma ho intuito che vi era qualcosa che non tornava . A questo punto la solita stampa ben orchestrata da chi aveva preparato il tutto ha cominciato a suonare la solita sinfonia . Ma davvero questi credono di poter cambiare il corso della storia sotto i colpi di mortaio , di droni, di missili ipersonici a suon di balle colossali ? Per me sono agli ultimi rantoli .
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Ancora una volta i nostri giornali e TV a banda unica hanno messo in scena un teatrino pirandelliano dove tutto non è come sembra; dove ruoli e personaggi vengono piegati alle ragioni di una sola logica: la propaganda bellicista; la stessa che ci vorrebbe in piazza per sostenere l’Europa senza spiegarci se si intende quella di Calamandrei della pace o quella della Von der Leyen dei “porcospini di acciaio”.
Anch’io come molti, pur disprezzando il personaggio Zelensky, mi ero fatto l’idea del trappolone ordito dall’orrido Trump e scagnozzi al seguito.
Dopo la lettura dell’articolo di MIni sono andato a vedere il filmato completo: la realtà è completamente ribaltata; Trump appare (anche se fatico non poco a dirlo…) come un moderato, uno che pronuncia le parole che molti, anche in Europa avremmo voluto sentire da tempo, magari da qualche nostro rappresentante nazionale (escluso, ma con qualche tentennamento di troppo, Conte) o europeo.
Ma i nostri più alti vertici, immersi nella loro folle bolla sanguinaria cianciano di invio di truppe e di conversione industriale agli armamenti.
Se le prime e uniche parole di pace dopo quelle del Papa devono venire da un clan americano di mezzi pazzi esaltati che ben vengano…chè anche Pirandello non avrebbe potuto immaginare tanto.
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Una domanda, a te che leggo con piacere e anche a molti altri:
ma se di riffa o di raffa facciamo comunque quello che ci chiede il sistema, ovvero più armi, più debiti, più Europa e più tagli al welfare interno, e la canzone proposta da Trump è la stessa nelle richieste base di Biden, la stessa dei politici dell’eurozona, ma allora, al netto dei teatrini e della narrazione mediatica cosa cambia per noi cittadini?
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EI H…domanda perfetta a cui un intero trattato di geo politica farebbe oggi fatica a rispondere.
Ho sempre sostenuto che le presidenze USA, oltre a “pose” di circostanza differenti siano sostanzialmente in continuità una con l’altra, rappresentando tutte di fatto i medesimi interessi imperialisti e di classe.
Il genere umano dopo la caduta del muro ha subito una radicale inversione di tendenza; non già e non solo la deterrenza delle armi si è indebolita (da bipolare a multipolare) ma la vera deterrenza che è stata spazzata via è a mio avviso quella ideologica.
Senza concorrenti il capitalismo ha avuto la sua vera epifania ed oggi ne possiamo constatare più che mai la natura predatoria.
La forza del capitale, senza freni e alternative, è destinato, ancor più in era tecnologica, a strangolare le classi subalterne.
Tutto ci riconduce alla purtroppo stereotipata (soprattutto da quelli che ne dovevano invece salvaguardare le radici) lotta di classe.
E’ un tragico ritorno all’era industriale ottocentesca ma con in più la tragica totale appropriazione dei mezzi di produzione e di controllo delle masse sempre più tecnologici ed invasivi anche della sfera personale da parte di oligarchie del tutto private ed autoreferenziali senza scrupoli (da manuale del perfetto capitalista).
Se a tutto questo uniamo l’autoinvestitura messianica e divina da una parte e quella sempre messianica e sionista dall’altra temo che la cosa per ( i proletari avremmo detto una volta…) le masse del mondo non si metta bene affatto.
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Perchè la stampa ed il pubblico in streaming per un incontro a due riservatissimo e le cui decisioni solo dopo sarebbero state rese pubbliche…
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Premetto che per puro caso mi ero imbattuto in un livestream dell’incontro, già in corso da un po’, e l’avevo seguito per qualche minuto in modo abbastanza disattento; fino a che ho assistito attonito in diretta alla svolta che ha portato ad un confronto sconcertante, con Zelensky che diceva a Vance frasi del tipo “di cosa stai parlando?”, “non è che alzando la voce avrai ragione” (oltretutto rivolgendosi a lui come JD, mentre Vance utilizzava sempre “mr president”); fino a quando Trump ha cominciato a parlargli sopra, a interromperlo, e a dare prova della sua solita dialettica arrogante e sconclusionata.
Ora che ho rivisto tutto, condivido molto di quanto dice Mini.
Una cosa però non mi convince; Mini dice che Trump aveva invitato Zelensky per discutere e firmare il trattato; altrove ho letto che sarebbe stato Zelensky a chiedere un incontro di persona prima di procedere, dopo che si erano a lungo parlati.
Non è una differenza di poco conto; io credo che il team di Trump non sia così sprovveduto da non valutare anche un possibile piano B (ossia quello da attuare nel caso in cui Zelensky arrivi e sia tutt’altro che pronto a firmare senza porre condizioni).
Quindi mi resta il forte dubbio che alcuni temi fossero belli pronti, e da tirar fuori all’occorrenza (dai metodi di reclutamento visti nei video, agli attacchi per aver appoggiato Biden, fino alle accuse di vestirsi in modo irrispettoso, già emerse peraltro sin dall’inizio).
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Luca, a me risulta che Trump avrebbe detto (il condizionale è d’obbligo) a Zelensky di presentarsi solo se avesse avuto intenzione di firmare l’accordo, altrimenti era meglio che restasse a casa sua…
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Trump sta facendo passare questa storia come un errore strategico di Biden e di Zelensky e invece, ancora prima dell’Europa, la guerra l’hanno persa gli USA.
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Questo articolo di Mini è perfetto per capire come si fabbricano le fake news (quelle vere, cioè quelle col timbro mainstream). Si prende una roba che dura un’ora, se ne estraggono tre minuti, o meglio ancora trenta secondi, o meglio ancora un singolo grugnito, e su quello si costruisce la storia, che diventa la Storia, e chi la pensa diversamente è un terrapiattista che s’inventa le fake news.
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Un pò come quando dei discorsi di Grillo facevano ascoltare nei TG solo i vaffa che mandava e la gente da casa pensava ‘che cafone maleducato!’
Nel 2008 Sabina Guzzanti si presentò al no-B Day di Di Pietro a Piazza Navona e ad un certo punto disse della Carfagna: non me ne frega niente di quel che fa la gente nella propria vita privata, ma non accetto che faccia la ministra perché ha succhiato un pisello”.
In piazza: applausi scroscianti.
La stampa già quella sera telefonava alle redazioni: la Guzzanti insulta la Carfagna.
Il giorno dopo il TG-2 all’intervento della Guzzanti faceva seguire una platea che fischiava (e invece l’aveva applaudita in massa).
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