
(Andrea Zhok) – Come noto, il regime di Bashar al-Assad si è dissolto come una palla di neve in un forno. In capo ad una settimana le truppe degli “insorti” Hayat Tahrir al Shams sono arrivati da Idlib a Damasco, ricevendo effettiva resistenza soltanto dall’aviazione russa. Esercito siriano non pervenuto. Assad stesso e la sua famiglia sono fuggiti da Damasco; voci (non confermate) lo danno già all’estero. Il primo ministro siriano ha annunciato pubblicamente di voler sovraintendere ad un pacifico passaggio di consegne al nuovo potere, presumibilmente incarnato dal leader degli insorti (HTS) Abu Muhammad al-Julani.
Quest’operazione è una chiara vittoria di Turchia ed Israele.
Per capire quanto poco contano le parole pubbliche nella politica internazionale odierna, basta ricordare come Erdogan avesse continuamente minacciato sfracelli nei confronti di Israele, usando le espressioni più feroci nei confronti di Nethanyahu. Ma l’operazione attuale in Siria non si sarebbe potuta sviluppare senza un accordo di fatto tra turchi e israeliani, che ora stabiliranno delle forme di occupazione per procura delle aree limitrofe.
Gli sconfitti di questa vicenda, oltre ovviamente agli alawiti di Assad, sono Russia e Iran. La Russia corre il serio rischio di perdere la base navale di Tartus sulla costa siriana. L’Iran e in generale il mondo sciita sono il bersaglio principale dei movimenti derivati da Al Quaeda.
Le responsabilità politiche di Assad sono evidenti. Che Russia e Iran, alle prese con altri fronti, potessero aver allentato la propria attenzione nei confronti della Siria, questo è forse riprovevole ma comprensibile. Tuttavia l’incapacità di Assad di tessere lealtà interne, in particolare nell’esercito, appare clamorosa. Anche al netto delle difficoltà economiche dovute alle sanzioni, l’unica cosa che avrebbe dovuto essere al centro dell’attenzione di Assad, dopo lo scampato pericolo degli anni scorsi, sarebbe stato lavorare per un consolidamento delle lealtà istituzionali. E difficilmente il fallimento su questo punto sarebbe potuto essere più evidente. Sembra perciò improbabile che ci possa essere alcuno spazio per Assad anche in futuro nel contesto politico siriano, perché la sua incapacità politica appare troppo evidente e, in questo senso, imperdonabile.
La buona notizia è che la mancata resistenza da parte dell’esercito siriano ha evitato un inutile spargimento di sangue.
La cattiva notizia è che questo spargimento di sangue potrebbe essere semplicemente rinviato e diluito nel tempo, nel momento in cui la Siria oggi appare come terra di conquista a disposizione di chiunque abbia forze sul terreno. Il rischio di una “iraqizzazione” della Siria, con l’avvio di una serie interminabile di lotte in assenza di un potere riconosciuto, è molto alta. A meno che i principali attori regionali non abbiano già raggiunto un accordo di spartizione – ma sarebbe davvero sorprendente che un qualunque accordo in questo momento possa tenere – la prospettiva più probabile è la caduta del paese in una condizione di caos di lungo periodo.
E’ praticamente impossibile per colonne di numerosi mezzi, che si devono spostare di città in città, non essere distrutte dall’aviazione russa durante il tragitto verso la capitale. Se ci sono riusciti, evidentemente, i russi hanno lasciato che accadesse, forse per accordi con Trump sull’Ucraina.
Di certo questi “ribelli” non piazzeranno basi Nato in Siria.
Che tutti o quasi i soldati siriani siano improvvisamente diventati fifoni è abbastanza improbabile- E’ più probabile che senza copertura aerea si siano sentiti in svantaggio e quindi abbiano optato per la diserzione.
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Io credo (qui al bar dove vivo h24) che l’esercito siriano si sia venduto preventivamente, e per questo non abbia combattuto minimamente.
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Qui ci sono soldati siriani che scappano a piedi e vengono messi tranciati dai blindati.
Potrebbe essere un’eccezione, ma perchè non pagare pure questi per vendersi al nemico?
Se c’è stata una massiccia diserzione/svendita di soldati, mi sembra improbabile che una parte non ne sapesse niente e non si sia accorta di niente. Non ci sono video di Assad che riferisce di soldati traditori che, per non rischiare, avrebbero dovuto disertare prima dell’arrivo del nemico. E poi, se i soldati siriani fossero stati pagati, potevano fare loro un indisturbato colpo di Stato e prendere il potere.
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Ladis non so, era una mia impressione, magari sbagliatissima (ho premesso che parlo dal bar). Ho visto però che l’esercito non ha praticamente combattuto, salvo rare eccezioni, e ho ipotizzato che i vertici si fossero in qualche modo accordati. Vedremo se si saprà qualcosa di più a breve.
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Autunno, cadono le foglie e cadono gli Stati.
Una serie impressionante di colpi di stato in pochi giorni, da quelli travestiti da processi democratici (tipo Georgia e Moldavia) a quelli che sconfinano verso il colpo di stato (tipo Romania) ai golpe classici (tipo Corea del Sud), alle guerre lampo (Siria).
E quanti altri stati in bilico, che stanno cercando di svincolarsi dalla mafia USA, dovranno subire processi simili … il fenomeno si allarga, l’impero di Uccidente è al crollo e cerca di compensare con la maggior violenza.
Toccherà anche a noi europei immagino, dove abbiamo governi sempre più lontani dagli interessi dei popoli e sempre più aderenti a quelli dell’impero, cominciando probabilmente da Francia e Germania, dove questa distanza è massima, e il crollo economico più evidente. E alla fine agli USA stessi.
A meno di una guerra atomica ovviamente, nel qual caso cadranno tutti e non si rialzeranno, e fra due tre milioni di anni risorgerà una civiltà nuova, guidata dagli scarafaggi. Faccio agli scarafaggi i miei migliori auguri di salvarsi nel caso almeno loro.
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” ..e poi magari un giorno, fra cento anni, dopo vari colpi di stato e una guerra nucleare, un mondo ridotto in macerie, la sinistra improvvisamente tornerà e dirà: mi ha cercato qualcuno?”
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Come scriveva Tolstoj alla fine di Guerra e pace: prima i francesi hanno marciato fino a Mosca, poi i russi da Mosca hanno marciato fino a Parigi, ma nessuno sa perché.
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Facciamo qualche altro commento, che 2 riflessioni non bastano.
Come è collassata la Siria (a ieri sera), dall’ottimo Nova Lectio:
E la cronologia degli eventi, giorno per giorno, dal 27 novembre in poi.
Notare che l’attacco NON è arrivato del tutto inatteso, semplicemente le truppe a terra si sono squagliate quando è iniziata.
History Legends (in inglese ma si capisce benissimo):
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Z. e Orsini, parlatevi. Sarebbe una discussione interessante tra il professore-che-non-sbaglia-mai ed il soi disant profano ( nel titolo dell’articolo ).
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