
(Dott. Paolo Caruso) – Il caso Magistratura e i tafferugli a Bologna mettono in luce la parzialità degli organi di informazione anche di quelli del Servizio pubblico televisivo. Il dito su una piaga sempre aperta rappresenta il modo di essere della RAI nel concepire gli spazi di libertà e l’obiettività dell’informazione, con i suoi comportamenti censori operati sempre più frequentemente in questi due anni di governo Meloni. Purtroppo si scopre che oggi il re è più nudo di ieri, congelato da un sistema pubblico di informazione privo di idee, indirizzato più verso una coltre di menzogne e pervaso da discorsi di “lana caprina”. Un governo fascio-caciottaro che lottizza a suo uso e consumo l’informazione pubblica RAI gestendola, con una amministrazione mediocre, come il famoso Istituto Luce del ventennio tanto caro a Giorgia e ai suoi camerati. Certo ora si leveranno gli strali, i partiti si lanceranno accuse reciproche e si assisterà all’ennesimo trionfo dell’ipocrisia. Ora però entra in gioco in maniera più asfissiante il potere quasi assoluto dei partiti di governo ai danni di quelli dell’opposizione che avendo lottizzato da sempre l’organo di gestione della RAI non hanno mai fatto nulla per cambiare le regole. Non ci sarà di certo un vero cambio di pensiero nella gestione della rete televisiva pubblica da parte di questo governo destrorso restio a rivisitare nuovi equilibri e nuovi posizionamenti, proprio ora che la partita è a suo favore. Un compito a dir poco vergognoso quello del controllo RAI da parte dei nominati della politica che come in un’opera dei pupi si muovono grazie ai fili che li legano ai loro referenti politici, e che arroccati nel “palazzo” di viale Mazzini hanno il compito esclusivo di guardiani del potere. La parola censura ricorre subdola e frequente all’interno della RAI pronta a ripercorrere in maniera più pesante la strada dell’epopea berlusconiana, e a interrompere brillanti carriere limitandone la libertà di informazione e di espressione. Quanti personaggi dello spettacolo (Beppe Grillo, Paolo Rossi, Sabrina Guzzanti, Luttazzi ) e del giornalismo (Enzo Biagi e tanti altri) sono caduti sotto la mannaia di una vile epurazione, di una ingiusta cacciata da questo abbagliante palazzo dei veleni, crocevia di incontri e scontri del malcostume politico. E’ il caso di dire che “Chi non ha peccato scagli la prima pietra”, e proprio ora questa democratura meloniana si avvia a mettere una pietra tombale sull’informazione. I soliti “giornalai ” di regime poi fanno il resto, apparecchiando la tavola a quello che passa il governo. Anche Salvini mentitore ufficiale e cazzaro verde per eccellenza scende in campo, accusando a reti unificate la magistratura di faziosità, del resto per lui ogni occasione è buona per mostrarsi e per entrare in pieno agone elettorale, tralasciando i suoi compiti istituzionali e la pochezza nell’ occuparsi del suo Dicastero. Questi lacci e lacciuoli che ostacolano, e di molto, il mondo dell’informazione del resto tendono ad ammorbare l’aria che si respira in questo nostro Paese, dove ogni giorno il regime meloniano cerca di circoscrivere la libertà di informazione. Una informazione libera rappresenta infatti l’anima vitale del pensiero democratico di una nazione, la spinta propulsiva della crescita civile di un popolo, purtroppo ahimè in Italia questa spesso viene distorta a pura disinformazione e ridotta a strumento di manipolazione del libero pensiero. Una corretta e obiettiva informazione, libera da censure in antitesi con quella attuale offerta anche dal servizio pubblico televisivo, ricca di fake news e di verità distorte, sarebbe musica per le nostre orecchie, un miraggio lusinghiero per i nostri occhi, oltre che un viatico necessario per le nostre coscienze e per la democrazia. Soltanto con una seria inversione di intenti, fuori dai tentacoli dei partiti, si potrà dare spazio a quegli aneliti di libertà che oggi la Meloni e i suoi alleati di governo cercano di soffocare. Altrimenti la controinformazione aprirà le porte ad uno stato autarchico e ad una democratura del falso consenso.
A proposito di disinformazione, quello che è successo ad Amsterdam con i tifosi zionisti dei maccabei, rivisto da Dibba che non si fa fare fesso dalla retorica ipocrita dei nostri media venduti.
"Mi piace"Piace a 1 persona
peccato la pessima comunicazione al limite dell incomprensibile , pochi concetti e pure confusi , la comunicazione dovrebbe essere più soft
"Mi piace""Mi piace"
Questa mattina alcuni servizietti del TG1 : Israele pasdsa come vittima,manifestaziuoni pro israele! Roba da matti!
"Mi piace""Mi piace"
la propaganda imperversa , e Isreale paga bene
"Mi piace""Mi piace"