
(Massimo Cacciari – lastampa.it) – Vi sono momenti in cui la paura è virtù e suscitare orrore per ciò che accade e ancor peggio potrebbe accadere può aiutare a affrontarlo. Abolire la guerra è un astratto Fine da anime belle? Sarà – noi “buoni europei” dovremmo almeno ricordare che questo Fine ha nutrito le razionali speranze dei nostri spiriti migliori. Ma lasciamo perdere la “filosofia”, come dicono i nostri leader che con encomiabile concretezza ci chiamano alle armi. Se il nostro genere non può fare a meno della guerra, cerchiamo almeno che essa si dia soltanto quando necessaria. E quando è tale, e cioè assolutamente inevitabile, nel sistema-mondo contemporaneo? Soltanto quando uno “spazio imperiale” esplicitamente progetta la soppressione dello “spazio” nemico.
Uno Stato o staterello può venir fagocitato da uno “spazio imperiale” attraverso guerre locali, la lotta tra Imperi assume invece per forza un carattere globale. Ma un Impero che svolga una politica egemonica senza aver misurato le proprie forze si destina al suicidio. È ragionevolmente pensabile che uno dei “grandi spazi” oggi in conflitto possa davvero ritenere di annullare gli altri o ridurne drasticamente l’autonomia? La sua èlite politica sarebbe composta da folli e allora per la sua e nostra nave non vi sarebbe che dulce naufragium. Credo però che da nessuna parte vi siano Napoleoni (né Hitler) redivivi. E tantomeno “scontri di civiltà” tali da rendere necessaria la guerra, come fu in determinate epoche tra Islam e potenze europee o tra alcune di queste e Impero ottomano o ancora tra Russia e Tartari. Una cosa è la propaganda e l’ intellighentsia di complemento che strombetta in ogni conflitto, altra cosa, augurabilmente, l’azione politica delle leadership imperiali. Esse non possono non sapere che per incontestabili ragioni demografiche, economiche, sociali interne, nessuna di esse è nelle condizioni di rivendicare un primato globale.
Le guerre in atto non sono perciò necessarie; hanno cause determinate precisamente, non mettono a rischio “spazi imperiali”. Perciò è criminale non compiere ogni sforzo politico-diplomatico per farle cessare. Esse derivano da evidenti errori di valutazione, assenza di realismo, ignoranza dell’avversario, e soprattutto dal modo sciagurato in cui si è conclusa la “guerra fredda”, senza un autentico Trattato di pace che stabilisse i nuovi equilibri di potenza in base agli indiscutibili diritti del vincitore. Ciò ha creato infondate illusioni da una parte e nazionalismo revanscista, Illusionspolitik, dall’altra. Ma come non capire che qui ci troviamo di fronte al tragico lascito di un passato che l’Occidente tutto, orientale, atlantico, franco-carolingio e mediterraneo, non è riuscito appunto a risolvere, e comunque a un conflitto che non ha più in alcun modo i tratti di quel confronto globale che aveva caratterizzato il secondo dopoguerra? C’è la grande Cina, ora, ci sono i Paesi del Brics – ci sono soprattutto i drammatici e inconfutabili dati economici e demografici. Qualsiasi idea di egemonia di un “grande spazio” sull’altro può portare soltanto all’orrore globale.
È perciò necessario trattare, trattare e ancora trattare. L’Europa, gli Stati europei che ancora non comprendono di dover formare un’Unità politica per non cadere nell’assoluta impotenza, sono comunque chiamati a chiudere la loro ennesima “guerra civile”, se non vogliono che dal loro interno, ancora una volta, si scateni l’incendio. Di “guerra civile” si tratta, a tutti gli effetti – come quella nei Balcani trent’anni fa – ma con l’Europa, oggi, che assiste e basta peggio ancora di ieri, e con una drammatica “prossimità” nella guerra tra “spazi imperiali”. Occorre avere fiducia che gli Stati europei siano coscienti di questa loro storica responsabilità, avvertano l’orrore che dal loro interno esploda per la terza volta la catastrofe globale e approntino un loro concreto piano per la risoluzione del conflitto. Mentre il mondo guarda con angoscia a Ucraina e a Gaza le pagine dei nostri giornali rigurgitano dei miserabilia di Sangiuliano e del governo Meloni. Occorrerebbe tutto il feroce sarcasmo di un Karl Kraus per rendere questo contrasto di situazioni. Voluta operazione di “distrazione di massa”? Si darebbe troppo credito alle astuzie tattiche dei nostri attuali nocchieri.
Temo si tratti davvero semplicemente di un non sapere che pesci pigliare. Non tanto, per carità, sul piano internazionale, dove ben poco potremmo combinare comunque, bensì proprio su quello delle politiche finanziarie e sociali interne. Quale manovra riuscirà a approntare il governo? Quante bugie riuscirà ancora a far passare? Quali “moltiplicatori” inventerà per i progetti del Pnrr e per gli altri interventi in atto (di cui alcuni, tra i più sciagurati, come il 110%, non sono sua responsabilità – tutti interventi che comportano aumenti di spesa e di debito)? Che margini esistono per il sostegno ai redditi più bassi? Con 3000 miliardi di debito pubblico (180 più o meno all’anno di interessi da pagare) ogni intervento sarà gentile concessione dei mercati, i quali, di solito, non sono particolarmente sensibili a istanze di ordine sociale. La nostra autonomia è ridotta a chiacchiera e propaganda. Occorrerebbe metter mano a radicali riduzioni della spesa pubblica improduttiva, a una riforma fiscale coraggiosa (e chi ne parla? C’è una legge delega che non fornisce alcun indirizzo preciso). Ma no – noi discutiamo di autonomia differenziata (non di riforma dell’assetto regionalistico), e di pseudo-presidenzialismo (non di far funzionare un Parlamento trasformatosi ormai in un fantasma). E quando siamo particolarmente allegri, anche di Sangiuliano e dei suoi amori.
Comunque non è neanche lontanamente vero che L’ UE se tirasse fuori i cosiddetti non avrebbe potere autoritativo. Nonostante tutto siamo una delle principali economie mondiali e senza puntare solo su grandi numeri in stile india. Abbiamo un polo universitario estremamente attrattivo anche senza i fondi privati di quelle anglo americane e molte aziende estremamente specializzate. Il problema è che l’UE si è espansa troppo, che nulla fa contro chi non rispetta lavoratori e diritti umani e contro i tanti paradisi fiscali. Cosa tra l’altro assurda visto che l’unica istituzione europea che conta è la BCE. Quindi in breve il potenziale in Europa c’è quel che manca è aver governanti capaci.
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@Howl 14:10
In bocca al lupo, Howl, vedrai che andrà tutto bene!
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Grazie!
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Ettepareva che non ci mettesse dentro anche il 110%… del resto che ci si può aspettare dal Corriere della Stampubblica?
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l’unica manovra che in 30 anni ha permesso una vera crescita del pil da un lato e dall’ altro una grossa mano a tutte le classi meno abbienti che ormai sono la ex classe media a rinnovare il panorama immobiliare sia per ridurre i consumi che inquinare meno . Manovra stata accettata sia dal governo Draghi che in UE anzi con l’unione che già parla di introdurre mezzi analoghi e qui sto venduti di giornalisti continuano la loro campagna di disinformazione.
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Guarda, sarebbe un discorso lungo. Ho usufruito di quasi tutti gli sgravi fiscali in edilizia dal 1998 in poi. Prima era del 41% in 5 – 10 anni, poi del 36%, poi del 50%, il meccanismo è sempre stato più o meno simile, eppure nessuno ha mai gridato allo scandalo.Non ho utilizzato il 110% solamente perché non si adattava all mio caso specifico. Si sarebbe potuto fare meglio? Certo, come ogni atto umano. Purtroppo le critiche, legittime beninteso, si sono trasformate in guerre di religione e la disinformazione regna sovrana, altroché fake news…
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Noi stiamo provando a portarlo a termine da 3 anni ma a causa di: 1) imprese che la serietà non sanno nemmeno se sia una qualità o un piatto e che stanno aperte solo per decenni di governi conniventi che non hanno mai voluto mettere dei limiti alla mala imprenditoria; 2) al cambio insensato della carta in tavola del governo. Ora ci troviamo con blocchi e disagi infiniti.
Viviamo in una palazzina, su una decina di appartamenti solo 2 avrebbero la possibilità economica di farlo da sé(e di questi uno sarebbe un anziano a cui difficilmente faresti tirare fuori soldi avendo anche problemi di salute) tutti gli altri no e non siamo in quartieri Pep o simili. se gli incentivi in generale non sono facilmente usabili anche dalla “ei fu” classe media diventano solo sovvenzioni fittizie ai ricchi. Discorso simile agli eco incentivi per le auto che li stanno gestendo malissimo.
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A Cacciari ,ma non solo, consiglio la visione d questo video, così capirà meglio le vere ragioni del conflitto ucraino:
https://x.com/NationalIndNews/status/1832461420312584449
Per chi non potesse vedere il video qui la trascrizione dello scambio di battute surreale tra sniffolo e Graham: Il senatore statunitense Lindsey Graham ha descritto i benefici della guerra in Ucraina per gli americani durante un incontro con Zelensky. “State cercando di fermare i russi in modo che non dobbiamo combatterli. Loro (gli ucraini, ndr) non vogliono truppe americane. Vogliono solo armi per liberare il loro paese da una terribile invasione. Sono seduti su un valore di un trilione di dollari in minerali che potrebbero essere utili alla nostra economia. Quindi voglio continuare ad aiutare i nostri amici in Ucraina”, ha detto Graham, in piedi accanto a Zelensky.
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secondo il DRAGHETTO-SERPENTE per i prossimi anni dovremo nutrirci di proiettili
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Cacciari pone l’accento su un tema particolare; questo tema è la scarsa autonomia dell’Europa nei confronti degli USA, in altri termini il livello di sudditanza che ha l’Europa.
L’unione è europea è costituita da stati la cui relazione è sia cooperativa, sia competitiva; questo la rende politicamente debole.
A ciò si aggiunge il divario in ricerca e sviluppo che finisce col tradursi in divario recnologico a tutto vantaggio degli USA.
In tale contesto si inserisce una nazione caratterizzata da una finanza pubblica devastata da politiche economiche disfunzionali portate avanti nei decenni trascorsi e alla cui devastazione ha dato un notevole contributo, anche se non l’unico,ilil SB
Non entro nel merito del SB, né ho già scritto i passato; mi limito solo a far notare che era una misura talmente bella che nessun altro la ha adottata.
Non è da tutti avere il fegato di spararsi nei OO e poi brindare a campagne.
Cacciari infine dice una cosa sacrosanta; adottare politiche fiscali rigorose, che se adottate andrebbero a toccare rendite di posizione e benefici che si considerano diritti acquisiti ( siamo tutti taoisti e balneari, del resto).
L’adozione di tali politiche sarebbe impopolare e quindi NESSUN governo le porrà mai in essere; si aprirà quindi la strada per la troika o chi per essa.
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Siamo fuori di testa…. il drago ..: più armi … guerrafondaio all’unisono con USA e UE… evvai…Incontro per la pace in ucraina….e si dovrebbe trattare con PUtin …. ma va?
Ma che le vittime vi vengano a tirare i piedi!
LaNazionale.,per evitare disordini in casa e manifestazioni contro… si fa in Ungheria…. siamo bravi vero?
Sempre come al solito ignavi ed ipocriti!
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Bepppeeeee—- dopo le dichiarazioni del grillino Draghi dovresti sparireeeeee!
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evidentemente in toscana,culla del rinascimento, nascono dei grossi maiali!
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à la guerre comme à la guerre!
Per giunta con più 800 mld l’anno di investimenti prevalentemente in campo militare (lo ha appena detto Draghi) per… “DIFENDERSI” (ma da chi?). E soprattutto per migliorare la competitività europea, ovviamente dell’industria militare, l’unico settore produttivo in forte crescita, su cui fare affidamento per le sorti future dell’Ue. A ‘sti ‘azzi!… il divino Drago!
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