
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Mentre continua a tenere banco la Telenovela Boccia-Sangiuliano, nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, quello di mercoledì scorso, il governo ha licenziato lo schema di decreto legislativo che vieta la pubblicazione delle ordinanze cautelari, inserito, per effetto di un emendamento targato Azione, nella legge di delegazione europea. Un passo avanti, insomma, verso il bavaglio stampa alla cronaca giudiziaria, tradotto in giuridichese attraverso la modifica dell’art. 114 del codice di procedura penale (“Divieto di pubblicazione di atti e immagini”), che imporrà in sostanza il divieto ai giornalisti di pubblicare testualmente (tra virgolette, per intenderci) il contenuto delle ordinanze cautelari (comprese le intercettazioni in esse contenute), consentendone esclusivamente la sintesi non letterale, fino alla fine delle indagini preliminari.
Manca solo il parere delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, richiesto sulle leggi delega del governo, e il provvedimento diventerà legge. Si tratta di una norma che, sanzionando la pubblicazione di un atto non secretato, in quanto già disponibile alle parti del procedimento penale, comprime il diritto di cronaca e, di conseguenza, il diritto dei cittadini ad essere informati. Giusto per fare qualche esempio, se il divieto fosse stato già in vigore, non avremmo saputo nulla (per mesi e, in alcuni casi, per anni) dei dialoghi intercettati tra l’ex governatore Giovanni Toti con gli altri coindagati nell’inchiesta sulla Liguria. O, ancora, non avremmo letto una virgola dell’inchiesta per il crollo del Ponte di Genova. Nonostante le proteste e i dubbi da più parti sollevati rispetto alla legittimità di questa riforma, il governo e la maggioranza parlamentare tirano dritto, allo scopo, come recita il comunicato di Palazzo Chigi, di “rafforzare la presunzione di innocenza della persona indagata o imputata nell’ambito di un procedimento penale”. Resta però il sospetto che si tratti di una legge studiata appositamente per rafforzare lo scudo in favore di una classe politica già ampiamente tutelata dalle guarentigie costituzionali, ma sempre più allergica al giornalismo libero. Specie quando si permette di ficcare il naso nei guai giudiziari che la riguardano.
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Se passa addio ” è LA STAMPA BELLEZZA ”
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Ennesimo grande successo dei club “sontuttiugualisiamoil51%evoluti”.
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A furia di essere “garantisti” (parola veramente odiosa):
o se proprio vengono colti con le mani nel sacco solo per i ricchi e potenti ci sono infiniti sconti di pena, 3 gradi di giudizio, la prescrizione, l’indulto o l’amnestia, o i servizi sociali o i domiciliari o le querele arroganti verso chi documenta i loro reati.
E’ come se non ci fosse nessuna cornuta quando il marito la tradisce addirittura pubblicamente: la cornuta è tale solo dopo l’accertamento, la pronuncia del giudice nei vari gradi di giudizio.
Eppure costoro di destra, tramite i loro giornali: Libero, Il Giornale, La Verità, Il Foglio, Il Secolo XIX, il Riformista e le loro reti televisive e le radio: RTL 102,5, RMC, radio 105, R101, e la loro brutta copia il PD e AVS, pensano che lo stato italiano sia giustizialista, non rendendosi conto dell’ovvio e dell’evidente:
RUBARE CONVIENE, PERCHE’ NON E’ UN FURTO
L’OMICIDIO SI PERDONA, PERCHE’ NON E’ STATO AMMAZZATO
LE CORNA NON SONO TALI PERCHE’ C’E’ STATO UN EQUIVOCO
In questo modo lo Stato di diritto per tutti i cittadini diventa gassoso, non esiste più: perché devo seguire le leggi e assistere impotente a cose irrazionali che, dipende dallo stato d’animo di quel momento, a volte mi fanno rabbia e a volte mi fanno ridere?
Perché so di essere debole, molte persone lo sono e si illudono di non esserlo e solo pochissimi possono considerarsi così forti da andare oltre queste leggi italiane che ci imprigionano e che allo stesso tempo liberano i protagonisti che vediamo e ascoltiamo in Tv, nei giornali e alla radio.
Messaggio da un “forcarolo”, “manettaro”
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