
(di Marcello Veneziani) – Vi immaginate se pure a Roma, Venezia, Firenze, Capri e via dicendo, nascesse un movimento per respingere i turisti e ricacciarli a casa loro? I precursori dell’inospitalità sono gli spagnoli, che prima alle Baleari e alle Canarie, poi a Barcellona, hanno inscenato proteste contro il cosiddetto overtourism, il sovraffollamento di turisti che rende insopportabile la vita alla gente del posto. Agitano cartelli, gridano slogan, spruzzano acqua sui turisti, per far capire loro che se ne devono andare. Sono addirittura 150 i movimenti e le organizzazioni, in prevalenza di sinistra e verdi, insorti contro il surriscaldamento del clima urbano dovuto ai turisti, fino a ieri considerati benvenuti e manna piovuta dal cielo (tramite compagnie aeree). Eppure molti dei manifestanti sono gli stessi che scendono in piazza per difendere i flussi migratori e l’accoglienza, tifano per le Ong e per gli sbarchi. Un esempio curioso di razzismo a contrario: vogliono solo neri, afroasiatici e maghrebini, niente bianchi benestanti e paganti, siano essi americani, europei o russi, e nemmeno giapponesi. Chi viene da noi per pochi giorni e porta ricchezza, crea lavoro, è sgradito e va rispedito a casa sua; chi invece viene da noi per restarci, arriva senza un soldo, va protetto e ospitato, cerca lavoro e spesso trova solo spaccio e malavita, per lui porte aperte. Qualcuno dirà che è un principio evangelico, altri che è un delirio masochista. Resta comunque strana la xenofobia contro il visitatore provvisorio e pagante che giova al Pil e dà lavoro a tanta gente e la xenofilia verso chi vuole stabilirsi qui e chiede lavoro, assistenza e ospitalità e genera non pochi problemi di ordine sociale, integrazione e sicurezza. Ma non solo, i turisti sono accusati pure di inquinare le città coi loro bus, consumi e rifiuti; accusa che decade per i migranti accampati o in giro con vecchi scassoni d’auto.
Un argomento fondato però i turistofobi ce l’hanno: i turisti che affittano appartamenti per periodi brevi rendono introvabili e più care le abitazioni per i residenti. È un argomento usato anche contro gli italiani che vanno a vivere, soprattutto per ragioni fiscali, in Portogallo, in Grecia, alla Canarie, in Tunisia, Marocco e nei paesi dell’est. Da quando sono arrivati gli italiani gli affitti sono diventati proibitivi per i locali. E in questo caso non si tratta di periodi brevi, ma di affitti a lunga scadenza. Così cresce l’odio per gli italiani.
Ma la denuncia è fondata e potrei dare conferma sul campo con l’esempio del centro storico di Roma: non c’è un palazzetto dove non ci siano b&b e peggio accadrà ora col Giubileo. Certo, giovano ai proprietari e alle agenzie immobiliari, portano ricchezza in giro. Ma rendono proibitive le case ai residenti, stravolgono rioni che erano quasi piccoli paesi in cui tutti si conoscevano, producono quantità enormi di rifiuti, che uniti all’incuria dei residenti provvisori e alla quantità esagerata di ristoranti, bar e trattorie, rendono uno schifo il centro storico romano (venite a Trastevere, per esempio).
Anch’io confesso di non sopportare più quei fiumi di turisti che intasano vie, negozi e piazze del centro, congestionano il traffico coi loro bus e i loro passaggi di massa sulle strisce pedonali, occupano bar, tavolini, marciapiedi coi loro valigioni (gli americani portano cubature di bagagli da circo equestre, a cui si aggiunge la mole ragguardevole dei loro corpi, spesso obesi). L’eccesso di b&b moltiplica il degrado e le immondizie lasciate agli angoli di strada, aggravando la già fatiscente nettezza urbana romana.
L’invasione di turisti da b&b sta snaturando Roma, la sta rendendo città di alieni, mangerie e beverie, un luna park fatiscente, una neurodisney che offre parodie di romanità, caricature di cattolicesimo e fiction grottesche della Roma medievale, rinascimentale e barocca.
Eppure Roma fa di tutto per rendersi inospitale, non accogliente per i turisti: i trasporti fanno pena, i taxi non si trovano, l’immondizia deborda, finora non c’erano cestini per la raccolta dei rifiuti volanti. E non c’è una piazza del centro che non sia chiusa per lavori in corso: Piazza Navona, il Pantheon, per non dire della distruzione di Piazza Venezia, che durerà decenni, peggio che sotto i bombardamenti, con una decina di enormi testate nucleari verdi al centro, impossibile da attraversare, madre di tutti gli ingorghi nel centro di Roma. E ho citato solo i casi più vistosi. Pensavamo di aver raggiunto il punto più basso con Virginia Raggi sindaco fino a che non abbiamo provato il fantasma all’opera, il sindaco Roberto Gualtieri. Roma è per un terzo un cantiere, per un terzo un rifiuto, per un terzo un parco auto; e negli interstizi convivono turisti, topi, gabbiani e cittadini.
Con queste premesse è davvero un miracolo la quantità eccessiva di turisti tra le macerie di Roma. Capisco chi fa profitti in questa babele. Ma per chi ci vive e ci abita, non affitta b&b e non campa sui consumi e la ristorazione, è una vita impossibile; i turisti sono solo il colpo di grazia.
Disagi paralleli ma non del tutto dissimili si vivono nelle altre città d’arte e di richiamo turistico, come Venezia, abitata da pochi veneziani, molte maschere e moltissimi turisti. O come Firenze che ha perso anima e vitalità ormai da anni, e sopravvive come parco giochi per turisti e photoshop, più sciami di migranti. Malgrado tutto, sarebbe una follia cacciare i turisti. Qual è allora la soluzione? Se potete, andatevene voi, cittadini residenti. In campagna, al paesello, al mare. Via, via, andiamo via noi.
Costui non perde occasione per sparare cxxx trattando cose di cui non sa. Il turismo va regolamentato come qualsiasi attività umana. Basta considerare le destinazioni turistiche come il teatro alla Scala di Milano la cui capienza è di 1.800 spettatori. È possibile farne entrare 5.400? Forse, stringendosi molto. E 180.000? NO. Basta calcolare il LIMITE di agibilità/ fruibilità della risorsa turistica, imporre la prenotazione e un biglietto di ingresso ( anche accessibile a tutti, come al Teatro). Fine del problema. I turisti non sono portafogli da strizzare ma vantaggi da coltivare. La destinazione turistica deve fruttare denaro, oggi, domani e nel futuro. Il turismo delle cavallette porta soldi adesso, ma distrugge tutto.
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Anche perché gli stessi turisti se vogliono visitare una città, se ce ne sono troppi non riescono a visitare proprio un bel nulla! E parlo con cognizione di causa, Venezia è invivibile e pullula inverosimilmente di turisti che vagano senza capire e apprezzare veramente la meraviglia in cui sono! Accoglienza ma rispettando soprattutto la città e poi i suoi residenti.. con capacità di gestire i flussi.. si dice sempre: non puoi negare l’accesso alle città d’arte sono di tutti! Giustissimo, la Scala di Milano è di tutti ma non tutti ci possono entrare giustamente perché non ha la capienza per tutti..
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👏👏👏👏👏
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beh!! Il punto più basso con Virginia Raggi!?! Ma sei fuori come un balcone? Virginia, colei che ha trovato un buco da 13 miliardi oltre che una città devastata? E che ha cominciato a rimettere a posto e a sanate il debito? Certo che se è una battuta la tua non fa per nulla ridere!!
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Gentile Mokj, Veneziani non fa che allinearsi ai troppi che hanno sparato a zero su V.Raggi dal giorno dopo in cui fece fallire le SPECULAZIONI relative alle Olimpiadi del 2024. Attenzione: non solo quelle edilizie, ma anche quelle bancarie. Raggi precisò che oltre al Miliardo offerto dal Comitato olimpico internazionale sarebbe occorso un altro miliardo che la Città non aveva e che, pertanto, si sarebbe dovuto chiedere alle banche. Magari alle stesse condizioni offerte e accettate da Veltroni: tassi più ALTI di quelli dei mutui per le famiglie. Un saluto
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Paolo, concordo.. ho scritto una risposta al tuo primo commento ma è in moderazione.. accusare Virginia di essere stata un’ incapace è vergognoso!! Quando invece è stata la migliore ma negare l’evidenza e ribaltare la verità, è lo sport preferito da quelli di dx! E non credo di sbagliare!! Buona domenica 👋
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Vero, peraltro quando fu Monti a dire no alle Olimpiadi il giornale unico lo coprì di lodi. Faziosità disgustosa. E’ quasi un miracolo che Raggi, alle ultime elezioni comunali abbia preso il 19% nonostante un’ostilità mediatica che forse non si era vista neanche con le Brigate Rosse.
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fate schifo l unica sindaca che ha cercato di raddrizzare una situazione persa in partenza, fatevi curare da uno bravo!
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molte cose che scrive non sono veritiere: ero presente ad alcune di quelle proteste in Spagna e i locali non erano assolutamente contro noi turisti presenti sulla scena! Protestavano per motivi molto semplici: uno) gli stipendi sono di 1000 € per il lavoratore nel turismo mentre i prezzi degli appartamenti sono schizzati a 500.000 € per 70 m²; due) le bellissime coste canariche e Baleari completamente aggredite da alberghi a cinque stelle e da ville sul mare a picco sugli scogli favolosi non più accessibili a locali e non; in alcuni momenti della giornata percorrere 7 km in autostrada verso l’aeroporto ci possono volere anche due ore; prendere un taxi è diventato più costoso che a New York; non c’è acqua a sufficienza per tutti sulle isole eccetera eccetera eccetera! Secondo me i giornalisti di oggi scrivono solo su informazioni ricavate dai social!
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Un paio di osservazioni.
La prima: Non si possono mettere sullo stesso piano i turisti ed i migranti.
Chi emigra lo fa per ragioni di necessità, per migliorare la propria condizione di vita; il turismo, a parte quello legato al lavoro (io mi trovo all’estero per lavoro e nel tempo libero approfitto per andare a visitare il posto) è un qualcsoa di voluttuario.
Appagare la propria curiosità, e riempirsi quotidianamente la pancia, si spera tre volte al giorno, non si possono mettere sullo stesso piano.
La seconda: quanto al fatto che crei ricchezza non c’è dubbio; ma quando sul piano economico si analizza un fenomeno si deve fare non solo riferimento all’analisi costi/benefìci, cosa che, sia pur dando maggiore enfasi ai benefìci, viene fatta; ma anche alle ricadute che tale rapporto ha sull’intera popolazione e non su parte di essa.
Il turismo (così come i migranti, ma il discorso e molto più complesso) produce quelle che l’economia politica chiama esternalità negative; cioè i beneficiari fanno pagare all’intera collettività quelli che dovrebbero essere costi ascrivibili solo a loro
Chi beneficia dei turisti? Albergatori e ristoranti, ma anche altri negozi;
A chi crea disagio il flusso turistico? A TUTTI compresi coloro che traggono vantaggio dalla presenza dei turisti.
Per certi versi il turismo può essere paragonato ad una fabbrica che inquina; un esempio è l’Ilva di Taranto
Chi trae giovamento dal fatto che la fabbrica sia operativa? Certamente coloro che ci lavorano; chi respira l’aria inquinata? Tutti, compresi coloro che in quella fabbrica ci lavorano
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https://youtu.be/HcRapzjRq5Q?si=EwC_qam8xTPCu24m… Condivido il tuo commento.. e prova a guardare questo video.. è sconvolgente! Il turismo porta ricchezza ma una marea di problemi.. quando è turismo esasperato..
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A giudicare dal video i problemi non sono generati tanto e solo dal turismo.
Anzi direi tutt’altro visto che le Maldive, dati i costi, non sono certo alla portata di tutti.
Se alle Maldive arrivano due milioni di turisti l’hanno, a Roma ne arrivano 40 MLN, a Venezia una 20 di MLN l’anno
Lo scarso senso civico e il mancato rispetto dell’ambiente sembrerebbero da attribuire più agli abitanti locali che ai turisti.
Nel video si vedono bancali inceneriti; ora un turista può buttare per strada, anzichè nel bidone, la lattina o la cartaccia, ma non si porta dietro un bancale per incenerirlo alle Maldive.
Come spesso capita, anche ad altri, Veneziani nel suo articolo si preoccupa di descrivere quelli che sono gli effetti di un problema.
Le cause vanno cercate altrove: negli anni in Italia i salari sono rimasti al palo e con essi, gioco forza, anche i prezzi; pur se in risalita da noi, non si sono certo allineati con gli aumenti salariali che si sono registrati altrove.
In Lituania una bomboletta da gel da barba della Gillette la pagavo poco sopra i 6€ l’una, a Milano costa circa 3,5 €; parlo di prezzi da supermercato.
Per un bilocale in periferia a Vilnuis pagavo al mese, spese comprese, 800€.
Se pensi a cosa era la Lituania 40 anni fa, questo fa rabbrividire.
In Germania, il filetto di vitello costava, nel 2023, 60€/Kg, in Lussemburgo costa 80€/Kg; a MIlano costa 32€/Kg.
Se poi i prezzi li paragoni ai salari ( quello che si chiama potere d’acquisto) il confronto diventa ancora più impietoso.
In Lussemburgo un operaio guadagna mediamente sui 4000 €/mese; in Italia a quanto siamo? 1500? Ci arriva?
In Finlandia se ordini al ristorante un bicchiere di vino, non ti versano il vino direttamente nel bicchiere; prima lo versano nel misurino, come si fa coi superalcolici nei bar degli Hotel e poi nel bicchiere.
E’ ovvio che un paese ricco di attrazioni, facilmente raggiungibile ed in fase di impoverimento attiri molti turisti.
Ma tu pensi Venziani possa scrivere qualcosa del genere?
Se solo ci prova, il giorno dopo, se vuole scrivere qualcosa e renderlo pubblico lo può fare imbrattando i muri di qualche fabbricato dismesso.
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Ciao Mokj , si porta ricchezza a pochi mentre a molti solo problemi.
Per il profitto si fanno pure danni vedi il pianeta come lo hanno ridotto?
Spazzatura nei paesi poveri,inquinaMENTO …SE POPI PENSIAMO ALLE GUERRE CHE PORTANO PROFITTO… povero genere umano che brutta fine … e che futuro ai nostri giovani?
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Tutto giusto, ma le ricadute non sono esclusivamente negative.
Ad esempio, un Comune turistico è anche un Comune ricco, perché comunque commercianti ed albergatori versano anche delle tasse locali, quindi tendenzialmente sarà anche un Comune con migliori servizi per i cittadini; un altro esempio è che grazie al turismo gli immobili salgono di valore (e in Italia tre famiglie su quattro vivono in una casa di proprietà).
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Certamente JD ma bisognerebbe che gli amministratori comunali avessero la capacità di gestire gli introiti derivati dalle tasse, in modo congruo e finalizzato alla cura della città e non a spenderli in modo sbagliato diciamo.. è un discorso lungo e complicato da affrontare..
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Carissima, non hai certamente torto, ma come hai già evidenziato tu stessa, questo è un altro discorso.
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Non ho scritto che ci sono solo ricadute negative; ho scritto che ci sono esternalità negative.
L’esternalità negativa si verifica quando un impresa, un’attività economica trasferisce a parti non coinvolte degli effetti avversi; nomalmente, in un paese serio, chi produce un’esternalità negativa viene costretto dall’autorità a porvi rimedio.
E’ ovvio che il turismo produce dei benefici, ma questi vanno sempre ponderati con i costi; guardare soltanto uno dei due aspetti porta a conclusioni errate.
Quanto al fatto che le imprese turistiche versino soldi nelle casse comunali, questo può valere, in linea teorica; in pratica, data l’evasione monstre che abbiamo, è tutta da dimostrare; qualcosa verseranno ma…..
A Roma non mancano certo i turisti, ma ha una situazione finanziaria da incubo.
Quanto al discorso dell’aumento di valore delle abitazioni, questo si verifica se io vendo; ho comprato ad un prezzo X un pò di tempo fa e la rivendo ad un prezzo rivalutato.
Se io la casa me la tengo, che questa aumenti di valore serve a poco.
Se tu hai comprato casa a 100 e oggi vale 150 sai quanto hai guadagnato se la casa te la tieni? 0
Discorso identico vale se la casa diminusce di valore; se ho intenzione di tenerla non importa se diminuisce di valore.
A livello psicologico sempre meglio avere una casa che si rivaluta pittosto che una che si svaluta, ma questo è un altro argomento
E invece importante per chi ne vuole acquistare una; dove ci sono pressioni rialziste sui prezzi delle abitazioni; ad esempio le giovani coppie.
Io posso essere ben felice di vivere in un’abitazione che si rivaluta; lo sarò molto meno quando mia figlia/o deciderà di andare a vivere per i fatti suoi e dovrà(ò) pagare, in quel caso realmente, di più
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Sono d’accordo col discorso generale (bello il dovrà(ò) pagare: una sintesi davvero mirabile).
Se la gente è generalmente più contenta di vivere dove gli immobili aumentano di valore, piuttosto che dove diminuiscono, questo indica che la ponderazione costi-benefici a cui ti riferisci è già stata fatta, e giudicata positiva.
Dove invece non sono affatto d’accordo è riguardo alla tua intemerata, di stampo squisitamente qualunquista, a proposito del fenomeno dell’evasione.
Parlando di commercianti ed albergatori, l’evasione monstre a cui ti riferisci è certamente reale, ma si tratta soprattutto di evasione dell’IVA che, nei fatti, si concretizza principalmente attraverso la mancata emissione di scontrini e fatture: se non capita un controllo proprio in quel momento, la cosa ha ottime probabilità di finire lì (anche se non è del tutto vero: attraverso il meccanismo degli studi di settore, è comunque possibile incastrare chi esagera).
Per quanto riguarda la riscossione delle imposte comunali però, il discorso è completamente diverso: se un commerciante non paga l’IMU, o la TARI, o l’eventuale tassa di occupazione del suolo pubblico, o l’imposta di soggiorno dove è prevista, il Comune se ne accorge praticamente SEMPRE, e di conseguenza finisce che chi non paga si ritroverà ad avere a che fare con l’agenzia di riscossione comunale, la quale può arrivare anche al pignoramento dei locali e delle attrezzature.
Dato che questo rovinerebbe irrimediabilmente gli affari, se la zona è realmente turistica è evidente che commercianti e albergatori hanno ben poca convenienza nell’evadere qualcosa che per loro rappresenta un piccolo beneficio a fronte di un enorme rischio, quando già usufruiscono dello stesso sistema ma con benefici assai maggiori e rischi davvero minimi, e la riprova sta nel fatto che i luoghi più turistici sono generalmente ben tenuti (con l’eccezione delle metropoli, ma lì subentrano altri problemi).
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Se la gente è contenta di viver in appartamenti che si valorizzano non è perchè ha fatto un’analisi costi benefici, cosa per altro di difficile attuazione perchè la gente comune non dispone di strumenti di analisi che consenta di farlo.
La spiegazione di tale fenomeno comunque esiste e la si trova nel teorema di Fisher o meglio ancora nella teoria del ciclo vitale di Franco Modigliani.
Quanto all’evasione fiscale non è solo l’vasione dell’IVA a determinare il deterioramento dei conti pubblici; sul web puoi trovare fior di informazioni ufficiali dove si dichiara che la prima imposta ad essere evasa è l’IRPEF DA LAVORO AUTONOMO, degradando così ad un livello basso il mio qualunquismo
https://www.finanze.gov.it/export/sites/finanze/.galleries/Documenti/Varie/Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2023_26set-finale.pdf
Sotto un documento che spiega bene l’efficienza nella capacità di riscossione dei comuni
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-la-riscossione-dei-tributi-municipali
Altro aspetto che tu non consideri, ma un sindaco si
L’albergatore ed il ristoratore sono, per un candidato sindaco, prima di tutto elettori; uno può anche non evadere, ma si trova avvantaggiato dal fatto che le imposte comunali per determinate categorie siano tenute deliberatamente basse allo scopo di favoirli e ottenere consensi.
Quanto paga al comune una pizzeria, un bar per l’occupazione di suolo pubblico dove c’è un dehors? ( e quanto rompono i OO)
Detta in altri termini, probabilmente baristi e pizzaioli evaderanno pure 0 di imposte comunali, ma quello che pagano è una miseria.
Un pò come succede ai balneari; probabilmente non evadono, ma quello che danno all’erario è il sottomultiplo di un’elemosina e il danno che fanno è un mega-multiplo della disintegrazione dei OO
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E’ vero che la tassa più evasa rimane sempre l’Irpef, che è una tassa sul reddito, ma ai fini del nostro discorso cambia poco, dato che la sua evasione è consequenziale a quanto ti ho già esposto: quando un commerciante non batte lo scontrino, o un albergatore non rilascia la ricevuta, o un artigiano effettua una prestazione in nero, prima di tutto sta evadendo l’IVA, e successivamente questo concorrerà ad abbassarne il reddito dichiarato, con conseguente evasione anche dell’IRPEF dovuta.
Il paragone tra i balneari e l’occupazione del suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi è poco appropriato, dato che questi ultimi non sempre hanno la possibilità di avere uno spazio all’aperto (hotel e b&b quasi mai), mentre per un balneare lo spazio pubblico è la base.
Ma comunque hai ragione, in generale la tassa per l’occupazione del suolo pubblico è abbastanza bassa (se venisse aumentata troppo però, magari risulterebbe adeguata per i bar del centro, ma potrebbe segare le gambe a quelli delle zone meno frequentate e ad iniziative di altra natura quali sagre, mercatini e manifestazioni culturali), ma resta il fatto che questa tassa rappresenta solo una frazione minima dei tributi comunali, il cui grosso è costituito da IMU, Tari e addizionale regionale Irpef (l’unica realmente evadibile, per i motivi già esposti sopra), come evidenziato anche dall’ottimo articolo che hai linkato, che a sua volta individua nelle inefficienze dei Comuni stessi la principale causa delle mancate riscossioni, più che nella volontà dei soggetti interessati di evadere quanto dovuto.
Ad ogni modo, ti posso assicurare che IMU e Tari per i locali commerciali non sono affatto a buon mercato come l’occupazione del suolo pubblico, tutt’altro.
Per rimanere in topic e riallacciarmi alle lagnanze dell’articolista vorrei infine ricordare che, quando e se il turismo dovesse diventare un fastidio per i residenti, esiste un rimedio relativamente semplice: basta vendere la propria casa a peso d’oro, e prenderne una più bella in una zona un po’ meno turistica.
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In termini di gettito, l’imposta maggiormente evasa è l’irpef da lavoro autonomo, l’iva viene dopo.
Dire che un libero professionista, un esercente evade prima l’Iva e poi l’Irpef lo trovo un discorso di lana caprina.
A me cambia poco se prima mi rubano l’argenteria e poi i soldi o viceversa; si tratta, al di la dell’aspetto temporale, di una rapina fatta alla collettività; cosa si ruba prima o dopo cambia ben poco; è la somma che fa il totale, diceva il mitico Totò.
Il paragone coi balneari l’ho fatto proprio per dare maggiore evidenza di cosa significhi l’occupazione di suolo pubblico; mi è ben chiara la differenza tra occupare poche decine di metri quadrati a dehors e centinaia di metri quadrati di spiaggia a stabilimento balneare. Mi limito solo a questa considerazione.
E vero quanto scrivi, la tassa per occupazione di suolo pubblico è bassa, secie se paragonata ad altre tasse; ma questo è un aspetto fondamentale del topic; la tassa è bassa perchè politicamente crea consensi tenerla bassa; un modo per correggere l’esternalità negativa del turismo sarebbe proprio quella di aumentarla.
Tu mi dirai, ma il barista, il pizzaiolo può sempre traslare i costi sui clienti; è vero anche questo (giusto per fare un remind a quanti si stracciavano le vesti sulla mancata applicazone della tassa sugli extraprofitti bancari); ma la domanda di servizi turistici è caratterizzata da elevata elasticità; se aumenti troppo i prezzi poi rischi di finire senza clienti; in fin dei conti di andare in pizzeria o al bar non l’ha ordinato il medico.
A settembre, scommettici pure, si farà la conta di quanti sono rimasti a casa proprio per il caro ombrelloni e infosannio pubblicherà gli articoli a riguardo; tanto per stare in tema con l’elasticità dei servizi turistici
Come ho avuto modo di scrivere altre mille volte non sono una persona di parte e guardo proventi ed oneri, costi e ricavi, vantaggi e svantaggi; non mi piacciono i tifosi, anzi li detesto visceralmente per me tifoso= cretino; il link sull’inefficienza della riscossione serviva solo per dimostrare, anche se qualche errore mi capita di farlo, la mia onestà intellettuale.
L’evasione fiscale è frutto di entrambi gli aspetti: propensione all’evasione da parte di chi può farlo e mancati controlli; io non mi azzardo a dire che dipende più dall’uno o dall’altro; mi chiedo. al lmite, su quali basi tu lo faccia.
Quanto al fatto che esiste l’opzione di lasciare la propria abitazione e andare altrove, è una tendenza già in corso.
Il caso dello spopolamento di Venezia, anche se radicale per certi aspetti, è emblematico
A rimodellare i centri delle città ci pensa anche la gentrificazione; sarà uno spettacolo molto bello quello dato dal match tra turismo e gentrificazione; ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.
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Questo cosiddetto intellettuale della Magna Grecia (barese di provincia catapultato a Roma, ovviamente alla redazione del Secolo d’Italia) ovviamente non ha nulla da dire sulla “gestione” del suo compagno (anzi camerata) di merende Alemanno
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Giusto per dirne una, qua in Sardegna c’è gente che si porta a casa sabbia, pietre e conchiglie come souvenir o che pensa che visto è in vacanza può fare tutto ciò che vuole. Il turista cafone senza rispetto è invitato tranquillamente a starsene a casa propria a fare i danni.
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Una volta a Roma in agosto era tutto chiuso, si rispettava il diritto alle ferie dei romani e si evitava che la città fosse presa d’assalto dai turisti. Non riesco a trovare un certo video di OttolinaTV, ma questo può andare lo stesso:
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Vero!! Assolutamente! Negozi chiusi meno afflusso di gente! La liberalizzazione delle aperture selvagge commerciali è stata controproducente per molti fattori, una volta si viveva molto meglio oltretutto! la Svizzera tiene duro e non cede alle sirene del commercio facile, la domenica è chiuso tutto e gli orari secondo il loro modo di vivere.. ci sarebbero tanti modi affinché il flusso turistico fosse scaglionato come un tempo ma non c’è vera volontà!
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E.C. il flusso turistico si riducesse come un tempo..
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Caro (si fa per dire) Veneziani
il PIL non è tutto. Che me ne frega a me del PIL se poi l’affitto di un appartamento si moltiplica per 5 o 6? Che me ne frega del PIL se poi quando vado a far la spesa pago 200€ per riempire il carrello quando in una città senza turismo quel carrello lo riempio con 80€? Che me ne frega del PIL se vivendo in una città di mare per andare in spiaggia con l’auto ci metto 2 ore a fare 10 km e poi un’altra ora a piedi perché non si trova parcheggio?
Una mia amica che è nata e vive da sempre a Ibiza voleva comprare una piccola casetta nell’entroterra: le sarebbe costato meno comprare due villette come la mia in Brianza. Con piscina.
Li capisco che ne abbiano le scatole piene. Che te ne fai dei soldi se sei costretto comunque a fare una vita di meLda?
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Raggi il punto più basso solo per il giornale unico che sappiamo bene deve difendere i padroni. Al punto che il giorno dopo la sua elezione il Corriere aprì una rubrica chiamata “Caos Roma” dove si parlava di topi, buche, rifiuti ecc. cose di cui non poteva essere responsabile la Raggi, che ancora non si era seduta su quella sedia. La faziosità del 90% dei nostri media è disgustosa.
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