Il filologo e grecista querelato dalla premier: “Stupito, non l’ho insultata, ho solo usato quel termine come categoria politica. Il suo avvocato mi ha definito stalinista”

(di Concetto Vecchio – repubblica.it) – BARI – Luciano Canfora, 82 anni, insigne grecista, molti la ritengono un cattivo maestro.
«Pazienza. Evidentemente devo imparare ancora un po’ più di greco».
Il 7 ottobre inizia il processo per la presunta diffamazione a Giorgia Meloni. Preoccupato?
«No. Piuttosto sono stupito nello scoprire che esiste ancora il reato di opinione».
L’ha definita “una neonazista nell’animo”.
«Neonazista è una categoria politica, non un insulto».
I nazisti si sono macchiati di genocidio.
«Ma io non ho detto che è nazista. I neonazisti sono quelli che si richiamano ad alcune ideologie, come la sostituzione etnica paventata dal ministro Lollobrigida, oltreché dal Mein Kampf».
Fino a che punto può spingersi un intellettuale?
«Forse dieci anni fa non sarebbe successo. Oggi prevale una grande pruderie linguistica».
Siamo dentro un inedito?
«Prenda l’inchiesta di Fanpage. Le derive naziste ci sono sempre state solo che con questo governo è diventato lecito esibirle. L’ha ricordato Liliana Segre. Ed io concordo».
Era mai stato querelato?
«Una volta, da Giulio Caradonna, il missino. Sul Corriere lo avevo definito “un ex picchiatore fascista”. In tribunale l’avvocato Fausto Tarsitano produsse un libro nel quale Caradonna si vantava di avere distrutto la libreria Rinascita di Roma. Venni assolto».
Con Meloni ha avuto contatti?
«No. All’udienza predibattimentale il suo avvocato ha detto che io sono una stalinista, e siccome Stalin era un criminale notorio, io dovrei essere condannato, suppongo per la proprietà transitiva».
E il pubblico ministero?
«Ha detto che c’è un’aggravante perché la mia frase è stata pronunciata in una scuola».
Che giorno era?
«Il 12 aprile 2022. Sarei dovuto andare in Ticino a parlare di Dante, e invece mi lasciai convincere a partecipare alla presentazione del libro di Sara Reginella sui crimini ucraini nel Donbass al liceo scientifico Fermi di Bari».
Chi ha diffuso la sua frase?
«Non saprei. Tre minuti dopo era già sui social. Con Crosetto che mi insultava e la Meloni che annunciava: “Una querela non gliela toglie nessuno”. Il pm ha sottolineato che la preside ha preso subito le distanze».
È stupito?
«Beh, sì. Perché io ricordo che mi ha rincorso per ringraziarmi entusiasta della mia lectio. Don Abbondio era un grande italiano».
La premier ha chiesto un risarcimento di 20mila euro.
«Berlusconi a Laterza chiese un milione, vedo che l’onorevole Meloni è più asciutta».
Come spiega il successo in libreria del suo libro “Il fascismo non è mai morto”?
«Perché la frase di Gobetti sul fascismo come autobiografia della nazione contiene più di una verità».
Il fascismo ci appartiene?
«Lo abbiamo inventato noi».
Come lo definirebbe?
«Il filosofo Jason Stanley vede nel rancore di chi si contrappone a chi ti porta via qualcosa la radice del fascismo: negli anni Trenta gli ebrei e i i comunisti, oggi i migranti».
Ma una democrazia governata dall’estrema destra non è fascismo.
«Però è opportuno occuparsene sin d’ora, cogliendone i pericoli, e discutendone senza impazienze moralistiche. La critica è più utile della retorica».
Il premierato che rischi implica?
«Se passa ci sono le premesse per altri cinque anni come questi».
Il suo antifascismo nasce in famiglia?
«Mio padre era affiliato a Giustizia e Libertà. I fascisti lo mandarono in Calabria nel 1942, quando sono nato io. L’anno dopo, il 28 luglio 1943, era nel corteo che in via Niccolò dell’Arca a Bari chiedeva la liberazione dal carcere dei detenuti politici, tra cui Guido Calogero, il suocero di Ugo La Malfa».
Cosa accadde?
«Dalla federazione fascista spararono sulla folla. Ci furono 28 morti. Mio padre rimase gravemente ferito. Si salvò soltanto grazie a un amico imprenditore, Girolamo Lo Priore, che ebbe la prontezza di adagiarlo su un carrello dell’immondizia e portarlo in tempo in ospedale».
Che facevano i suoi?
«Mio padre insegnava storia e filosofia al liceo Orazio Flacco. Mia madre greco e latino nello stesso liceo».
Che educazione ha avuto?
«Di sprone alla critica. Mio padre a dodici anni mi suggerì di leggere La rivoluzione francese di Albert Mathiez».

E lei che padre è stato?
«Non predicatore. Ho cercato di fornire un esempio. Molti trattati di pedagogia si potrebbero ridurre a poche pagine se i genitori dessero l’esempio».
Con sua moglie quando vi siete conosciuti?
«Studiavamo filologia classica all’università. Era il 1960. Otto anni dopo ci siamo sposati».
Siete diversi?
«Io tendo alla freddezza, perché penso, come Seneca, che l’ira sia una forma transitoria di pazzia. Lei ha una reattività più forte. Ho imparato tantissimo da lei».
Cosa fanno i suoi figli?
«Insegnano all’università: Irene, 54 anni, diritto agrario comunitario, Davide, 51, letteratura italiana».
Per chi ha votato alle Europee?
«Per Sinistra italiana».
Non vedo un pc sulla sua scrivania.
«Non so usarlo infatti».
E come scrive i suoi libri?
«A mano, con la stilografica».

E chi glieli trasforma in un file word?
«Qualche volontario collaboratore presso la casa editrice».
Ma non è complicatissimo?
«Vent’anni fa provai a familiarizzare col computer, ma dopo un pomeriggio di sofferenza lasciai perdere esausto».
Vedo che usa un vecchio Nokia.
«Non so cosa sia WhatsApp».
Dove andrà in vacanza?
«Me ne starò qui a scrivere».
Ma lei lavora sempre.
«Diceva Croce: mi riposo cambiando lavoro».

Qual è il prossimo lavoro?
«La guerra del Peloponneso, per Laterza. Ai primi di settembre devo consegnare il testo».
Non fa vita sociale?
«No. Vado a letto ogni sera alle 22,35».
Spaccate?
«Sì, e mi sveglio ogni mattina alle 5,10. C’è tanta luce, d’estate, da qui vedo il mare. Ho tutto quello che mi serve per lavorare».
Un piacere leggerlo ed ascoltarlo.
"Mi piace"Piace a 2 people
Io sono stato denunciato tre volte per diffamazione quando ebbi la malsana idea di darmi alla politica locale per qualche anno. Una volta fui prosciolto in udienza preliminare, le altre due assolto al termine del processo.
Non mi sono messo a piangere o a urlare e l’avvocato me lo sono pagato nonostante sia meno ricco di Canfora.
Perché Canfora e quelli che urlano contro i politici che querelano si dimenticano che ti possono arrivare anche duemila querele ma alla fine è sempre un giudice terzo e imparziale (spesso a sinistra si riempiono la bocca con questo concetto) a decidere, non il querelante, grazie al cielo.
Detto questo, personalmente sono contrario ai reati di opinione.
"Mi piace""Mi piace"
Che improntitudine paragonarsi a Canfora, un briciolo di modestia che illumini il buio della megalomania no?
"Mi piace"Piace a 3 people
Credo che tu abbia seri problemi di comprensione della lingua italiana. Dove mai avrei fatto un simile paragone? Essere querelati può capitare, se è capitato a me che non sono nessuno, figuriamoci se non può capitare a personaggi molto più esposti (se questo è un paragone…).
Alla fine è la magistratura che fa le indagini e che emette le sentenze… o vanno bene solo quando colpiscono gli avversari?
"Mi piace""Mi piace"
Ma almeno ha provato a rileggere ciò che ha scritto? Non capire cosa scrivono gli altri può capitare. Non comprendere ciò che si è scritto è assai grave.
"Mi piace"Piace a 3 people
Qui si va nella città dolente , qui si va nell’eterno dolore.
Impossibile spaccare il muro ideologico a destra e a sinistra: a sinistra la coltre di presunzione è altrettanto spessa e strumentale, vedi voce condanne a donne, condanne a uomini per lo stesso reato.
I romani non hanno lo zero , Majorana fuggì, Matteotti poveretto, la Montalcini fuggì, Archimede fu ucciso, pass dopo passo, siamo ancora al proselitismo dantesco e ad una opinione che pesa a numeri, un’opinione quantificata a mille , e data la sempiterna uguaglianza è come se la matematica fosse opinione.
Facendo un giro di foto mi è capitato di vedere t avvocati, vestiti di blu elettrico come il grembiule dei deputati con le pa
"Mi piace""Mi piace"
Con la panciona e un fare serissimo che mette paura.
Io non mi fido di chi non accetta le opinioni altrui puntando il dito contro il reato di opinione.
Perché le opinioni non sono solo quelle di Epitteto ma anche quelle di mario e di Susanna.
I reati sono reati ma molte sentenze hanno della verve punitiva che non di riscontra in reati simili, vedi omicidi maschi che oggi non merciscono in galera come le donne, anzi, se hai gli accosti giusti 10/15 anni e sono fuori.
"Mi piace""Mi piace"
“Detto questo, personalmente sono contrario ai reati di opinione.”
bastava questa frase, invece di lanciarti sul PIPPONE
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ho raccontato quello che è successo a me. Onestamente questa moda di mettersi a piangere o a fare le vittime da parte di certi intellettuali quando si viene querelati fa ridere.
A me la busta verde è arrivata a casa tre volte e non sono potente né esposto. Sono andato dall’avvocato e mi sono approcciato alle udienze con fiducia nella giustizia.
Magari si potrebbe pensare ad una legge che dice che se ti querelano e vinci l’avvocato te lo paga chi ti ha ingiustamente querelato.
"Mi piace"Piace a 1 persona
"Mi piace"Piace a 2 people
Mi dispiace per questo anziani professore, un atto veramente osceno da parte di un PDC, ma già lo scrissi.
Ah! Le donne! Quelle dell’esercito! Magari, disse l’ocarina!
"Mi piace""Mi piace"
I miei piccoli lavori di matematica sono spariti .
Il topo al formaggio non rinuncerà mai alla sua vera natura .
Ma certo, a nessuno frega nulla se ci ha no circondati, se fanno di tutto per non dare importanza, e chi sono costoro?
"Mi piace""Mi piace"
Fanno di tutto per toglierci il lavoro, la dignità, mi controllano come una ladra, hanno messo spie ovunque, se mi capita un filo all’auto non è stato nessuno, hanno tolto lo stemma e fatto una foto di una piazza spiaggiata a nuovo splendore, i miei lavori sono scomparsi, qualcuno è entrato in casa, mi inseguono pure al cimitero, se faccio un passo oltre la zampa mi ritrovo due carabinieri sotto casa.
Insomma non è un bel misteri se la mafia di stato ha il suo esercito di stronxi.
"Mi piace""Mi piace"
Ci ha no circondati,: alto là: SIETE CIRCONDATI!
– e chi siete?
Carabiniere terrone!
Ahhhh! E cosa vuole?
Altolà siete circondati!
Non fate nessun passo,
È permesso il viaggio al supermercato, ma vi controlleremo se l’auto ha una cacca di guano di un eventuale piccione viaggiatore,!
Non fate un passo, oltre 100 metri e non vi avvicinate ai nostri posti di lavoro prenotati dal debito pubblico , che voi ci pagate, fino al mio bis nipote!
Non ti muovere! Figlia del sindaco sei circondata, il territorio è nostro e tutta la roba è nostra!
"Mi piace""Mi piace"
Scusa, ma abbiano anche noi la nostra MAFIA.
Non se ne esce, è un paese politicamente andato.
"Mi piace""Mi piace"
SCUSATEMI, NON VI VOGLIO SCRIVERE PIÙ. DESTRA E SINISTRA HANNO ENTRAMBE I LORO ORRORI E I LORO SCHELETRI NEGLI ARMADI. solo un saluto al mio Babbo che la tristezza mi ha portato via.
"Mi piace""Mi piace"
Canfora, insieme e grazie ad Emiliano si è per caso preso i nostri manoscritti e i nostri volumi?
Poi la Meloni ha esagerato ma Canfora dovrebbe sapere benissimo, se è in professore , che si ragazzi sotto ai 19/21 anni è proibito parlare dare sentenza politiche in auge e se Canfora è un professore ha sbagliato ha parlare di Meloni come neonazista in quanto è un’offesa e un tentativo di porre il capo del governo sotto la luce illegittima non solo del fascismo ma del nazismo.
Poi che gli eventi susseguitesi lo abbiano confermato, anche se non di sa se i tizi di Roma siano stati pagati, resta lo sbaglio. Ma la Meloni , come PDC poteva inviare una lettera invece che una querela.
.. insomma siamo proprio al delirio.
"Mi piace""Mi piace"
No perché voi pugliesi ci avete scassato molto i Cabassisi, con la vostra TV spazzatura made lino Banfi e vespai vari chi cavolo vi credete di essere? Qui nessuno vi vuole eppure prendete senza neanche chiedere? Oh … Ma chi ca,@@o sei Emiliano? Oltre ad essere nipote di un cardinale o di un vescovo, come ti permetti di venire e rubare?
Poi li dai a Canfora che li rielabora censurando le parti critiche come chiesa pedofila vuole? E Saffo? Maledetti.
Altro che querela!
"Mi piace""Mi piace"