Il testo firmato dal presidente della commissione Difesa, Nino Minardo, riguarda mezzo milione di persone oggi in servizio: andrebbero in pensione a 60 anni, come ne se avessero 67, con un costo di oltre un miliardo di euro

Una cerimonia militare alla cittadella della Cecchignola / foto di Antonio Masiello

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – ROMA – Dare sette anni di contributi ai fini pensionistici in più a tutti i dipendenti delle forze armate, della sicurezza e del soccorso. In soldoni, consentire a settori militari, carabinieri, polizia, finanza e altre categorie che rientrano in questo comparto, di andare in pensione a 60 anni ma con altri sette di contributi garantiti dallo Stato come se andassero in pensione a 67 anni. La proposta arriva dal presidente della commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, della Lega: “Diamo una risposta a una richiesta unanime che ci arriva dai comparti sicurezza e soccorso”, dice il presidente della commissione che nel testo presentato, e che sarà calendarizzato a fine giugno, stima una spesa da qui al 2032 di oltre un miliardo di euro.

Un’iniziativa del partito di Matteo Salvini che arriva in piena campagna elettorale per le Europee e che farà discutere. Coinvolti oltre 475mila dipendenti dello Stato non civili.

Il testo presentato da Minardo sottolinea la “non equità” della riforma Dini che ha spostato il calcolo dell’assegno pensionistico per tutti i dipendenti pubblici sul versante dei contributi realmente versati. “La presente proposta di legge – si legge nel preambolo del ddl – ha lo scopo di adeguare la vigente disciplina in materia previdenziale alle specificità del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico di cui fanno parte le Forze armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, le Forze di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il medesimo personale risulta però svantaggiato sotto il profilo del trattamento previdenziale, in conseguenza dell’introduzione del sistema di calcolo contributivo previsto dalla riforma Dini.?La presente proposta di legge muove quindi dalla consapevolezza dell’urgenza di un intervento legislativo sulla disciplina del trattamento previdenziale del personale relativo al comparto sicurezza, difesa e pubblico soccorso”.

“Donne e uomini in divisa che vanno in pensione – spiega Minardo – vivono una condizione di svantaggio determinata dalla cosiddetta ‘riforma Dini’ che non tiene evidentemente conto della specificità del ruolo e dello stato giuridico di tale personale. In breve il ddl prevede che per il personale militare, delle forze di polizia e del soccorso pubblico l’importo della pensione annua venga determinato, per la parte contributiva, applicando il coefficiente di trasformazione previsto per l’età anagrafica stabilita per l’accesso al pensionamento dei dipendenti pubblici civili”. Minardo assicura che la proposta, appena presentata, non ha nulla di “elettorale”: “Sono presidente della commissione Difesa e questa proposta non è “politica” ma ha un valore perché ce lo chiedono tutte le forze armate”. Salvini, leader della Lega, ha gradito molto la proposta che fa il paio anche con l’annuncio della leva obbligatoria, altro desiderata del segretario del Carroccio.