Alla Germania la regolamentazione della cannabis, a noi gli argomenti storici del proibizionismo da “le droghe sono tutte uguali” a “devono sparire dalla terra”

(NADIA FERRIGO – lastampa.it) – Dopo l’ultima gaffe sulla canna, qualcuno l’ha ribattezzato il ministro RolloBrigida. Online sono decine i meme che lo ritraggono con i rasta o circondato da una marea di foglie a cinque punte con la sua sgraziata risposta a un cronista che gli offriva uno spinello della “droga che non droga”: «Se te la devi fa’ una canna, fattela bene». Ma la lezione pare non essere servita a molto e oggi, mercoledì 5 giugno, è tornato di nuovo sull’argomento.
«Ho letto sulle agenzie che i Radicali, che non perdono occasione di promuovere qualsiasi cosa sia contro la cultura della vita e il rispetto del nostro modello, dalla carne coltivata fino alla droga libera, mi manderanno della cannabis light, che non faticherò a buttare nel water». Peccato che, in qualità di ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nel governo Meloni, Francesco Lollobrigida sarebbe tenuto a rappresentare anche chi nei campi, come del resto da millenaria tradizione, ci pianta la canapa. Piccola premessa. Quando il fiore di canapa ha un contenuto di Thc inferiore allo 0,2 per cento, non ha un effetto drogante e si può coltivare, nel pieno rispetto della legge.
Nella sua tirata, il ministro gaffeur però mostra di non conoscere proprio la differenza e va avanti. «In cambio, come atto di gentilezza, gli fornirò una dettagliata informazione sui danni della cannabis e sull’impegno che le associazioni di contrasto alle tossicodipendenze svolgono in Italia – ha proseguito -. So che questi dati oggettivi non serviranno a modificare le loro posizioni, ma certamente proveranno a far capire su quali basi il nostro Governo lavora per contrastare chi promuove la cultura della morte e il trentennale impegno, mio e del mio partito, sempre dalla parte delle comunità terapeutiche e della lotta alla droga».
Le comunità terapeutiche lottano, eccome, ma non contro la canapa. I dati oggettivi ci sono, eccome, ma dicono esattamente il contrario. Con le affermazioni, il ministro mostra anche di ignorare quello che sta succedendo in mezzo mondo e pure a due passi da casa nostra: in Germania, dove la regolamentazione della cannabis a uso ricreativo è partita lo scorso aprile, e in Slovenia, dopo la settimana prossima si vota un referendum sulla coltivazione domestica della cannabis.
«Questa è merda, come si dice a Oxford. Ogni tipo di droga, è la morte di un essere umano» ha detto oggi il ministro Matteo Salvini rispondendo alla Stampa estera a chi gli chiedeva un commento alla battuta pronunciata nei giorni scorsi dal suo collega. Oggi gli è arrivata in dono una piantina di cannabis, made in Italy, dalla presidente di Meglio Legale e candidata alle elezioni europee con Stati Uniti d’Europa Antonella Soldo. «Il ministro inizialmente credeva che fosse una pianta di basilico. L’analogia ci sta, la pianta che ho regalato al ministro dei trasporti ha lo stesso effetto drogante del basilico» commenta Soldo, che gli ha portato il vecchio simbolo della Lega Nord, quella foglia stilizzata che ricorda anche un po’ una foglia di cannabis, con riferimento all’emendamento proposto proprio dal Carroccio per vietare le immagini raffiguranti la cannabis.
«Il problema non è farsi le canne ma leggi di buon senso» è il commento dell’ex senatore Marco Perduca dell’associazione Luca Coscioni e presidente del Comitato promotore Referendum cannabis sulle parole dei ministri Salvini e Lollobrigida. «Le parole dei ministri denotano più incompetenza che nervosismo. Chi è al governo può bere o fumare quel che vuole, l’uso personale è comunque depenalizzato, l’importante sarebbe che legiferasse non per imporre le proprie abitudini o divieti a chi la pensa diversamente. Se le preoccupazioni di Salvini e Lollobrigida – conclude Perduca – sono per la salute delle persone, niente di meglio che regolamentare la produzione made in Italy e la vendita di quel che oggi è illecito. Le leggi vanno “fatte bene” per evitare che qualcuno si faccia male».
«Quanto all’episodio di sabato, ho irriso un provocatore, poi dichiaratosi giornalista, che mi offriva uno spinello – ha poi concluso Lollobrigida -. Il senso, ovvio, era se vuoi farti del male, fallo bene e non in maniera surrettizia. Quando si parla di droga, di light non c’è nulla». Le droghe sono tutte uguali, fanno tutte male e vanno fatte scomparire dalla faccia della terra: questo è il cuore della teoria proibizionista, da sempre impermeabile alle scienze. La variante italiana della War on Drugs? Volerla buttare nel water pure se droga non è, ma ci somiglia.
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Secondo me questo non sa’ manco ndo’ sta’ de casa.🤔
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