EUROPEE, I DUE SFIDANTI – Annunziata e Santoro: i candidati si conoscono dal liceo. Come il grande elettore

(DI ANTONELLO CAPORALE – ilfattoquotidiano.it) – Lei, lui, l’altro. Parlare di Lucia senza dire di Michele non si può, ma sarebbe davvero incomprensibile dimenticare il terzo in fabula, cioè Vincenzo.
Ora che Lucia Annunziata e Michele Santoro si avviano alla quarta stagione della propria mirabile età evolutiva, e cioè la candidatura (per lui un bis) al Parlamento europeo, la politica diretta, di piazza, stretti stretti al popolo (“accussì” canterebbe Geolier), scopriamo che Salerno è la dimensione territoriale nella quale i due assi del giornalismo italiano si sono formati. Il terzo salernitano, cioè De Luca, monarca campano, accompagna i primi passi di lei, divenendone oggi anche, a quel che si dice, un grande elettore, senza smarrire completamente lo sguardo su di lui. Diciamolo subito: Elly Schlein ha annunciato la candidatura di Lucia, Lucia non è ancora salita sull’altare del sì ma ci siamo quasi. Per via della tigna che si ritrova, e degli spigoli di un carattere diffidente (e la preoccupazione di finire arrosto sulla brace dei conflitti interni) Elly le ha proposto un Caronte come guida nei meandri oscuri del partito: Nico Stumpo, già responsabile dell’organizzazione con Bersani.
Sia Lucia che Michele sono figli di ferrovieri, ambedue hanno studiato l’epica greca e ripassato l’ablativo assoluto al liceo classico. Michele ha fatto pure a botte in strada, impegnato nel gruppo maoista dell’Unione dei comunisti italiani e in Servire il popolo. Lucia no. Spericolata, ma per altre cose. Resta da aggiungere che Lucia e Michele e Vincenzo si sono laureati in filosofia, i primi due a Salerno, il terzo a Napoli. Lei con una tesi sul movimento operaio, lui con un titolo propostogli dal suo relatore Biagio De Giovanni. L’altro si è esercitato su Kant. Oggi però il triangolo salernitano perde un lato. Perché Santoro, che non ha mai sofferto la Annunziata, antipatia ricambiata, non ne ha mai voluto sapere del Pd. Lei ha invece sempre avuto chiaro il suo orizzonte e in qualche modo esatta la percezione che il sol dell’Avvenire si trovasse nei paraggi. Merito del papà Raffaele, sindacalista dei ferrovieri e poi tesoriere del Pci di Salerno, segretario il sempiterno De Luca. Raffaele era un comunista coi fiocchi e un papà meravigliao. “Si commuoveva ogni volta che leggeva un articolo di Lucia – ricorda Salvatore Forte, deputato Pci tra il ‘76 e il 1984, con lui in consiglio comunale a Salerno – si disperava quando il tg riferiva delle guerre civili in centro America. De Luca aiuterà sua figlia in campagna elettorale ma non prevederei chissà che sostegno”.
Annunziata dopo le corrispondenze da New York e dal centro America (prima manifesto, poi Repubblica) passa a Gerusalemme, e infine scrive per il Corriere. Ritornata in patria, frequenta con successo la televisione fino a stringerla tra le mani. Nella sua fortunata carriera professionale sale e scende le scale del potere senza mai cadere e manco incespicare. Volto tv, viene infilzata da Sabina Guzzanti in una comica inconsecutio temporum, la difficile frontiera delle finali delle parole e la fonetica di stampo demitiano (le t di Lucia divengono d). Va a dirigere il Tg3, e siamo nel 1996, tre anni dopo si ritrova presidente a viale Mazzini, sostenuta dal partito ma soprattutto da Massimo D’Alema. Anche lì dopo un anno si dimette. Così come all’Huffington Post, il sito che ha diretto dal 2012 al 2020.
Sente spesso su di sé il peso di un’ambizione che la rincorre. Cosicché la vittoria di Giorgia Meloni è giudicata come il fermo immagine della propria stagione televisiva. Esce, anzi corre via dalla Rai che però le impone il rispetto della clausola di non concorrenza e la obbliga a rinunciare a ogni rapporto con le reti concorrenti. Tutti a chiedersi: quanto tempo Lucia sarà con le mani in mano? A settembre dichiara: “Non mi candiderò mai e poi mai”. E invece eccola qua. “Dopo settembre c’è stato il 7 ottobre. In Medio Oriente ho consumato 8 anni della mia vita. Ho pensato che quei fatti così drammatici fossero sufficienti per cambiare idea. Mi volevate forse che facessi l’uncinetto a casa?”.
Beh, l’uncinetto a casa non era una cattiva idea .
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“Mi volevate forse che facessi l’uncinetto a casa?”.
Esatto!
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Dubito che sia capace di fare l’uncinetto.
Da uomo di sinistra votare il PD è proprio impossibile.
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e allora vota five stars 👍👍👍
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Come se non bastasse la Elly a non far capire un ca@@o di quel che dice, ci mancava la Lucia, spericolata nell’ uso della lingua italiana……mi volevate forse che facessi l’ uncinetto….sarà solo questione di fonetica, ma l’ uncinetto non sarebbe stata una cattiva idea!
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Dinosauri.
Passi Santoro che almeno porta sulla scena politica LA PACE, ma gli altri? Possibile che questi non abbiano altro interesse che la ribalta?
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la ribalta?
questi sono “mer de monta’ in scagno” puzzano e procurano danno.
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Mi volevate forse che facessi l’uncinetto a casa?”
Facciamo BALEDDI?
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