Negli ultimi 25 anni, questo è la settima volta che la capitale russa viene macchiata con il sangue
(MARCO ERCOLE – ilmillimetro.it) – In un clima geopolitico forse mai così instabile a livello globale negli ultimi anni, l’incubo terroristico è tornato a farsi sentire in Europa, toccando nel cuore la Russia, fresca di rielezione del suo presidente Vladimir Putin. Una notizia, quella dell’attentato nella sala concerti Crocus City Hall rivendicato dall’Isis, che ha fatto inevitabilmente il giro del mondo e che ha stravolto la “normalità” russa, quella che forse nemmeno due anni di guerra in Ucraina sembrava aver minato.

Quel che è certo è che l’allarme ha messo paura, portando il Cremlino ad annullare altri eventi pubblici, a chiudere i centri commerciali e, molto probabilmente, a rispondere duramente. D’altronde è sempre andata così, con Putin che perseguiterà i colpevoli “fino al cesso“. Fu esattamente questa la promessa che fece al popolo russo 25 anni, sottolineando che “con i terroristi non si tratta“. Una fermezza che nel settembre 1999 in un certo senso lo aiutò a salire per la prima volta al governo da ex agente del Kgb e a rimanerci fino a oggi (e per i prossimi anni).
Origini degli attentati in Russia
Ma quali sono le origini degli attentati in Russia? Prima di tutto occorre sottolineare che nel territorio governato da Mosca vivono circa 25 milioni di musulmani, per una percentuale tra il 12 e il 15% (la più alta in Occidente), che rendono questa confessione religiosa la seconda più numerosa del Paese. A questi dati vanno poi aggiunti altri 3-4 milioni di immigrati dalle ex Repubbliche sovietiche o i russi che si convertono all’Islam.

Fatta questa premessa, occorre ricordare anche che la Russia tra gli anni Novanta e i primi Duemila è stata spesso colpita da attacchi da parte di indipendentisti ceceni (che vedremo tra poco), mentre adesso i jihadisti vorrebbero la creazione di un Emirato del Caucaso sfruttando proprio la radicalizzazione di molti musulmani delle ex Repubbliche sovietiche centrasiatiche.
Un episodio decisivo in tal senso, poi, è stato senza dubbio l’intervento russo in Siria del 2015 a sostegno delle forze del presidente Bashar al Assad. Una mossa che a livello geopolitico rese di fatto Mosca un obiettivo del movimento jihadista e che, forse, ha portato a quanto accaduto nella sala concerti Crocus City Hall.
I precedenti attentati in Russia
La tragedia di ieri, come anticipato, non è certo la prima che colpisce la capitale russa. È la settima volta in 25 anni che è bersaglio di violenze terroristiche.

1999 – Bombardamento in un condominio
Era Il 13 settembre 1999, quando un condominio di otto piani fu bombardato nella zona sudorientale di Mosca. Nel corso di quell’attacco morirono 118 persone. Quell’esplosione, altro, faceva parte di un’operazione più ampia: in sole due settimane vennero demoliti cinque diversi condomini a Mosca e nel sud della Russia. Gli attacchi causarono la morte complessiva di 293 persone.
All’epoca il Cremlino accusò dell’attacco i separatisti della repubblica a maggioranza musulmana della Cecenia, anche se alcune fonti sostennero che dietro l’attacco ci fosse proprio il servizio di sicurezza russo FSB, così da permettere all’allora primo ministro e attuale presidente Vladimir Putin di utilizzare l’attacco come “scusa” per giustificare la repressione dei separatisti ceceni che cercavano l’indipendenza.
2002 – Gli ostaggi in teatro
Il 23 ottobre 2002, un gruppo di ribelli ceceni composto da 21 uomini e 19 donne prese d’assalto il teatro Dubrovka nella capitale russa. Nel corso di un musical trattennero in ostaggio più di 800 spettatori, negoziando successivamente con le forze dell’ordine per circa due giorni. L’incidente si è comunque concluso in modo drammatico e alla fine le autorità, sempre per il famoso slogan “con i terroristi non si tratta“, decisero di lanciare bombe a gas nel teatro nel tentativo di sopraffare i ribelli: come “effetto collaterale”, però, nel corso dell’attacco morirono anche 130 ostaggi.
2003 – Attentato al festival
Il 5 luglio 2003, due donne cecene si fecero esplodere durante un festival rock in piazza Tushino, un ex aeroporto, vicino a Mosca, a cui avevano partecipato circa 20.000 spettatori. In quell’occasione morirono 15 persone e altre 50 furono ferite.
2004 – Metropolitana sotto attacco
Nel corso della mattina del 6 febbraio 2004, un gruppo di terroristi, anche in questo caso ribelli ceceni, fece esplodere una bomba in un’affollata metropolitana di Mosca. L’attacco in questione provocò 41 morti.
2010 – Altro dramma in metropolitana
A distanza di 6 anni, il 29 marzo 2010, fu il momento di un altro attacco mortale in diversi vagoni della metropolitana di Mosca, quando due donne cecene si fecero esplodere uccidendo 40 persone. L’allora leader dei ribelli, Dokka Umarov, rivendicò la responsabilità poco dopo l’incidente. Uno degli obiettivi era la stazione della metropolitana Lubjanka, proprio accanto alla sede dell’FSB.
2011 – Attacco all’aeroporto
Il penultimo attacco terrorista prima di quello di ieri sera è infine quello del 24 gennaio 2011, quando un kamikaze colpì la sala arrivi dell’aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca: 37 persone vennero uccise nell’attacco. Pure in quel caso l’attacco venne rivendicato dal leader ribelle Dokka Umarov.
ISIS= C.I.A. e M.I.6 PUNTO
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GLI Usa avevano avvisato!
Belin ..lo sapeva solo Bidet …. quindi…chi è stato?
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guarda caso gli IUESEI e UKRI sono stati paricolarmente solerti a sostenere la loro estraneità, non sono passate che poche ore e nessuno gli aveva ancora nominati, per cui perchè farlo? coda di paglia?
Per di più dopo un attentato di quelle proporzioni Ribambiden si è rifiutato di condannarlo.
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Come dice il proverbio: il primo gallo che canta ha fatto l’uovo….
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qualcosa comincia a trapelare di strano
Una settimana prima dell’attacco terroristico al Crocus, un aereo da trasporto delle forze speciali statunitensi ha fatto una rara visita in Kazakistan e Tagikistan.
Un MJ-130 del 9° Squadrone Operazioni Speciali ha volato tra Tbilisi e Almaty.
È stato avvistato anche un C-17 di ritorno in Tagikistan.
Non si tratta di voli di routine. Si sono verificati tutti in un momento in cui gli avvertimenti degli Stati Uniti si stavano intensificando, così come i tentativi di attaccare le città russe di confine.
Sembra che l’MI6 e il GSD stiano tramando qualcosa nella delicata regione dell’Asia centrale per la Russia, e i voli dubbi prima dell’attacco aumentano questa probabilità.
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Lo Zio Sam sta tirando tropo la corda, mahhhh…
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Ma che strani, questi terroristi.
Si fanno ampiamente preannunciare dagli americani, attaccano a volto scoperto, fuggono a favore di telecamera su una vecchia Renault che neanche mia nonna, si fanno beccare nientemeno che al confine ucraino, pattugliato da migliaia di soldati russi. Non c’è che dire, volevano proprio farla franca. Quelli dell’11 settembre furono ben più discreti, evidentemente l’ FSB ha ancora molto da imparare dalla CIA.
E guardacaso, Putler finalmente ha il pretesto che cercava da tempo per una bella mobilitazione totale, anche per la popolazione di Mosca e delle altre grandi città. CVD.
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Talmente discreti da frequentare scuole di volo improbabili, da ubriacarsi chiassosamente in locali notturni a favore di videocamera, da farsi riprendere serenamente in Aereoporto e da disseminare le macerie con passaporti rimasti miracolosamente integri dopo lo schianto, le fiamme e le macerie.
Discreti è dire poco
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E’ difficile leggere fra le righe di quello che ho scritto, vero? Allora te la faccio ancora più semplice, nell’ ultimo mese abbiamo visto energumeni in assetto antisommossa strattonare le vecchiette che portavano un fiore a Navalny, e diversi isolati da lì cinque “terroristi” che per ore imperversano a loro piacimento e poi escono passeggiando indisturbati, armi in pugno, nel pieno centro di Mosca.
Mi ricorda tanto la comica vicenda delle tre “Sims”, dove un diversamente furbo agente dei servizi russi, cercando di inscenare un covo di terroristi, piazzò tre CD del videogioco SIMS anziché tre schede telefoniche come da istruzioni scritte ricevute dai suoi capoccioni… 🤣🤣
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Peccato però che il tuo amichetto Danilov abbia dichiarato alla TV ucraina:
“Il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, Alexei Danilov, ha ammesso il coinvolgimento del regime di Kiev nell’attacco terroristico a Mosca. Danilov non ha potuto contenere la sua gioia per l’attentato terroristico svolto oggi a Mosca.
“È divertente a Mosca oggi? Penso che sia molto divertente. Mi piacerebbe credere che organizzeremo per loro un tale divertimento più spesso. Dopotutto, sono persone “fraterne” e devi compiacere i tuoi parenti più spesso e visitarli più spesso. Allora continueremo a fare loro le visite”, ha affermato compiaciuto Danilov.”
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E questa sarebbe un’ ammissione de che? A me sembra solo una manifestazione di contentezza, che sarebbe senz’ altro stolta e spaventosa in bocca a me, a te ed a chiunque altro, eccetto forse in quella di chi subisce da oltre due anni bombardamenti e massacri sistematici sui civili.
D’altra parte, teatro per teatro, in quello di Mariupol ci furono il doppio delle vittime, essenzialmente bambini con la loro madri che cercavano di fuggire dai bombardamenti russi (checché de disegni Jorit).
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X Frankie:
Ma una cura per la tua psicopatologia che ti è sfociata nel sadismo più iDIOta di Infosannio, no, vero?
Quando tu e qualche altro qui dentro, vi decidere di partire per l’Ucraina?
Cercano volontari.
Vai e immolati per la causa.
E’ conseguenziale, no?
Dai, vacci tu a fare il prossimo attentato ‘democratico’, povero STOLTO fanatico ‘anti-putiniano’.
Dillo chiaro che ci godi per la morte dei russi che hanno votato per Putin.
Fai prima e meglio.
Almeno il coraggio di esporti per quella caricatura di essere umano che indubbiamente sei.
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/23/attentato-a-mosca-putin-in-ucraina-creata-una-finestra-per-far-scappare-gli-assalitori-puniremo-chi-sta-dietro-ai-terroristi/7489160/
Cui prodest
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Su Intel Slava ci sono informazioni preoccupanti. Temo che la mano ucraina ci sia. E non finirà bene.
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Secondo documenti di recente scoperta, la responsabilita’ del massacro degli Ugonotti del 1572, meglio noto come la notte di S. Bartolomeo, sarebbe stata un’operazione sotto copertura organizzata dall’antenata della CIA . La scoperta del continente americano risale al 1492, quindi i tempi tecnici per organizzare l’operazione sarebbero piu’ che plausibili.
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Era Il 13 settembre 1999, quando un condominio di otto piani fu bombardato nella zona sudorientale di Mosca.
… anche se alcune fonti sostennero che dietro l’attacco ci fosse proprio il servizio di sicurezza russo FSB, così da permettere all’allora primo ministro e attuale presidente Vladimir Putin di utilizzare l’attacco come “scusa” per giustificare la repressione dei separatisti ceceni che cercavano l’indipendenza.
Ricordo questo episodio. Con Putin todo es posibile.
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“Il modo sicuro di restare ingannati è di credersi più furbi degli altri.”
LA ROCHEFOUCAULD. Dedicato ai complottisti che sanno sempre tutto, capiscono tutto e leggono tra le righe anche quando non c’e’ scritto niente. Ma si puo’ sempre inventarlo…
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Stavo proprio pensando a quanti iDIOti potessero leggere questa frase:
”anche se alcune fonti”
Tipo chi?
Tratte da Wikipedia?
Chi poteva abboccare come due imb3cilli?
Ovviamente Loguasto e Gren18.
Poi oltretutto, fare discorsi sui COMPLOTTISTI putiniani che parlano di azioni ‘coperte’ occidentali (tipo Iran, Cile, Nicaragua, Cuba ecc ecc), quando si pensa che Putin si faccia gli ‘autoattentati’ è veramente da dementi.
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Se non fosse scoppiata questa guerra sarei dovuto andare a Mosca.
L’azienda per la quale lavoro ha un grosso progetto nella zona sud orientale della capitale russa; da quanto ho potuto verificare mi pare sia la zona a più alta densità industriale di Mosca.
Dovendo stare li per lungo tempo ero andato a vedere quali fossero le zone, i quartieri a sud ed a est di Mosca, dove poter prendere un appartamento in affitto, quali servizi ci fossero ( mezzi pubblici, supermercati ecc ecc); andare più verso il centro era fuori discussione visto il traffico atroce di questa metropoli.
Trattandosi di zone periferiche non potevo ignorare nemmeno quale fosse la situazione sociale; ritoranre la sera dal lavoro e beccarsi una coltellata in pancia per pochi spiccioli non è in cima alla lista dei miei desideri.
Facendo delle ricerche su internet mi sono reso conto che le periferie di Mosca, si salva solo la parte occidentale, non tutta, sono delle vere e proprie polverire.
Nella parte meridionale c’è il più grande mercato ortofrutticolo di Mosca; li vi lavorano parecchi immigrati provenienti dai paesi ex sovietici dell’asia centrale, uzbeki e tagiki prevalentemente.
Ci abitano anche molti russi provenienti dalle aree del caucaso e di religione musulmana.
La convivenza con i moscoviti residenti in quei quartieri da tanto tempo è molto problematica; leggendo le informazioni locali ho appreso che episodi di criminalità sono molto frequenti; è facile immaginare quali possano essere le condizioni lavorative e salariali di questi migranti; in aggiunta, leggevo, che la polizia russa fa spesso dei sopralluoghi negli appartamenti dove vivono i migranti e questi nemmeno aprono la porta; nello spazio che c’è tra il pavimento e la porta fanno passare le buste con dentro i rubli; la polizia li prende e se ne va; quasi banale dire che gli appartamenti sono sovraffollati con le ovvie conseguneze; chiasso, cattivi odori, liti ecc ecc.
In un contesto del genere, dove c’è marginalizzazione, scarsa, per non dire inesistente, integrazione sociale la religione tende a far dal collante tra i migranti e la radicalizzazione e gli estremismi non fanno fatica a prendere forma.
https://msk1.ru/text/gorod/2024/03/06/73302320/
Giusto a titolo di esempio ( è in russo, per chi vuole può usare il traduttore di google; non è il massimo ma da l’idea)
Di notizie come questa se ne possono trovare in quantità industriale.
Quindi parlare di complotti , di aerei che vanno in tagikistan, elicotteri che vengono dal kirghizistan mi sembra surrealismo.
Stando alla stampa nostrana pare che gli USA e la GB avessero avvisato le ripsettive ambasciate e non il governo di mosca su dei possibili attentati; il tutto al fine di comunicare ai ripspettivi cittadini residenti a mosca dall’evitare di frequentare luoghi affollati.
Sempre la stampa de noantri racconta che la notizia dell’avviso alle ambasciate era stata ripresa dalla Tass; sono andato a vedere il sito della tass e non l’ho trovata (sarà una mia mancanza)
Sempre la nostra dice che i terroristi sono cittadini tagiki; izviestija dice solo che non sono cittadini russi; non ne specifica la nazionalità.
https://iz.ru/1670621/2024-03-23/zaderzhannye-po-podozreniiu-v-terakte-v-krokuse-ne-iavliaiutsia-grazhdanami-rf?from=read_more
Possibile anche che l’ucraina li abbia pagati per fare l’attentato.
L’isis ha rivendicato per ovvie ragioni.
Maglio attenersi ai fatti che sono appunto di disagio socio economico nelle periferie , inclusa quela di Mosca, che c’è stato un attentato terroristico dove ci sono state vittime inermi; i russi non sono Putin, e che i 4 attentatori sono stati catturati
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