(Andrea Zhok) – Ogni tanto, di fronte a qualche crimine efferato, adeguatamente condito dai media, ci si sveglia e si pensa di avere il dovere civico di proporre una soluzione ad hoc.

Di solito queste soluzioni sono escogitate da qualche politico momentaneamente in ombra per infarcire la scuola con un’altra perdita di tempo a spese dell’apprendimento (vedi oggi la proposta di un'”ora di educazione all’affettivitĆ  e al rispetto”).

Quest’idea che l’educazione morale di una popolazione avviene con la scuola o con il diritto penale ĆØ una delle tante sciocchezze alimentate nel mondo contemporaneo.

L’educazione morale avviene a due livelli, nella famiglia e nella societĆ  nel suo complesso.

In un contesto come quello odierno di depotenziamento delle strutture famigliari avviene prevalentemente nella società, attraverso il sistema mediatico e le sollecitazioni provenienti dal sistema che può coltivare violenza, cinismo, nichilismo, oppure il suo opposto.

Ora, quali sono i messaggi che la nostra societĆ  comunica sistematicamente?

Riducendo al minimo, direi essenzialmente quattro:

1) l’assoluto soggettivismo dei valori (ognuno c’ha il suo);

2) una visione del futuro declinante e senza sbocchi;

3) un competitivismo senza regole in cui mors tua, vita mea;

4) il trionfo della legge del più forte travestita da chiacchiere ipocrite (un modello dove chi vince, comunque vinca, prende il banco, dove il più forte verrà applaudito e ossequiato da stuoli di servi a gettone, ecc.)

Ecco, in una societĆ  del genere che coltiva sistematicamente sopraffazione e frustrazione, l’unica cosa che stupisce ĆØ che il numero dei crimini efferati sia cosƬ basso.

Di fatto tutto rema a favore di una guerra hobbesiana di tutti contro tutti.

Se volete salvarvi l’anima smettete di intasare scuole e tribunali con toppe che servono solo a qualche politico per far finta di “fare qualcosa” e cominciate a lavorare per funzionamenti sociali virtuosi, a ridurre il tasso insopportabile di menzogne pubbliche, di doppi standard, a dare opportunitĆ  reali ai capaci e meritevoli, come recita la costituzione, a diminuire il senso soverchiante di ingiustizia e arbitrio che percola in ogni interstizio delle nostre vite quotidiane.

E se non sapete come fare, piuttosto che fare ammuina intasando di sciocchezze un sistema pubblico giĆ  a pezzi, recitate un rosario e fate silenzio.