
(Massimo Gramellini . corriere.it) – Quattromila persone stipate in un palazzetto ad ascoltare un guru indiano sono l’elefante in mezzo alla stanza. Per quel che voglio dire qui, non importa se il guru di Milano sia il nuovo Osho o l’ennesima Wanna Marchi. Quella folla variegatissima, e non liquidabile con una smorfia, è il sintomo di un bisogno generato da un malessere non solo economico, ma esistenziale. Fa fatica a capirlo la cultura ufficiale che, impregnata com’è di illuminismo, crede solo nella mente e in tutto ciò che si può misurare. Fa fatica a capirlo la scuola: i nuovi manuali di filosofia dedicano quasi più spazio al materialista Democrito che all’idealista Platone, il quale da venticinque secoli si ostina a ripeterci che esiste qualcosa di non percepibile dai sensi. Ma fa fatica a capirlo anche la religione, altrimenti non si spiegherebbe perché ha rinunciato a parlare di temi spirituali per concentrarsi su quelli sociali. E la politica? Ormai tutti i governi sembrano governi tecnici, dato che nessun partito coltiva più una visione del mondo e dell’uomo, e tutti litigano soltanto sui conti della spesa.
Alle persone spaventate dal futuro, la destra risponde speculando sulle paure e la sinistra irridendole, talvolta con disprezzo. E dovremmo stupirci se persino nella frenetica, pragmatica Milano il desiderio di rassicurazione e pace interiore riempie i palazzetti? Bisognerebbe ricordarsi che la favola più famosa del Novecento, il Piccolo Principe, lo è diventata per una frase: l’essenziale è invisibile agli occhi.
Gli piace mettere il cappello dappertutto, religione, spiritualità o supermercato che sia
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Facile parlare quando hai in tasca l’ultimo Iphone eh?
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Articolo che sembra scritto da quel matto novax che si spacciava per felino, pur essendo un quadrupede ragliante, quello amico del prof precario delle scuole medie private e discepolo di guenon.
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Ma “scritto” dove?… Magari! Un negazzociuccio acido buono solo a fare copia e ingolla di interminabili manuali di istruzione per lo scaldabagno, incapace forse anche di firmarsi.
Por favòr non evocarlo, ora che è miracolosamente in vacanza obbligata in sanatorio il blog ne ha guadagnato assai.
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Che articolo scemo, insulso, inutile… Non che m’aspettassi nulla di che da Gramellini sul Corriere della SerVa nientemeno, ma… che articolo stupido. Qualunque imb3cill3 sarebbe in grado di scrivere una caàta del genere, perfino Screnzie (l’esperto in tutto che sta al giornalismo come Bin Rignan sta alla politica), ma anche oggi, yeah, l’ha voluta scriver luilì!
L’unica cosa ragionevolmente giusta, la scrive quando scrive: “E la politica? Ormai tutti i governi sembrano governi tecnici…” Ma tolto questo, come sapientemente scrive qualcuno sopra, ha voluto mettere la boccaccia anche su questo, pur di mettercela come sempre fa, riuscendo altresì ad annojarci scrivendo la bojata del giorno anche oggi. E con l’iPhone in tasca (altra notevole cosa scritto da qualcun altro, sempre sopra).
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