La sinistra che “insorge” contro Marcello De Angelis fa venire in mente l’allora sindaco di Milano, Paolo Pillitteri che in un famoso video si scagliava contro i leghisti dell’Atm con una mitragliata di […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – La sinistra che “insorge” contro Marcello De Angelis fa venire in mente l’allora sindaco di Milano, Paolo Pillitteri che in un famoso video si scagliava contro i leghisti dell’Atm con una mitragliata di “fascisti, razzisti, nazisti, squadristi, vergogna”. Ok è grave che il portavoce della Regione Lazio neghi che dietro la strage di Bologna ci siano i suoi camerati Mambro, Fioravanti e Cavallini. Ok farà bene il presidente Rocca a farlo dimettere. Ma sarà sufficiente gridare al fascismo (razzismo, nazismo, eccetera) per indebolire Giorgia Meloni? Oppure, al contrario, la progressiva messa ai margini dello zoccolo duro (e nero) di Fratelli d’Italia non farà che rafforzare il profilo più “istituzionale” della premier e la sua leadership dei Conservatori europei? Se si ragionasse sulla realtà delle cose invece di gridare alla luna, il profilo umano e politico di De Angelis ci parlerebbe di un sopravvissuto di un mondo sconfitto come ce ne sono ancora parecchi. Che mosso dal suo risentimento personale (il fratello Nanni suicida in carcere in circostanze mai del tutto chiarite) si scaglia contro una memoria storica assodata dalle sentenze ma che lui ritiene falsificata. Finendo per colpire i vertici di quello stesso partito che gli ha trovato una poltrona. Ha fatto bene il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini a dirgli di ripetere, se ne ha il coraggio, le stesse cose ai familiari delle vittime della strage. Mentre il suo collega della Regione Lazio dovrebbe spiegare perché si è circondato di personaggi di tale opacità con imbarazzanti trascorsi piduisti ed estremisti. Come per un bisogno di protezione. O per saldare un debito di riconoscenza? Quanto all’opposizione, soprattutto quella del Pd, non è ben chiaro cosa voglia da Meloni.

Insistere sui vuoti di memoria rispetto alle trame nere e contestarle le mancate abiure del fascismo può essere cosa buona e giusta sul piano della difesa dei valori antifascisti. Però, per quanto ne sappiamo, è una campagna che non le ha sottratto un solo voto. Anzi, agitando i vari De Angelis le si fa un favore liberandola da una zavorra che non le serve più e che, probabilmente, finirà per ingrossare il partitino di Gianni Alemanno sempre più critico con la progressiva deriva atlantica e liberista di “Io sono Giorgia”. A contrastarla nel suo disegno di conquista dei ceti moderati (vedi sondaggi) non sarà certo l’allarme son fascisti quando, in autunno, l’assalto alla povertà e l’erosione dei redditi più bassi chiederanno all’opposizione molto più di una invettiva.