Al Quirinale aspettano di vedere l’ennesimo decreto omnibus (dentro c’è di tutto, dai taxi al granchio blu) per valutare come muoversi. Per ora, però, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è comunque […]

(DI WANDA MARRA – ilfattoquotidiano.it) – Al Quirinale aspettano di vedere l’ennesimo decreto omnibus (dentro c’è di tutto, dai taxi al granchio blu) per valutare come muoversi. Per ora, però, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è comunque propenso a firmarlo, nonostante i plurimi moniti a non far arrivare al Colle testi così disomogenei: la spiegazione ufficiosa è che il decreto non presenta particolari problemi costituzionali. Resta che stavolta il capo dello Stato è assai perplesso e certo non gli fa piacere vedere inascoltate le sue richieste: tanto più che – mentre finora i decreti erano diventati “decreti salsiccia”, come li chiama qualcuno scherzando, perlopiù nel passaggio in Parlamento – ora è lo stesso governo ad aver prodotto l’insaccato.
Basti dire che a febbraio Mattarella aveva promulgato il dl Milleproroghe con riserva sui balneari, esprimendo perplessità sul merito e sul metodo. In una lettera ai presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e alla premier Giorgia Meloni aveva sottolineato l’abuso della decretazione d’urgenza e delle norme disomogenee. In quel caso, se la prendeva con “gli emendamenti ai decreti-legge” e a come certe brutte abitudini producano “difficoltà interpretative e applicative”. A fine maggio, il capo dello Stato aveva addirittura convocato i presidenti delle Camere, sollecitandoli a non ammettere emendamenti del tutto estranei alle materie dei provvedimenti urgenti.
Ora, nell’ultimo Cdm prima della pausa estiva, il problema si ripropone e potrebbe anche innescare una relazione più conflittuale tra Meloni e Mattarella. Il Quirinale ha incassato dalla premier la promessa a ritornare sulle sue intenzioni di abolire l’abuso d’ufficio, ma non ha ancora visto passi in quella direzione. Nell’ultima settimana Mattarella ha parlato della “strage neofascista” di Bologna e Meloni evitava proprio quell’aggettivo. Senza contare che ci sono le Europee in arrivo. E il presidente vigilerà sul posizionamento europeo del nostro Paese, attento anche ai rapporti con Francia e Germania.
Tanto firmerà la qualsiasi!
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Tipo banana joe mette i timbri su qualsiasi pezzo di carta che gli passa sotto il naso.
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Dopo Pertini? Un “tonfo” istituzionale…….!!!
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E meno male che i DDL dovrebbero essere non solo di natura eccezionale, ma OMOGENEA.
I decreti Omnibus sono INCOSTITUZIONALI!!!!!
Così come la rielezione da PdR, del resto.
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