LA CROCIATA DI ELISA BARONE – Le 9 stranezze. A iniziare dalla disastrata sanità pugliese che paga da un decennio per la trasferta negli Usa della ragazzina malata, della madre e del fratellastro

(DI SELVAGGIA LUCARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Mentre la regione Puglia vive un autentico tracollo sanitario tra carenza di medici, tagli di servizi essenziali e un “buco” da 450 milioni di euro, proprio nella regione governata da Michele Emiliano esiste un caso unico in tutta Italia. Un caso che, da solo, dal 2013 ad oggi, è costato alla Asl di Lecce circa 10 milioni di euro. Più centinaia di migliaia di euro allo Stato italiano e sicuramente qualche milione a generosi donatori italiani.
Ma partiamo dall’inizio, perché la storia è complicata. Il caso in questione, famosissimo in Puglia e non solo, è quello di Giorgia, una bambina leccese nata nel 2008 con una sindrome chiamata Berdon, una malattia congenita rara che colpisce l’apparato digerente. Giorgia è figlia di Salvatore Pagano, un noto organizzatore di eventi e della 47enne Elisa Barone che ha un altro figlio (Giordano) di 4 anni più grande di Giorgia avuto da un precedente compagno. La signora Barone sceglie di rendere pubblica fin dal primo momento la sua vicenda esponendo la figlia sui media. Tramite personaggi noti come Al Bano raccoglie moltissimo denaro per sostenere presunte spese legate alla malattia. Per dire, l’ex calciatore della Lazio Ledesma raccolse per lei 560.000 euro. La signora, nel frattempo, non ha un legame stabile con il compagno e ottiene l’assegnazione di una casa popolare a Lecce. L’iter sanitario di Giorgia è complesso: la bambina pare stare bene per i primi 7 mesi, poi viene curata presso il Bambin Gesù di Roma prima e l’ospedale Maggiore di Parma poi. Dalla fine del 2009 viene presa in carico dall’ospedale Necker-Enfants Malades di Parigi, un’eccellenza mondiale nel settore trapianti. Nel frattempo la madre inizia con la figlia una serie di peregrinazioni tra Miami, Grecia, Inghilterra, Cleveland e Pittsburgh. Alla fine, nel 2015, Giorgia e la sua famiglia vanno a Pittsburgh: i primi 4 anni Giorgia attende in America il trapianto all’Upmc Children’s Hospital, nel 2019 viene trapiantata, dopo 4 anni, oggi, è ancora a Pittsburgh con madre e fratello.
Il travagliato iter negli anni è costantemente accompagnato da recriminazioni pubbliche della signora nei confronti della Asl di Lecce. Eppure, in Puglia il suo caso ha sempre irritato molte famiglie con bambini affetti da malattie complesse e disabilità gravi perché la sensazione è che Giorgia abbia sempre viaggiato su una corsia preferenziale. Nel 2012 Elisa Barone accusò pubblicamente la Asl di averle negato un volo umanitario: Giorgia aveva la febbre e lei da Lecce voleva portarla all’ospedale di Parma. Che poi, di voli umanitari la signora ne ha ottenuti un bel po’: il 15 dicembre 2009 un volo militare portò la bimba da Parma a Parigi. Nel 2014 altro volo ha portato Giorgia a Cleveland. L’11 settembre 2014 un Falcon va da Brindisi a Parma. Nel gennaio 2015 un Falcon si alza da Ciampino, va a Brindisi e poi a Parigi. Il 20 aprile 2015 un volo di Stato porta Giorgia, Giordano e la madre a Pittsburgh. Ci sarebbero poi alcuni viaggi in Inghilterra, Grecia e Miami, suppongo ancora con aerei di Stato. Se è vero che un’ora di volo su questi aerei costa circa 7.000 euro è facile fare i conti: solo questi spostamenti sono costati tra i 200 e i 400 mila euro.
Le condizioni della bambina rendevano impossibile affrontare voli su aerei di linea anche solo di 1 ora? In realtà pare di no, ma passiamo ad altro. E cioè alle stranezze che riguardano direttamente la gestione del caso Giorgia da parte della Asl di Lecce. Come dicevo, osservando le varie vicissitudini e le delibere dal 2013 in poi, risulta che per “il caso Giorgia” la Asl Lecce si sia spesso mossa in maniera inconsueta, spendendo circa 10 milioni euro.
La prima stranezza: come dicevo, dal dicembre 2009 la bambina era stata indirizzata all’ospedale specializzato Necker di Parigi. Nonostante fosse in carico in un centro di eccellenza, a partire dal 2011 e fino al 2014 è stata autorizzata a compiere costosi viaggi tra Miami, Inghilterra, Grecia. Da chi? Perché?
Seconda stranezza: nel 2014 la signora Barone si reca a Cleveland e a Pittsburgh. Qui il mistero si fa ancora più fitto. Nel luglio 2014 l’autorizzazione le viene negata proprio dalla Asl: la signora Barone si rivolge quindi al giudice del lavoro del Tribunale di Lecce. Che le dà ragione e di fatto costringe la Asl di Lecce a pagare 633.000 dollari di anticipo all’ospedale di Pittsburgh. Per un soggiorno di un mese per controlli. Nel preventivo spese viene autorizzata perfino un’auto catalogata come “spese di viaggio”. Sono oltre 11 mila euro. Tutto ciò per spostarsi fra i due centri che distano 200 chilometri?
Terza stranezza: Elisa Barone, Giorgia e Giordano si trasferiscono a Pittsburgh nell’aprile del 2015 perché la bambina possa entrare nella famosa lista d’attesa per il trapianto all’Upmc Children’s Hospital. Giorgia però a quanto pare non era un caso urgente, visto che passano ben 4 anni prima che, nel novembre 2019, le venga trapiantato l’intestino.
Nel frattempo nel luglio 2019 fa anche una vacanza in Puglia viaggiando con un normale aereo di linea. Come mai la bambina poté sostenere un volo di circa 14 ore con scalo mentre negli anni precedenti le era indispensabile un volo di Stato? E come mai cadde momentaneamente l’urgenza di trovarsi a Pittsburgh a pochi minuti dall’ospedale nel caso fosse arrivato l’organo compatibile? Si può sapere quando Giorgia entra in lista di attesa per il trapianto?
Quarta stranezza: la signora in un video ha dichiarato di aver effettuato circa 200 accessi al pronto soccorso in due anni. Sono stati fatti regolarmente controlli semestrali previsti dalla legge per valutare la situazione?
Quinta stranezza: perché pure al fratello Giordano sono state pagate decine di migliaia di euro dalla Asl di Lecce per l’assicurazione sanitaria?
Sesta stranezza: la signora Barone ha un rimborso fino a 9.000 euro al mese per vitto e alloggio. Sono stati fatti regolari controlli sulle note spese? Dalle delibera si evince che è stato presentato un conto di 105.921 euro solo per l’affitto di 2 anni e mezzo tra novembre 2018 e giugno 2021. Lo stipendio medio a Pittsburgh non supera i 44 mila dollari l’anno.
Settima stranezza: verso la fine del 2021 il centro regionale trapianti, in accordo con l’ospedale americano, dispone finalmente il rientro previsto a giugno 2022. Ad aprile 2022 però il consigliere regionale Paolo Pagliaro presenta un’interrogazione accusando la Asl di Lecce di voler negare a Giorgia il diritto alla vita. L’interrogazione contiene numerose imprecisioni sul caso. Fatto sta che la signora Barone informa di non poter rientrare per via di un intervento urgente per Giorgia, intervento talmente urgente che è stato effettuato sette mesi dopo e ha ingenerato altre spese.
Ottava stranezza: a quali terapie non disponibili in Italia o Europa la ragazzina sarebbe attualmente sottoposta in America? A quanto si desume dalla copiosa produzione video la ragazzina conduce una vita che, compatibilmente con la patologia, sembra abbastanza normale. Va a scuola, si alimenta, si idrata anche senza bisogno di nutrizione parenterale. Tutti gli altri casi di trapianto in America sono rientrati non appena terminato il periodo di osservazione. Se tutti i trapiantati all’estero dovessero rimanere vita natural durante nel luogo dove è avvenuta l’operazione, la sanità italiana fallirebbe.
Nona stranezza: perché la signora Barone afferma che ci sono accordi tra lei e le istituzioni di cui non può parlare? Cosa intende? E infine: perché il 21 giugno è sparita una delibera del 2015? Cosa conteneva? Un atto pubblico non dovrebbe essere cancellato senza alcuna spiegazione. E qui, di spiegazioni, ne servono parecchie.
Pare che ci stia marciando. Seguirò il caso sui quotidiani locali e chiederò in giro
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