
(Giuseppe Di Maio) – E’ difficile che dai talk show si possa tirar fuori uno spunto di meditazione, ma non impossibile se i protagonisti sono di livello. Il rapido battibecco dell’altra sera tra Cacciari e Travaglio ha scoperto alcune delle domande inevase della politologia nostrana. Da dove vengono i consensi alla destra? Com’è possibile che il partito di “legge e ordine” si sia trasformato in quello dei ladri e della permissività? Come fanno a stare insieme un partito del territorio come la Lega e uno patriottico come FdI? A queste si aggiungono: esiste veramente una destra sociale? E’ questa maggioranza promotrice della rivoluzione liberale?
Ancor prima della mia maggiore età, complice gli ormoni e il desiderio di partecipare alle cose dei grandi, ebbi l’occasione di far parte del FdG (Fronte della Gioventù) un’organizzazione giovanile della destra. La mia prima campagna elettorale fu quella del ’72 che vide gli storici voti del MSI raddoppiare. Sebbene il mio punto di osservazione fosse angusto, mi feci presto un’idea sull’orientamento ideale di quel milione e mezzo di voti che erano diventati tre. Stavano insieme retrogradi conservatori, nostalgici del ventennio, convinti liberali, monarchici, e radicali. Ma il grosso del popolo missino era conservatore: a me Almirante aveva detto di persona che tagliassi i capelli.
Siccome il pensiero critico destrorso non ha avuto lo stesso peso dello speculare sinistrorso, nessuno si è preoccupato di annotare la mutazione avvenuta nella proposta politica e nell’elettorato di destra così come è avvenuto per la sinistra. Anche la destra ha cambiato pelle e consenso. I già sparuti radicali dei miei tempi, che maneggiavano malamente il desiderio di riforme sociali ma meglio le spranghe nelle manifestazioni, sono tuttora lo stesso numero; i nostalgici e gli antiquati conservatori sono tutti morti, e i loro figli (conservatori di “sinistra”) votano PD e i partiti di centro; tutti gli altri hanno seguito la massa degli elettori vomitata dagli storici partiti di massa della prima repubblica che hanno votato prima Bossi e poi Berlusconi.
Da quando la destra ha smesso di essere idea è diventata popolo, ovvero un soggetto che vaga in perenne ricerca di vantaggi. Berlusconi ne aveva inseguito e intercettato la natura, mentre la sinistra l’ha rifiutata, sostituendo per suo conto la proposta razionale del giusto con l’offerta di deboli obiettivi civili propri del mondo conservatore. E’ qui che si registra il limite ideologico di Travaglio a cui sfugge la lunga mutazione sociale degli anni ’70 e dell’epoca successiva alla caduta del Muro. Un mondo nuovo durante il quale è migrato a sinistra tutto l’elettorato radicale, e a destra l’enorme miscuglio reazionario, ovvero: da una parte chi vuole cambiare la società e dall’altra chi vuole cambiare solo il proprio posto in essa. Ma il limite è anche di Cacciari, che non coglie la natura di banda della destra attuale, una masnada tripartita senza idee e senza programma che considera i vertici della democrazia il luogo per acquistare benefici.
…”ancor prima della mia maggiore età, complice gli ormoni” e il “desiderio di partecipare alle cose dei grandi”, “ebbi l’occasione di far parte del FdG (Fronte della Gioventù)”, “un’organizzazione giovanile della destra”.
Però!…. Che pedigree.
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Io de nome me ‘ricordavo che era Fronte der Porco.
Je stava pure mejo, come film.
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…”il limite ideologico di Travaglio, a cui sfugge”….
…”ma il limite è anche di Cacciari, che non coglie”….
Lui genio invece sì che ne capisce, complice gli ormoni. E il desiderio di partecipare alle cose dei grandi.
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L’ultima parte dell’articolo è una fotografia.👏🏻😃🤬
Il mio voto positivo è per quella.
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Negli anni della seconda occupazione (1977/78) fra gli slogan più gettonati c’era:
Fronte della gioventù
tutti quanti a testa in giù!
Ma il più memorabile:
Cloro al clero
Diossina alla DC
Piombo piombo piombo MSI!
Non c’è che dire, tutti peace and love da destra a sinistra ma il cuore non potrà mai stare a destra…
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Mah, ho visto la puntata di Otto e Mezzo proprio ier sera e mi sono soffermato a lungo sul battibecco tra Cacciari e Travaglio, senza, a dir la verità, riuscire a capire bene cosa si stessero dicendo entrambi, dato che, per mia personale sensazione, avessero entrambi ragione. Ci ho riflettuto per ore, ma senza venirne a capo, e l’ho quindi parcheggiata lì, in attesa di delucidazioni. Ho appena letto questo articolo nella speranza di capire qualcosa in più (tra l’altro, casco dalle nuvole: CHI È Giuseppe Di Maio? Non so chi sia: in rete su Google con “giuseppe di maio giornalista” non ottengo risultati, insomma, casco dal pero!).
Ok, qualcosina l’ho recepita, ma lo scritto non (mi) fornisce davvero una reale risposta. Sono al punto di partenza… Voi che avete capito meglio di me di sicuro… che avete capito? 🤔😊
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Non sono d’accordo. Semplicemente le vecchie generazioni, quelle che seguivano un’ideologia, stanno scomparendo per sopravvenuta morte fisica. Le nuove generazioni sono di “destra” o di “sinistra” un po come sono della Roma e della Lazio: tradizione familiare.
Chi vota a destra sceglie tra i tre partiti possibili quello che gli sembra più “nuovo” o più “maggioritario” in quel momento.
Dei contenuti frega niente a nessuno, almeno finché non gli toccano il proprio orticello.
Poi per carità, ci sono le eccezioni, ma il grosso del corpo elettorale (ripeto: di destra e sinistra) ragiona così.
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