
(Massimo Gramellini – corriere.it) – La nuova egemonia culturale è il cattivismo, strano impasto di realismo brutale spacciato per sincerità. L’ultima testimonianza arriva da Trieste, dove il sindaco Dipiazza, invitato a commentare il costo di una fetta di Sacher nella pasticceria omonima (quasi 10 euro), ha risposto infastidito: «Basta polemiche, sono un ottimista: se hai i soldi ci vai, sennò guardi». Non riesco a cogliere il nesso tra l’ottimismo e il suo non troppo articolato pensiero. Colgo invece benissimo il disprezzo di un pubblico amministratore per chi non può permettersi di pagare ai figli una merenda di lusso e deve lasciarli con il naso appiccicato alla vetrina. Un disprezzo ostentato, anziché nascosto dietro le formule ipocrite ma rispettose che avrebbe usato un sindaco democristiano del secolo scorso. Da sempre nelle feste della vita ci sono gli invitati, gli imbucati e quelli che devono accontentarsi di guardare da fuori. Un concetto così riassunto da un vecchio presidente di calcio, il diversamente alfabetizzato Massimino: «C’è chi può e chi non può: io può». Solo nel migliore dei mondi possibili «chi può» si sforza di condividere con «chi non può». Ma solo nel peggiore succede che si metta addirittura a sfotterlo. Oltre che amorale, è un comportamento stupido, perché poi diventa difficile evitare che la frustrazione dell’escluso si trasformi in rabbia. Mai ostentare il tuo privilegio, dicevano i saggi nell’era precattivista, altrimenti anche una fetta di Sacher rischia di rimanerti sullo stomaco.
Beh, per chi conosce Trieste è la normalità, penso che sia la città più altezzosa d’Italia. Poi il ragionamento non fa una piega, anch’io non entro nei negozi di lusso come la maggior parte degli italiani, perché per un bar non dovrebbe essere così? Di bar mediocri ne trovi uno in ogni angolo , gramellini hai toppato, se vuoi la Sacher che costa poco la trovi al supermercato.
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Torino
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il solito articolo da latte alle ginocchia.
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Davvero.
Domani provo ad andare da Armani a comprarmi un Armani privé.
Altrimenti la mia frustrazione dell’esclusa si trasformerà in rabbia.
Perché io no?
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Carolina guardi qua
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Capisci cosa distingue una fascista come te dal resto dell’umanità?
Tu sbrodoli compiacendoti delle esibite differenze di casta, basate ESCLUSIVAMENTE sui denari a disposizione, mentre in una democrazia compiuta ci si attiva per annullarle. La qualità dovrebbe essere accessibile a tutti e non a pochi ingordi esibizionisti.
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Attivati per buttare nella monnezza il tuo cervelletto
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@gran lupomannaro
Anche la pace nel mondo.
Purtroppo non è così, il vestito privè non me lo.posso.permettere., ma perché il vestito è fascista e la torta di lusso no? E quelli che vorrebbero il Ferrarino? In una” democrazia” compiuta dovrebbero averlo tutti, no? Che facciamo solo la torta di lusso per i poveracci? Otto miliardi di Ferrari, perché i poveri devono girare in Panda?
Ma si rende conto di quello che scrive?
Magari per la torta una soluzione c’è: in casa viene benissimo., e non c’è bisogno di andare in quella pasticceria, ce ne sono mille altre.
Come ci sono bei vestiti anche nelle linee meno costose o buone macchine che funzionano benissimo a un terzo del costo.
E non c’è bisogno di emulare l’ evidentemente ” fascista” Saviano che si può permettere l’attico a NY mentre io no.
L’invidia sociale è una brutta bestia, che avvelena la vita e fa odiare gli altri.
Non ci sono solo gli oggetti a farci felici. E chissenefrega della torta a dieci euro.
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