Il premier Meloni ha lanciato l’idea di istituire il liceo del “made in Italy” che servirà proprio a formare i prossimi professionisti del settore.

(di Davide Manlio Ruffolo – lanotiziagiornale.it) – Se c’è qualcosa che mette d’accordo l’intera maggioranza è l’astio verso il Reddito di cittadinanza. Non passa giorno senza che le destre si riempiano la bocca di ricette surreali legate al mondo del lavoro, infarcite di critiche gratuite nei confronti del sussidio contro la povertà. Ce lo hanno ricordato sia il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida che la premier Giorgia Meloni in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly.
Il primo si è letteralmente superato con una serie di dichiarazioni al vetriolo: “In Italia non c’è lavoro e quindi se ci tolgono il Reddito di cittadinanza noi siamo costretti ad andare a rubare. Prima di andare a rubare io volevo segnalare anche a loro che esistono migliaia di posti di lavoro che sono occupati da persone che lo fanno con dignità e anche ben pagati. C’è un pezzo oggi di comunicazione che vuole far passare il lavoro come una cosa meno degna di percepire un Reddito senza lavorare”.
IL PREMIER MELONI HA LANCIATO L’IDEA DI ISTITUIRE IL LICEO DEL “MADE IN ITALY” CHE SERVIRÀ PROPRIO A FORMARE I PROSSIMI PROFESSIONISTI DEL SETTORE
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la premier, giunta all’evento per esprimere la propria vicinanza al comparto vinicolo e agrario che attraverso Coldiretti lamenta la mancanza di lavoratori, che nel corso del suo intervento si è detta d’accordo con Lollobrigida e dopo ha lanciato l’idea di istituire il liceo del ‘made in Italy’ che servirà proprio a formare i prossimi professionisti del settore. Intendiamoci non c’è nulla di male nel proporre questo nuovo indirizzo di studi, malgrado non sia una novità ma una rivisitazione del liceo economico-sociale inaugurato ai tempi in cui la ministra della scuola era Maria Stella Gelmini, ma è il modo in cui lo si è proposto che ha fatto storcere la bocca a tanti.
Questo perché nel presentare questo progetto la Meloni si è fatta prendere la mano affermando che “per me questo è il liceo, perché non c’è niente di più profondamente legato alla nostra cultura”. Poi rivolgendosi agli studenti dell’agrario ha aggiunto di voler fare “i complimenti a questi ragazzi” in quanto “siete stati molto lungimiranti” perché si dice che con la scelta “del liceo avreste avuto uno sbocco mentre con un istituto tecnico avreste avuto soltanto opportunità minori. Ma tutti dimenticano che in questi istituti c’è una capacità di sbocco professionale molto più alta di altri percorsi”.
Insomma la Meloni a parole si dimostra attenta alle istanze del settore agricolo, salvo poi prendere decisioni politiche in materia ambientale che vanno in senso contrario e che sul lungo periodo rischiano di mettere in ginocchio l’intero comparto.
A far notare questa curiosa posizione è il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, che fa notare: “Se entro il 2050 le temperature medie salissero di 2 gradi centigradi, come è previsto senza interventi, il 56% delle attuali regioni vitivinicole nel mondo potrebbe sparire. Se la Presidente Meloni intende sostenere questo settore, smetta di lavorare al prolungamento senza fine dell’era fossile, i cui effetti mettono a rischio tutta la filiera. L’unica migrazione che deve fermare è quella dei vitigni a quote più alte o verso nord!”.
DONNO: “IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA HA PERSO UN’ALTRA OCCASIONE PER TACERE”
Critiche anche dal Movimento 5 Stelle che ieri attraverso Leonardo Donno, deputato del M5S componente della commissione Bilancio, ha risposto per le rime al titolare del dicastero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare: “Il ministro Lollobrigida ha perso un’altra occasione per tacere. Nessuno di noi ha mai detto che è meglio prendere il Reddito di cittadinanza che andare a lavorare. Su una cosa, però, bisogna essere chiari: in tutti i settori, compresa l’agricoltura, il lavoro deve essere pagato in modo dignitoso e, altresì, deve rispettare le norme in materia di salute e sicurezza, che non possono né devono essere sacrificate sull’altare del profitto”.
Eppure la maggioranza sembra non curarsi più di tanto delle condizioni del lavoro, come appare evidente anche dal fatto che continua a boicottare il salario minimo adducendo che è una norma di equità sociale fortemente osteggiata da Confindustria. “Per l’ennesima volta la Destra ha sferrato un attacco gratuito contro il Reddito di cittadinanza per strappare qualche applauso e guadagnarsi i titoli dei giornali amici. Un teatrino imbarazzante” per il quale, prosegue il pentastellato, “consigliamo al ministro Lollobrigida di leggere il VI Rapporto agromafie e caporalato realizzato dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil: scoprirà che nel 2021 sono stati circa 230mila i lavoratori irregolari nei campi, tra loro ben 55mila donne”.
“Un esercito di sfruttati, italiani e stranieri, che rappresenta oltre un quarto dell’intera forza lavoro in agricoltura. È giunta l’ora che il Governo la smetta di offendere i cittadini e pensi a risolvere i loro problemi reali”, conclude Donno.
meglio il liceo …linguistico!
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Che non ha frequentato. Ha frequentato l’alberghiero ramo linguistico
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Se fosse stato applicato a tutti i parlamentari l’ obbligo di rimanere in parlamento in particolare ed in generale ai politici di inguattarsi in ogni buco, per un massimo di 10/15 anni, avremmo risolto il problema della manodopera nel settore agricolo e turistico. ……sai quante braccia tolte ai campi ed ai tavoli in 70 anni di poltronificio , di cui l’ unico sudore del lavoro è quello delle chiappe con la calura estiva! È il cosiddetto Rdc : reddito di chiappa a tempo indeterminato, con emolumento, pensione e vitalizio da tribuna vip!
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Beata ignoranza, la Melona urlatrice maco è a conoscenza che i licei agricoli sono già esistenti
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Non è beata ignoranza è fare finta contando si sulla ignoranza degli italiani,
Esistano già da tempo
A Todi l’istituto agrario più antico d’Italia, modello di modernità
Era il 17 maggio del 1863 e inaugurava, in anticipo rispetto al previsto, il primo istituto agrario d’Italia, a Todi.
oggi dopo 160 anni Perché scegliere l’Istituto Tecnico Agrario, Agroalimentare e Agroindustria
Perché scegliere l’Istituto Tecnico Agrario, Agroalimentare e Agroindustria
L’Istituto Tecnico Agrario, Agroalimentare e Agroindustria è una scuola superiore che fornisce una preparazione teorica e pratica nel campo del settore agricolo e della gestione del territorio.
Se ti diplomerai in Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, otterrai la qualifica di perito agrario: saprai organizzare il lavoro nelle aziende agricole, controllare la qualità dei prodotti e promuoverne la vendita, controllare le spese, eseguire operazioni catastali…
Dopo il diploma avrai diverse possibilità:
Se deciderai di cominciare subito a lavorare, gli ambiti in cui troverai impiego saranno moltissimi:
Direzione di aziende agricole
Consulente per la qualità
Perito per i danni alle colture
Vivaista
Allevatore
Operatore in mangimifici, macelli, cantine…
Manutentore di aree pubbliche (parchi, aree verdi…)
Se deciderai di studiare all’Università, potrai scegliere tra diverse facoltà. I corsi di laurea più indicati per i periti agrari sono:
Scienze Forestali
Medicina Veterinaria
Scienze Geologiche
Scienze Biologiche e Naturali
Potresti anche decidere di frequentare un ITS (Istituto Tecnico Superiore) nell’ambito delle Nuove Tecnologie per il Made in Italy. Se vuoi capire cos’è un ITS, come funziona o quali indirizzi ti interessano di più, visita la sezione “Formazione Post Diploma” del sito di Plan Your Future.
Cosa si studia
All’Istituto Tecnico Agrario le materie del primo biennio sono uguali per tutte le classi.
Oltre alle materie “classiche” (italiano, matematica, Inglese, Storia…) ci sono le materie “tecniche”:
Fisica
Chimica
Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica
Tecnologie Informatiche (solo il primo anno)
Scienze e Tecnologie Applicate (solo il secondo anno)
Al secondo anno dovrai scegliere l’indirizzo per il triennio tra Produzioni e trasformazioni, Gestione dell’Ambiente e del Territorio e Viticoltura ed Enologia.
Se sceglierai Produzioni e Trasformazioni studierai:
Produzioni Animali
Produzioni Vegetali
Trasformazione dei Prodotti
Economia, Estimo, Marketing e Legislazione
Genio Rurale (solo nel secondo biennio)
Biotecnologie Agrarie (solo il quarto e quinto anno)
Gestione dell’Ambiente e del Territorio (solo l’ultimo anno)
Se sceglierai Gestione dell’Ambiente e del Territorio studierai:
Produzioni Animali
Produzioni Vegetali
Trasformazione dei Prodotti
Genio Rurale
Economia, Estimo, Marketing e Legislazione
Gestione dell’Ambiente e del Territorio (solo l’ultimo anno)
Biotecnologie Agrarie (solo nel primo biennio)
Se sceglierai Viticoltura ed Enologia studierai:
Produzioni Animali
Produzioni Vegetali (solo nel secondo biennio)
Viticoltura e Difesa della Vite (solo l’ultimo anno)
Trasformazione dei Prodotti (solo nel secondo biennio)
Enologia (solo l’ultimo anno)
Economia, Estimo, Marketing e Legislazione
Genio Rurale (solo nel secondo biennio)
Biotecnologie Agrarie (solo il quarto anno)
Biotecnologie Vitivinicole (solo l’ultimo anno)
Gestione dell’Ambiente e del Territorio (solo l’ultimo anno)
Come avrai notato, molte materie sono le stesse per tutti e tre gli indirizzi anche al triennio: la differenza sta nel numero di ore in cui la materia viene insegnata e nei campi su cui si focalizza (per esempio, in Viticoltura ed Enologia le varie materie approfondiranno maggiormente l’ambito della coltura della vite, della produzione del vino e simili).
Quante ore si studia
Dato che questo è un istituto tecnico, si dà molta importanza alla pratica: nel primo biennio le ore annue di laboratorio sono 264, diventano 561 nel secondo biennio e si riducono a 330 l’ultimo anno.
La quantità di ore che passerai a studiare a casa dipenderà da quanta attenzione presterai in classe e dal tuo metodo di studio.
https://blog.planyourfuture.eu/scuola-superiore/perche-scegliere-listituto-tecnico-agrario-agroalimentare-e-agroindustria/
L’unica materia che manca è COME DIVENTARE BRACCIANTE MADE IN ITALY
La Vanoni cantava
È uno di quei giorni che
Ti prende la malinconia
Che fino a sera non ti lascia più
per me e diventato tutti i giorni MI prende la melanconia CHE NON MI LASCIA PIU’
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👏👏👏👏👏😂😂😂😂😂
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sull’ignoranza
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La Meloni e suo cognato (ministro) Lollobrigida (tanto per ricordarci che questo è il governo della meritocrazia che viene tradotto in cognatocrazia) invitano i giovani ad andare a lavorare nei campi. Ovviamente loro che tanto parlano di “braccia rubate all’agricoltura” non hanno MAI passato una sola ora a zappare la terra perché altrimenti non parlerebbero così a sproposito. Fanno la morale dall’alto dei loro stipendi di 500 euro/giorno alle spalle dei contribuenti a quelli che dovrebbero andare a sgobbare nei campi per paghe da fame. Ma che andassero a dar via…..
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Quali giovani? Quelli nati da famiglie con reddito medio-basso ovviamente.
I figliol prodighi di Calenda, Renzi, Salvini, Berlusconi, Meloni&Co. a 18 anni si son ritrovati o si ritroveranno già con un conto corrente milionario.
E prima di allora avranno frequentato solo scuole private e club esclusivi.
A Lady Aspen Meloni, che si auto-definisce underdog, chiederei se manderebbe mai la sua principessina straviziata a spietrare i terreni a mani nude, a spaccarsi la schiena con casse traboccanti di frutta o a svolgere lavori comunque pesanti e ripetitivi che ti spappolano il cervello peggio del crack.
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