(Angelo Vitolo – lidentita.it) – C’è il primato del vino nell’export del Made in Italy: fino a domani a Verona Vinitaly si conferma la piattaforma b2b internazionale del prodotto vitivinicolo. Oltre 4mila le aziende espositrici da più di 30 nazioni, 100mila metri quadrati di esposizione per la 55esima edizione che attende soltanto dall’estero 25mile presenze da oltre 130 Paesi, 1.000 top buyer da 68 nazioni in arrivo a Verona grazie alla collaborazione con Ice e 10mila appuntamenti d’affari già fissati dal matching online.

Numeri al top, per il vino del nostro Paese, nei dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia, con una bilancia commerciale in attivo di 7,4 miliardi: l’industria vitivinicola nazionale vale 31,3 miliardi e impegna 530mila aziende con circa 870mila addetti. Una filiera strategica per l’economia, cui sono giunte le attenzioni del Governo. “Siamo primi produttori al mondo, secondi consumatori al mondo e terzi esportatori al mondo – ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivando a Vinitaly con il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia – . E’ nostro interesse e nostro dovere sostenere questo mondo anche con il ricambio generazionale, perché questo settore funziona anche e soprattutto grazie alla capacità di mettere insieme tradizione e modernità, quindi famiglie e una tradizione che arriva da molto lontano. Famiglie che riescono grazie al ricambio generazionale a stare nella modernità”. “Per questo motivo – ha precisato – abbiamo investito e investiamo moltissimo su diverse misure, come la decontribuzione per chi assume in agricoltura giovani sotto i 36 anni, per supportare le attività di imprese che nascono prevalentemente grazie ai giovani, per fare tutto quello che serve alla continuità di un settore fondamentale”.

A Vinitaly – dove i ministri Sangiuliano e Lollobrigida hanno voluto la mostra Bacco Divino con i due Bacchi di Caravaggio e Reni prestati dal Museo degli Uffizi di Firenze – anche il ministro Adolfo Urso, che ha ribadito il suo impegno per il vino di qualità italiano nel mondo e la ministra Daniela Santanchè, che ha rilevato come il turismo esperenziale aiuti la destagionalizzazione, grazie all’arrivo di 10 milioni in occasione della vendemmia.

Un’occasione – la mostra – per fare il punto sul Sistema Vino. Come nelle osservazioni di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative: “La filiera vitivinicola cooperativa è tre volte italiana: per prodotto, produttori e territorio. Le eccellenze dei nostri vini sono un volano di economia e di sviluppo. L’export vola con un +9,8% rispetto allo scorso anno e il fatturato a 1,63 miliardi. Sono 7.800 gli occupati diretti delle cooperative vitivinicole, che generano un indotto occupazionale che supera i 400mila addetti in tutta la filiera e nei settori ad essa collegati, fino al trasporto”. Un settore che avanza convintamente nel green: “Solo nell’ultimo anno le nostre cantine hanno investito 110 milioni, gli investimenti sfiorano i 700 milioni negli ultimi 10 anni. Lo scorso anno 8 cantine su 10 hanno intrapreso almeno un’iniziativa concreta riconducibile allo sviluppo sostenibile. Quasi 1 cantina su 2 ha avviato percorsi formativi e informativi. Il 31,8% ha investito sul risparmio energetico e sulla riduzione dei consumi. Il 22,7% ha scelto di promuovere l’eco-innovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente e il 18,2% ha promosso iniziative rivolte al riciclo e al riuso dei materiali. Il 19,1% ha scelto l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto”.