Intercettazioni: Nordio è smentito pure dall’Onu

Il 18 gennaio, in Senato, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, pur rassicurando che non vi saranno modifiche normative per quanto riguarda le intercettazioni relative a criminalità organizzata e terrorismo, ha ripetuto l’affermazione che […]

(DI PIERCAMILLO DAVIGO – Il Fatto Quotidiano) – Il 18 gennaio, in Senato, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, pur rassicurando che non vi saranno modifiche normative per quanto riguarda le intercettazioni relative a criminalità organizzata e terrorismo, ha ripetuto l’affermazione che secondo lui non è mai accaduto che in conversazioni intercettate qualche mafioso abbia fornito prove di reati commessi o in corso. La tesi è totalmente errata, come sa bene chi ha trattato procedimenti di criminalità organizzata, ma vi è un fatto di straordinaria importanza che evidentemente il ministro ignora. Nella sentenza-ordinanza di rinvio a giudizio del maxi-processo di Palermo (procedimento contro Abbate Giovanni + 706) depositata l’8 novembre 1985, che vide per la prima volta sottoposti per associazione di tipo mafioso appartenenti e vertici di Cosa Nostra siciliana, viene indicata quale riscontro alle dichiarazioni di Tommaso Buscetta sulla struttura dell’associazione un’intercettazione ambientale effettuata in Canada dalla Royal Canadian Mounted Police (le Giubbe Rosse di film e fumetti). In tale intercettazione, effettuata nel 1974 in un bar di Montreal di proprietà di Violi Paul, un appartenente a Cosa Nostra siciliana, si presenta a membri ritenuti di Cosa Nostra americana (Violi Paul e Sciarra Pietro) e descrive la struttura di Cosa Nostra, indicando i nomi dei suoi superiori gerarchici, capo famiglia, capo mandamento, rappresentante di provincia.

Sono certo che nella biblioteca del ministero di Giustizia è presente la ordinanza-sentenza, in cui sono trascritte le intercettazioni. Per inciso, quelle intercettazioni furono effettuate nel maggio 1974, senza autorizzazione del giudice, poiché tale autorizzazione fu introdotta solo nel successivo mese di giugno, ma furono ritenute utilizzabili in Italia perché conformi alla normativa canadese (in Italia non erano ancora consentite intercettazioni ambientali). Così il ministro potrà verificare che le sue affermazioni sull’eccessivo numero di intercettazioni in Italia rispetto ad altri Paesi e segnatamente a quelli anglosassoni, sono a dir poco imprecise.

Il ministro si inserisce in una terribile tradizione italiana di scarsa memoria. Lo storico inglese John Dickie, nel volume Cosa Nostra. Storia della mafia siciliana, dà conto dei rapporti redatti dal questore di Palermo, Ermanno Sangiorgi, tra il novembre 1898 e il gennaio 1900, e rimasti sepolti nell’Archivio centrale dello Stato, con i quali, oltre 80 anni prima di Buscetta si descriveva la struttura di Cosa Nostra. Meritoriamente la Direzione investigativa antimafia (Dia), allora diretta dal Generale di divisione, Giuseppe Governale, dell’Arma dei carabinieri, li ha pubblicati nel 2020. Lo stesso Generale ha pubblicato nel 2021 un volume dall’eloquente titolo: Sapevamo già tutto. Chissà se questi testi sono presenti nella biblioteca del ministero di Giustizia. Peraltro, il ministro ribadisce l’intenzione di intervenire in materia di intercettazioni in settori diversi da quelli relativi al crimine organizzato e al terrorismo, salvo che siano reati satelliti (qualunque cosa questo voglia dire).

Nella biblioteca del ministero è certamente presente anche il testo della Convenzione di Merida adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003 e ratificata dall’Italia con legge 3 agosto 2009, n. 116. L’art. 50 comma 1 della Convenzione stabilisce: “1. Per combattere efficacemente la corruzione, ciascuno Stato, nei limiti consentiti dai principi fondamentali del proprio ordinamento giuridico interno, e conformemente alle condizioni stabilite dal proprio diritto interno, adotta le misure necessarie, con i propri mezzi, a consentire l’appropriato impiego da parte delle autorità competenti della consegna controllata e, laddove ritenuto opportuno, di altre tecniche speciali di investigazione, quali la sorveglianza elettronica o di altro tipo e le operazioni sotto copertura, entro il suo territorio, e a consentire l’ammissibilità in tribunale della prova così ottenuta”. Nella sorveglianza elettronica rientrano le intercettazioni, anche ambientali, ivi compreso il captatore informatico (trojan horse) quindi l’entusiasmo con cui alcuni partiti salutano la limitazione delle intercettazioni in ambito di reati contro la Pubblica amministrazione, dovrebbe essere raffreddato rispetto all’ipotesi di violare una Convenzione Onu. Inoltre, le operazioni sotto copertura, ora previste, ma per le quali mancano norme di attuazione in materia di corruzione, non sono a oggi effettuate e anche questa è una violazione della Convenzione. Infine, l’art. 19 della Convenzione intitolato “Abuso d’ufficio” stabilisce: “Ciascuno Stato esamina l’adozione delle misure legislative e delle altre misure necessarie per conferire il carattere di illecito penale, quando l’atto è stato commesso intenzionalmente, al fatto per un pubblico ufficiale di abusare delle proprie funzioni o della sua posizione, ossia di compiere o di astenersi dal compiere, nell’esercizio delle proprie funzioni, un atto in violazione delle leggi al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per un’altra persona o entità”. Più o meno, forse un po’ di più, di quello che prevede l’attuale art. 323 del Codice penale, che il ministro si accinge a riformare.

Insomma, il programma di riforme ventilato si scontra con la Convenzione delle Nazioni Unite, a tacere di quelle del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea. Con qualche altro progetto di violazione delle Convenzioni internazionali possiamo candidarci a diventare un “paradiso” per i delinquenti o persino uno Stato canaglia.

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15 replies

  1. E pensate che Nordio ha fatto il PM per 40 anni, vi immaginate che tipo di indagini faceva? Un pò come Carta-Bia la maghetta che ha fatto sparire il codice penale, presidentA emeritA della corte costituzionale. E non sa distinguere un tribunale da un phon (M.Travaglio dixit)

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    • Ci pensi bene, bene. Provi a immaginare tutte le motivazioni che spingono le persone a fare oppure a non fare. È riuscito? Ha individuato quella potente, assolutamente probabile, facilmente intuibile ? Ecco, ha visto? Si è risposto.

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  2. Questo è il ministro che più di tutti gli altri è stato voluto dalla presidenta meloni addirittura molto di più di Lollobrigida all’agricoltura della nazione italica pattriottica .Siamo rovinati🤔

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  3. Queste cose succedono dopo il governo dei cialtroni. Chissà perché, prima, non si sarebbero mai sognati di favorire, in modo così sfacciato, mafiosi, ladri e Corrotti. Perché Adesso si possono permettere tutto, senza argine, essendosi evaporata l’ultima credibilità. … Anche quella di De Raho, per il fatto di essersi arruolato col partito dei cialtrobuffoni.

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  4. Dal sole “congresso PD, i tifosi che non ti aspetti: conte spera in bonacini”. L’ennesima dimostrazione di quanto è cialtrobuffone! Bonacini, ah ah, il peggio del peggio del peggio!

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  5. Mer..Nordio degno ministro della repubblica delle banane, degno ministro di una repubblica di mafiosi, ladri e corrotti. Proviamo a firmare tutti la petizione lanciata da Gomez sul fq per cercare di mandarlo AFC.

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  6. Fdi per la prima volta sotto il 30! Ma che succede a qualche ladromafiosocorrotto? Mica si sarà convertito?

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  7. Grazie, DomenicoCalabria, per averci detto della petizione del Fatto Quotidiano, e che personalmente m’era sfuggita!

    Chi volesse, può cliccare il LINK e firmare la suddetta petizione indetta dal Fatto Quotidiano ed ospitata da Change.org.

    Un saluto a tutti,

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