Covid, giù tutti i dati: -38% contagi e -25,7% morti in 7 giorni

Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Scendono anche ricoveri ordinari (-16,8%) e terapie intensive (-2,8%)

(adnkronos.com) – Contagi, ricoveri e morti per Covid in calo in Italia nell’ultima settimana. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio. I nuovi casi Covid nell’ultima settimana vedono una riduzione del 38,2%.

“Dai 135mila della settimana precedente crollano a quota 84mila, con una media mobile a 7 giorni sopra i 12 mila casi al giorno”, spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, illustrando il monitoraggio indipendente della Fondazione, relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio. In calo anche i casi attualmente positivi (353.643 contro 406.182) e le persone in isolamento domiciliare (346.912 contro 398.147).

“I nuovi casi – continua Cartabellotta – calano in tutte le regioni: dal -10,9% della provincia autonoma di Bolzano al -50,3% della Liguria. In tutte le province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -4,8% di Crotone al -60,9% di Sassari). In nessuna provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100mila abitanti“. In calo anche gli altri indicatori. “Sul fronte degli ospedali – evidenzia Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – calano i ricoveri in area medica (-16,8%) e in terapia intensiva (-2,8%)”.

In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica hanno raggiunto il massimo di 347 il 12 novembre e sono scesi a quota 310 il 12 gennaio. In area medica è stato raggiunto il massimo di 9.764 il 12 dicembre, con un calo a quota 6.421 il 12 gennaio. Al 12 gennaio, il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 10,1% in area medica (dallo 0% della Valle d’Aosta al 30,8% dell’Umbria) e del 3,1% in area critica (dallo 0% della Valle d’Aosta al 7,9% dell’Umbria). “In diminuzione il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 28 ingressi/al giorno rispetto ai 36 della settimana precedente”.

Scendono del 25,7% anche i decessi (576 negli ultimi 7 giorni, di cui 32 riferiti a periodi precedenti), con una media di 82 al giorno rispetto ai 111 della settimana precedente.

Non decolla la campagna vaccinale con solo il 30% di anziani e fragili coperti con la quarta dose. Lo evidenzia il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio. “Purtroppo la campagna vaccinale rimane sostanzialmente al palo, sia per una scarsa incisività della comunicazione istituzionale, sia per le modalità di chiamata utilizzate a livello regionale, sia per la crescente diffidenza dei cittadini nei confronti dei vaccini”, spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione illustrando i dati.

“A fronte di una circolazione virale in Italia che, seppur largamente sottostimata, al momento non desta preoccupazioni – sottolinea Cartabellotta – le varianti emergenti, il rilevante impatto dell’influenza sui servizi sanitari e l’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di casi Covid-19 richiedono un’adeguata copertura di anziani e fragili con la quarta dose”. In generale, la platea per il secondo richiamo, aggiornata al 17 settembre, è di 19,1 milioni di persone: di queste, 11,7 milioni possono riceverlo subito, 1,6 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 5,7 milioni l’hanno già ricevuto.

Al 13 gennaio sono state somministrate 5.742.950 quarte dosi, con una media mobile di 9.625 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 9.677 della scorsa settimana (-0,5%). In base alla platea ufficiale (19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti), il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 30% con nette differenze regionali: dal 13,6% della Calabria al 43,8% del Piemonte. Per quanto riguarda la quinta dose, non è ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni.

6 replies

  1. Non decolla la campagna vaccinale con solo il 30% di anziani e fragili coperti con la quarta dose. Lo evidenzia il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio.

    AAAHAHAHAHAAHAHAHAHAH

    Al 13 gennaio sono state somministrate 5.742.950 quarte dosi, con una media mobile di 9.625 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 9.677 della scorsa settimana (-0,5%). In base alla platea ufficiale (19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti), il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 30% con nette differenze regionali: dal 13,6% della Calabria al 43,8% del Piemonte. Per quanto riguarda la quinta dose, non è ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni.

    BUAHAAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAAHAHAHA

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    • “Il 2003 è stato infatti contraddistinto da difficili condizioni climatiche: un inverno molto rigido e un’estate torrida hanno infatti contribuito a innalzare il tasso di mortalità, soprattutto tra gli anziani (e in particolare tra le donne, che ne rappresentano la maggioranza). A fronte di 557 mila decessi registrati nel 2002, nel 2003 se ne sono verificati ben 586 mila, pari al 5,2% in più.”.

      Tu, per esempio, in questi anni (anni a caso), che facevi, piangevi o te ne f0ttevi allegramente, dato che nessuno ne parlava e nessuno pensava di scomodare il Kraken, anche se i morti giornalieri erano pari a circa 1605?

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  2. @B(o)urla
    In quell’anno sudavo le 7 camicie dato che non avevo il climatizzatore nè in ufficio nè nell’auto.
    La tua è comunque una risposta senza senso, perchè i dati che hai postato non dicono in quale quantità si moriva di più per caldo o freddo.
    E comunque questi due eventi erano, per quei tempi, poco controllabili.
    Oggi dicono che muoiono per il covid… e la gente, troppa, ride.

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    • Io mi domando, la vostra fantasia dove possa arrivare per giustificare la pandeminchia! Come nostro Signore Gesù Cristo che è morto di freddo, anche nel 2003 si moriva allo stesso modo, mentre oggi si muore SOLO di Covid. Per questo motivo, il mio commento sarebbe senza senso? Ma bravo! Non ti passa per la testa che il caldo e il freddo siano state condizioni sfavorevoli, e non le cause, dell’insorgere di certe patologie, no eh? Mi preme anche spiegarti che qui nessuno ride per i morti, ma per la gestione che ha portato a quelle morti, che potevano essere evitate se non avessimo avuto a che fare con degli squilibrati che si sono impancati a esperti. Una per tutte, ma non purtroppo la sola: Tachipirinha e vigile attesa!

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