Sistema Lollobrigida. Tutti gli uomini (del cognato) della presidente

È l’uomo forte del governo Meloni, tessitore di una rete non vasta ma di peso

(Antonio Fraschillla – repubblica.it) – ROMA – La sua rete non è vasta, ma chi ne fa parte in questo momento conta molto nel Paese. Perché lui oggi è l’uomo forte del governo di Giorgia Meloni: e non solo perché ne è il cognato, ma perché da anni pezzo per pezzo si è preso il partito e adesso detta la linea grazie a relazioni che in questi tempi dorati per Fratelli d’Italia diventano fondamentali per occupare le poltrone che contano. Il neo ministro Francesco Lollobrigida non ha occhi e volti fidatissimi solo nei rami pubblici del turismo, come raccontato ieri da Repubblica facendo scattare la sua reazione piccata: “Per noi la politica è passione e ci occupiamo con grande cura di tutto ciò che riteniamo utile alla nostra Patria. E continueremo a lavorare così nel mondo del turismo, dell’agricoltura, della scuola, della sanità, del sociale, della cultura, dei trasporti, dello sport, dell’ambiente, delle infrastrutture, della difesa”. Proprio prendendolo in parola, anche in questi rami si ritrovano spesso uomini che fanno riferimento all’ex capogruppo FdI.

Una rete non vasta, ma pesante, quella costruita da Lollobrigida negli ultimi anni guardando con fiducia all’avvenire che gli ha dato ragione. Un suo uomo fidatissimo è Gianluca Caramanna, deputato alla seconda legislatura piazzato al ministero e nelle Regioni governate dal centrodestra come consulente al Turismo. Ma Lollobrigida è stato fondamentale anche per la nomina dell’ex rettore di Tor Vergata Orazio Schillaci a ministro della Sanità: un settore sul quale il cerchio magico meloniano, composto anche dalla sorella Arianna, moglie di Lollobrigida, sta ponendo molta attenzione. Poi c’è lo sport, un suo pallino come il turismo: e lì il “cognato d’Italia” ha piazzato un altro suo amico, Andrea Abodi, proveniente dal Credito sportivo. È sempre Lollobrigida a volere la nomina a commissario per il post sisma del 2016 del senatore, fedelissimo anche di Meloni, Guido Castelli: piazzato in una poltrona che conta in un feudo di FdI, le Marche del governatore Francesco Acquaroli.

Il cognato ha scelto anche il candidato presidente del Lazio, giù parte della sua rete: l’ex presidente della Croce rossa italiana Francesco Rocca. Una mossa, quella di candidarlo, suggerita alla premier da Lollobrigida anche per mettere nell’angolo il suo vecchio maestro politico, Fabio Rampelli, con il quale militava tra i giovani di Azione nella corrente “gabbiani”: “La rottura non è stata tra Meloni e Rampelli, ma tra quest’ultimo e Lollobrigida”, ripetono tutti i dirigenti di Fratelli d’Italia, però a microfoni spenti perché oggi far alzare il sopracciglio al ministro dell’Agricoltura significa essere tagliati fuori da tutto. A proposito di Agricoltura, poltrona ministeriale che da sola gestirà 6 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in casa Fratelli d’Italia si sussurra, sempre a bassa voce quindi, che molto vicino a Lollobrigida sia diventato già prima delle elezioni Ettore Prandini, presidente della influente associazione degli agricoltori Coldiretti: tanto da partecipare il 22 settembre a un evento elettorale organizzato da Lollobrigida a Potenza e targato Fratelli d’Italia. Certo non è un caso che il nome di Prandini sia circolato nel totoministri come possibile responsabile proprio dell’Agricoltura.

Ma la rete del ministro guarda anche fuori dai palazzi della politica in senso stretto. All’Inps dicono sia stato lui a suggerire la nomina di Claudio Anastasio alla guida di 3-I Spa, la società che gestisce i software dell’Istituto nazionale di previdenza. E mentre altri manager di aziende parastatali si sono avvicinati a lui, come l’ex finiano ed ex amministratore delegato di Poste Massimo Sarmi, attraverso i suoi riferimenti nei territori il ministro ha piazzato altre nomine: come quella dell’avvocato Giuseppe Arena al Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, solitamente trampolino di lancio per il gran salto al Consiglio di Stato. Qui i buoni uffici sono arrivati attraverso l’ex assessore del governo Musumeci Manlio Messina, premiato, quest’ultimo, con un posto blindato in Parlamento come molti esponenti locali di FdI che hanno un filo diretto con lui: da Raoul Russo in Sicilia a Fausto Orsomanno in Calabria, da Luca Sbardella nel Lazio a Gianni Berrino in Liguria passando per Giovanni Donzelli in Toscana. I Lollobrigida boys sono pochi, fidati e nominati sempre in ruoli chiave.

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