Dopo intercettazioni e prescrizione nel mirino l’abuso d’ufficio

(Liana Milella – repubblica.it) – L’abuso d’ufficio? Va eliminato del tutto, continua a ripetere Carlo Nordio. E il Terzo polo è con lui. Tant’è che Enrico Costa ha depositato pure la legge ad hoc. Il traffico d’influenze? Se ne potrebbe fare a meno, sostiene sempre il Guardasigilli. Le intercettazioni? Quelle sono proprio una “porcheria” insiste il ministro della Giustizia. E quindi “vanno tenute solo per mafia e terrorismo”. Ovviamente stesse regole per la microspia Trojan, una “porcheria” anche quella. Per giunta “selezionate da un maresciallo di polizia che sceglie ciò che vuole”. Proprio così.

Con che strumenti si faranno allora le indagini sulla corruzione? Senza intercettazioni e con la prescrizione che per Nordio deve tornare a essere quella che piaceva a Berlusconi che ne accorciò i tempi con la legge ex Cirielli, di queste indagini resterà davvero ben poco. E le riforme costituzionali? Per quelle i tempi saranno lunghi perché “sono divisive”.

Ci siamo addentrati nel mese solitamente più caldo per la giustizia. Che si conclude, al “palazzaccio”, con il bilancio del primo presidente e del procuratore generale della Cassazione. E quest’anno c’è pure un appuntamento da manuale Cencelli come l’elezione dei dieci componenti laici del Csm. Si vota, a Camere riunite, dal 17 gennaio, e sui nomi le carte dei partiti sono tuttora coperte. Di sicuro il centrodestra è deciso a fare la parte del leone, vice presidente compreso.

Ma fino a che punto, proprio il centrodestra, fa quadrato intorno al suo ministro? Forza Italia si ritrova appieno nella campagna anti intercettazioni e anti prescrizione degli ex Bonafede e Cartabia, ma sull’abuso d’ufficio già si smarca perché gli basterebbe cambiare un paio di avverbi – reato commesso “consapevolmente” e arrecando “direttamente” ad altri un danno ingiusto – senza addossarsi la responsabilità di cancellarlo del tutto dal codice penale. La proposta Pella è pronta per essere approvata.

A Fratelli d’Italia il garantismo di Nordio non piace granché e il sottosegretario Andrea Del Mastro Delle Vedove, che avrebbe voluto fare il ministro, non manca occasione per manifestarlo. Ma è dalla Lega che arriva il malessere più forte.

Viene giudicato del tutto insopportabile l’attacco ai “poveri marescialli” che falsificano le intercettazioni. Perché con parole così dure si delegittima il loro lavoro, oltre a muovere un’accusa del tutto fondata. La Lega non nasconde di essere basita per quelli che giudica “attacchi generalizzati a poliziotti e magistrati” che produrrebbero l’unica conseguenza di delegittimare il lavoro delle forze dell’ordine, che invece fanno il loro dovere. “È mai possibile che né gli avvocati, né i gip si siano mai accorti di queste clamorose falsificazioni?

E perché lo stesso Nordio, da magistrato, non le ha mai denunciate?” si chiedono le fonti leghiste. La strategia complessiva del ministro sta creando un problema nella maggioranza. La Lega scalpita, vuole le riforme costituzionali. Giudica una “riformicchia” quella dell’abuso d’ufficio, su cui peraltro non è neppure d’accordo. “Perché abolirlo del tutto? Non è necessario” dice il Carroccio. E motiva così la sua posizione: “La Lega ha sempre detto che le condotte devono essere solo specificate meglio”.

Ma la lamentela più insistente riguarda le riforme costituzionali. Perché Nordio non parte subito? Perché quelle – la separazione delle carriere, la discrezionalità dell’azione penale, i due Csm – rappresentano “l’architrave della nuova giustizia, senza il quale nulla può tenere”. Quelle riforme sono “divisive” avrebbe risposto Nordio a chi, nella Lega, sollecitava di depositare subito i progetti di legge, perché le legge che cambiano la Carta hanno tempi lunghi “e se non si comincia subito, a inizio legislatura, poi non si fanno più”. Di qui il profondo fastidio per quella che viene definita “la strategia della distrazione”, che passa per gli affondi contro le intercettazioni e una riforma “pulce” come l’abuso d’ufficio.

Ma il vero sospetto è che in realtà Nordio, nell’incontro con Berlusconi face to face che ha portato al via libera del Cavaliere per lui, abbia promesso gli interventi demolitori contro la corruzione, partendo dall’abuso d’ufficio, per passare all’azzeramento di fatto delle intercettazioni e alla prescrizione. Del resto, proprio grazie alla prescrizione “corta” Berlusconi ha evitato varie condanne.

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4 replies

    • ma solo per quelli che hanno un reddito inferiore all’applicazione della flat tax, agli altri fa bene un pò di galera. anche preventiva se serve.

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  1. Il maggior reato che riguarda i colletti bianchi è proprio l’abuso d’ufficio che è l’anticamera delle mazzette e dei privilegi.
    Se togli questo reato togli l’inizio della filiera…pertanto liberi le prigioni, fai meno processi, e tutti sono pure ricandidabili.
    Grande vittoria dei delinquenti e mafiosi.
    Grandi … ..l’italia il paese più libero e democratico del mondo.

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  2. Pensare che il demiurgo della gestione legislativa della giustizia da 30 anni è quell’infame farabutto e continua ad esserlo, con la complicità dei politici di centro, destra, sinistra indistintamente, fa semplicemente inorridire. E la lama di luce di Bonafede e Conte, che poteva indicare una inversione di tendenza, è stata oscurata nella indifferenza generale, come iniziativa di pericolosi sovversivi. Sempre peggio questo paese, ogni aggettivo è troppo tenero per definirlo

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