Un anno di guerra ha fatto il vuoto attorno a Putin

(Agnese Pini – ilrestodelcarlino.it) – C’è davvero tutto, in quella foto: ci sono la rara sintesi e la potenza evocativa di uno scatto capace di cristallizzare un anno di guerra. Si vede Vladimir Putin, maglione a collo alto e giacca blu, nel Cremlino per la notte del Natale ortodosso. Con lui solo i celebranti, coi ceri accesi, l’altare e le croci. Niente e nessun altro. E così sembra un’epoca fa quando lo zar si faceva bagnare da una folla ben ammaestrata e festante durante la Giornata della Vittoria, il 9 maggio scorso, nella sua Mosca piena di bandiere, mentre parlava di denazificazioni e crociate anti occidentali. Otto mesi dopo, la solitudine del presidente è l’allegoria più drammaticamente calzante del grande vuoto che la guerra in Ucraina gli ha già fatto attorno. Sia fuori dai suoi confini nazionali, sia nel quadro di una stabilità di leadership interna non più così assoluta e scontata. Se la guerra è ancora tutta da decidere, se la pace è ancora una chimera a fronte della ferocia con cui continua a essere diviso il campo di battaglia, e se gli analisti sono convinti che per avere una tregua sarà necessario ancora molto tempo, è un fatto che gli obiettivi di Putin – non quelli militari ma quelli ideologici e morali – abbiano sostanzialmente fallito. I più importanti: indebolire la Nato, fiaccare l’Unione Europea, esaltare alleanze solide con quei Paesi maggiormente sensibili ai richiami anti occidentali, Cina in primis. Un anno di guerra ci ha sì mostrato un’Europa disorientata e talvolta impreparata, investita tragicamente dalle conseguenze del conflitto – in termini di profughi, di costi energetici e di riflessi finanziari e industriali – ma assolutamente capace, anche contro le previsioni, di reggere l’onda d’urto. Restando, prima di tutto, unita. È un primato anche storico di cui l’Unione può e deve andare orgogliosa, e rimane – dalla lacerante eredità della seconda guerra mondiale – il principale alleato per arginare la tracotanza nazionalista russa. Se poi, anche alla luce di tutto ciò, la smettessimo una volta per tutte di fare scivoloni storici e culturali contro cantanti, artisti e simboli della cultura russa – l’ultimo, in ordine di tempo: la polemica contro la diva Anna Netrebko, che qualcuno non vorrebbe far cantare ad Arezzo per via dei suoi natali – potremmo dirci davvero compiutamente cresciuti. Come Europa, come popoli e come democrazie.

24 replies

  1. Dato che l’informazione non è fatta per voi, datevi a qualcos’altro : la caccia alle farfalle, il nuoto con le pinne, il doppio salto mortale dal balcone a pianterreno, al limite all’ippica con i cavalli a dondolo.

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    • mcc43 grazie per il tuo like ma ricorda che i problemi dell’Italia non sono la guerra l’inflazione il caro benzina la povertà o questo governo
      L’Italia ha due problemi
      La vacanza di CONTE a Cortina e la solitudine e io mi sento molto solo.

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  2. Veramente ieri questa foto , in cui si vede Putin solo ed isolato ,fa parte di un servizio video che ho visto ieri di sfuggita da un canale TV, dove si vedeva ,nella parte opposta di questa foto,un mucchio di persone: ritengo fossero funzionari statali e militari.
    Quindi si prende una foto per …propaganda anti Putin….complimenti !
    I boccaloni sono serviti!

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  3. Putin non se la passa certo come sperava o addirittura contava. Tenuto conto di questo, del contesto, quindi, il valore iconografico della foto ci può stare anche se per me lo fa in maniera piuttosto stretta. Non è certo una foto enfatica, infatti. Forse questo si spiega con l’essere un frammento di filmato non lavorato, a quanto letto. E per conseguenza gli manca quel phatos negativo che ci si aspetterebbe per supportare un articolo si fatto. Articolo che poggiandosi sulla foto finisce perciò per apparire orfano, forzato; e questo a prescindere dal fatto che Putin isolato lo è (abbastanza, ma non del tutto).

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  4. “… è un fatto che gli obiettivi di Putin – non quelli militari ma quelli ideologici e morali – abbiano sostanzialmente fallito. I più importanti: indebolire la Nato, fiaccare l’Unione Europea…”
    😳😳😳
    Ah, erano gli obiettivi di Putin!?!?
    Non erano gli USA (tramite la Nato) che volevano indebolire la Russia, fiaccare l’unione Europea…?
    Vabbé, ma li pagano per mettere alla berlina la loro credibilità di giornalisti e la loro dignità?

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  5. Agnese Pini, primo punto : da una giornalista (o sedicente tale) ci si aspetta una sintassi meno approssimativa …..gli obiettivi HANNO fallito!?!?!?
    Secondo punto. Se vogliamo dare un significato simbolico alla foto, d’accordo, forse. Ma stia pur certa che bastava uno schiocco di dita perché Putin fosse circondato da un nugolo di fedeli cortigiani.
    Terzo punto. Va’ , lasci perdere la politica internazionale. Forse con la cronaca cittadina avrà più fortuna

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  6. Putin è ancora un grande maestro di segni e simboli. Senza pronunciare una parola, sa trasmettere più che chiaramente la sua posizione. E la visita di ieri alla funzione natalizia nella Cattedrale dell’Annunciazione del Cremlino ne è l’ennesima prova.
    Di regola, Vladimir Vladimirovich celebra il Natale o nella chiesa della sua residenza a Novo-Ogaryovo o nelle chiese regionali. È la prima volta, a mia memoria, che incontra il Natale al Cremlino.
    La Cattedrale dell’Annunciazione è Museo. Se non sbaglio lì non si tengono funzioni da un paio d’anni e anche prima c’è stata solo una funzione patriarcale per l’Annunciazione. Cioè, il servizio natalizio nella Cattedrale dell’Annunciazione si è svolto lí non perché è una chiesa funzionante con servizi regolari, ma perché è stato deciso in questo modo.
    Se qualcuno non lo sa, questo tempio è la chiesa domestica di tutti i grandi principi, i re che vivevano al Cremlino. Questa è una delle poche chiese le cui volte della galleria sono decorate non solo da santi ortodossi, ma anche da saggi ellenici: Socrate, Platone, Aristotele … Inoltre, la Cattedrale dell’Annunciazione è anche una delle chiese più antiche di Mosca; è stato conservato in un nuovo edificio, dopo un incendio e le sue prime mura, che non ci sono arrivate a noi e sono state poste dal figlio di Dmitry Donskoy, Vasily Dmitrievich, hanno visto sia Andrei Rublev che Teofano il greco.
    Celebrando il Natale da solo nella chiesa domestica del Granduca, Putin fa capire al mondo intero che la sua famiglia è la Russia, il Cremlino non è un luogo di lavoro ma una casa, e difenderà la sua casa e la sua famiglia quanto potrà.
    @StalinaGurevich

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  7. “potremmo dirci davvero compiutamente cresciuti. Come Europa, come popoli e come democrazie”
    Qualcuno dica a questa giornalista che dall’inizio della guerra in Ucraina in poi, l’involuzione dell’Occidente, in tema di democrazia, sta correndo a rotta di collo.

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      • Ho fatto tradurre a Google (correggendo, poi, per quanto possibile) un illuminante articolo dello stesso autore:

        “Perché la Russia, che spende un ventesimo di ciò che l’America fa in campo militare, è militarmente più riuscita dell’America.

        Scritto da Eric Zuesse

        Mentre, in America (che fa e vende la metà di tutte le armi da guerra del mondo), i produttori di armi da guerra sono di proprietà privata e hanno successo solo arricchendo i loro investitori, i produttori russi di armi da guerra sono posseduti a maggioranza dal governo e riescono solo vincendo le guerre russe – al servizio del governo, che controlla queste aziende, invece di servire gli investitori privati, che controllano il governo stesso con lobby e donazioni politiche.
        In America, i produttori di armi controllano il governo al fine di controllare i loro mercati, che sono il loro governo e secondariamente i suoi governi ‘alleati’ o vassalli. La Russia non ha mai privatizzato le sue industrie di guerra; così, servono il governo — il pubblico, non gli investitori (che, a loro volta, controllano il governo al fine di essere in grado di controllare quelle società).

        Da quando l’America ha fallito la guerra contro il Vietnam, il governo degli Stati Uniti è stato abituato al fallimento militare. Quella guerra iniziò nel 1954, quando il presidente Eisenhower “inviò 700 consiglieri militari nel Vietnam del Sud” senza cercare l’approvazione del Congresso, e in violazione del requisito costituzionale degli Stati Uniti, per l’assenza di un esercito permanente degli Stati Uniti: solo dopo una dichiarazione di guerra del Congresso, un presidente può inviare qualsiasi forza degli Stati Uniti in qualsiasi paese straniero. Ike ha fatto affidamento sul precedente del suo immediato predecessore, il presidente Truman, che aveva fatto la stessa cosa (violazione della Costituzione) inviando una forza per “un’azione di polizia” per iniziare la sua guerra di conquista della Corea facendo rispettare l’Ordine Generale di Truman #1, il 17 agosto 1945, per impedire alle forze nordcoreane di avanzare in Corea del Sud.
        Ike nascose quindi a JFK questa e altre trappole che lo attendevano in Vietnam e a Cuba. Secondo la descrizione di JFK del suo incontro del 19 gennaio 1960 con Ike prima di assumere l’incarico, JFK disse, riguardo al Vietnam, “Eisenhower non ne ha mai parlato, non ha mai pronunciato la parola Vietnam.” Ike non ha mai parlato dei 700 soldati in Vietnam, ma JFK ha scoperto di averli ereditati, “Nel maggio 1961, Kennedy inviò altri 500 consiglieri americani in Vietnam” — ha solo continuato la politica anticostituzionale di Ike lì; era la via di minor resistenza.
        Ben presto, però, seppe che si trattava di un terribile errore, e che Ike aveva lasciato in silenzio campi minati per lui e aveva mirato a far incolpare i suoi successori per le sue disastrose decisioni (che Kennedy apprese troppo tardi). “Agli inizi di novembre 1963, il numero dei consiglieri militari statunitensi aveva raggiunto i 16.000”, ma Kennedy sapeva già che era intrappolato e che sarebbe stato attaccato soprattutto dai repubblicani se avesse cambiato rotta. Stava solo imparando le corde(? ndr), e cominciando a pensare a come cambiare rotta, quando fu assassinato (e il suo V.P. Johnson continuò quegli errori).

        Quella guerra finì con una sconfitta degli Stati Uniti, quando il presidente Ford ritirò le ultime truppe statunitensi dal Vietnam con elicotteri il 30 aprile 1975. Il suo successore, Carter, poi non riuscì a vincere la rielezione, perché Ike aveva “rubato” l’Iran nel 1953 e Carter aveva sofferto il conseguente fervore anti-americano iraniano nel 1979, che ha condannato la sua campagna e ha portato al presidente Reagan.

        In seguito, gli unici successi di guerra U.S. furono due molto limitati, entrambi ingaggiati dal presidente GHW Bush: uno per sequestrare e catturare il leader di Panama e narcotrafficante Manuel Noriega il 3 gennaio 1990; l’altro per espellere le forze irachene dal Kuwait durante il 24-28 febbraio 1991.
        ↘️
        Le altre guerre americane furono fallimenti o, nella migliore delle ipotesi, fallimenti parziali: Grenada nell’ottobre 1983, Beirut nel 1983-4, Libia nel 1986 e ancora nel 2011, Somalia 1992-95, Haiti 1994-5, Jugoslavia 1995-2000, Afghanistan 2001-2021. Filippine 2002-2017, Iraq 2003-22, Libia 2011-2022, Siria 2012-2022 e Ucraina (colpo di stato) 2014-2022. (Tutti furono successi per i produttori d’armi americani, comunque.)
        NESSUNA delle INVASIONI AMERICANE dopo la seconda guerra mondiale FU GIUSTIFICATA, né alcuna di esse era IN ACCORDO con la COSTITUZIONE AMERICANA.
        Tutto ciò è stato fatto per USARE, TESTARE, e per LOGORARE e SOSTITUIRE, le ARMI degli Stati Uniti, in modo da AUMENTAREe i VOLUMI di VENDITA e ARRICCHIRE i DONATORI POLITICI, che hanno fatto eleggere i membri del Congresso che volevano, a votare per queste invasioni e per gli stanziamenti militari. Il sistema è riuscito in quello che era stato progettato per fare: PRODURRE PROFITTI per quelle SOCIETÀ INTERNAZIONALI AMERICANE, i cui proprietari CONTROLLANO il GOVERNO degli Stati Uniti.
        ↖️
        E poi ci sono molte altre guerre non dichiarate del regime americano, che sono partnership con regimi alleati degli Stati Uniti in cui l’America fornisce solo le armi e l’addestramento ma nessun combattente diretto, come ad esempio la partnership dell’America con i Sauditi per prendere il controllo dello Yemen — causando fame di massa nello Yemen.
        Esso brucia un sacco di armi degli Stati Uniti, pompando così allo stesso modo le vendite di armi degli Stati Uniti e profitti.

        La Russia ha speso 70 miliardi di dollari all’anno per il suo intero esercito; l’America ha speso (non solo nel suo Dipartimento di ‘Difesa’ ma in tutti Dipartimenti) circa $ 1.5 trilioni all’anno, per i suoi militari.

        Nelle tecnologie militari cruciali, la Russia è il leader mondiale. Ad esempio, il 23 dicembre, Fronte Sud titolato “MISSILE IPERSONICO KINZHAL PROVATO DI ESSERE ISTOPPABILE IN UCRAINA: CAPO MILITARE RUSSO”, e non è un mero vanto da parte della Russia; è vero. Tali missili sarebbero inarrestabili in qualsiasi nazione.
        Inoltre, il 14 novembre, ho titolato “U.S. GAO Finds Failure Is the Norm in U.S. Military Aircrafts”. Ecco cosa succede quando i produttori militari servono solo i loro investitori.
        Il 17 giugno, l’esperto militare statunitense Alex Vershinin titolava al Royal United Services Institute del Regno Unito, “Il ritorno della guerra industriale”, su quanto l’America sia militarmente inferiore rispetto alla Russia, e ha sostenuto — senza menzionare né mostrare alcuna consapevolezza di esso — che l’America ha sostituito l’industrializzazione (l’economia manifatturiera) con la finanziarizzazione (l’economia dei servizi finanziari); aveva fatto questo (l’esercito americano sommerso) specificamente come risultante dell’intensa corruzione nell’esercito americano. Il Dipartimento della ‘Difesa’ degli Stati Uniti è l’UNICO Dipartimento federale che non può essere verificato. Le sue opportunità di innesto sono illimitate oppure sono limitate solo dal valore del dollaro, il che significherebbe che il valore internazionale del dollaro è destinato a crollare e crollare un giorno, come è stato l’ultimo schema Ponzi.
        Infatti, trilioni di dollari di spesa da parte del Pentagono semplicemente non possono essere rintracciati.
        Nessuno sa, o può scoprire, dove siano andati.

        Un altro motivo per cui la Russia ottiene un risultato molto più alto per ogni dollaro militare speso è che mentre l’esercito americano è progettato per ESPANDERE L’IMPERO AMERICANO in tutto il mondo, la Russia è progettata per PROTEGGERE L’INDIPENDENZA SOVRANA della NAZIONE e per allontanare il costante OBIETTIVO dell’America (dal 1945) di TRASFORMARE la Russia in un altro ‘alleato’ degli Stati Uniti (NAZIONE-VASSALLO).
        Mentre i miliardari americani guidano i militari dell’America per AUMENTARE il loro IMPERO, la popolazione russa guida i militari della Russia per la PROTEZIONE della NAZIONE e la SOPRAVVIVENZA.

        Non c’è nessuna prova — nessuna — che la Russia, spendendo 70 miliardi di dollari all’anno per i suoi militari, sia militarmente inferiore all’America, che spende 1,5 trilioni di dollari all’anno per i suoi militari.

        In un paese che spende 20 volte di più per i suoi militari, ma ottiene inferiorità militare invece che superiorità militare, INGANNARE il pubblico è essenziale al fine di funzionare come una ‘democrazia’, cosa di cui il governo degli Stati Uniti ha bisogno, per essere in grado di chiamare “dittatura” qualsiasi paese di cui intende prendere il controllo (o cambiamento di regime) . Ed è così che si fa, ed è stato fatto, per decenni, ora. Quindi, l’esercito è stato, almeno dal 2001, l’istituzione più rispettata di tutti, dal popolo americano. Il trucco ha avuto molto successo.”

        ” Il nuovo libro dello storico investigativo Eric Zuesse, L’IMPERO DEL MALE: La vittoria postuma di Hitler e perché le scienze sociali devono cambiare, parla di come l’America ha conquistato il mondo dopo la seconda guerra mondiale, per renderlo schiavo dei miliardari statunitensi e alleati. I loro cartelli estraggono la ricchezza del mondo controllando non solo i loro ‘news’ media, ma le ‘scienze’ sociali – ingannando il pubblico.”

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