Il “pranzetto” romano di Orban

(corriere.it) – Prima ha rivolto l’estremo saluto alla camera ardente di Papa Benedetto XVI, poi il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban è andato a Ostia per pranzare sul mare, in uno dei ristoranti più noti del litorale, La Bussola, gestito da Dario Paradisi, noto imprenditore con molti interessi sul litorale.

Giacca blu, camicia bianca sbottonata e jeans, il premier ungherese simbolo del populismo europeo ha mangiato astice alla catalana seduto al tavolo con la moglie Aniko Levai, accolta dai titolari del ristorante con un mazzo di fiori: per lei un menu a base di insalata di polpo, moscardoni con carciofi e tortino di pesce.

La coppia era accompagnata dallo staff dell’ambasciata ungherese a Roma e da un cordone di carabinieri per garantirne la sicurezza: a prenotare il tavolo il giorno prima è stata l’ambasciata ungherese. Il titolare Dario Paradisi e il cognato Daniele Caterini, che gestisce con lui il ristorante al bancone, non sapevano che sarebbero arrivato Viktor Orban.

Il quale dopo aver finito il lauto pranzo ha fatto due passi in riva al mare. “A Ostia si sta bene e c’è un bel mare”, ha detto in inglese ai titolari. La Bussola non è nuova alle visite di premier e figure istituzionali: due giorni fa l’ambasciatore serbo ha fatto tappa al ristorante, frequentato anche da diplomatici e capi di stato sudamericani. Alle ore 15.30 Orban, che di confessione è calvinista, ha fatto ritorno a Roma insieme alla moglie, cattolica: insieme giovedì prenderanno parte alle esequie di Benedetto XVI.

Categorie:Cronaca, Curiosità, Interno

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12 replies

  1. DANIELE LUTTAZZI

    IL PAPATO DI RATZINGER,
    QUEGLI UFO NEL GIARDINO
    E LA SALSA WORCHESTER

    Riassunto della puntata precedente: il papato di
    Ratzinger fu una manna per la satira.Nel 2007,
    per la sesta puntata del mio Decameron, registrai
    un monologo sull’enciclica “Spe Salvi”, e il giorno
    stesso La7 chiuse il programma: “Ratzinger dice: ‘Attenti
    ai falsi dei.’ Perché, ce ne sono altri? Le convinzioni della
    Chiesa urtano contro il mio essere un individuo razionale
    del ventunesimo secolo. Aver fede significa sospendere il
    proprio pensiero razionale. Ogni religione dice al mondo:
    ‘Noi non crediamo ai fatti.’ Il gesuita Josè Gabriel Funes,
    direttore della Specola Vaticana, ha scritto sull’Osserva –
    tore Romano che si può credere sia in Dio che negli extraterrestri
    ‘anche se della esistenza di extraterrestri finora
    non abbiamo nessuna prova.’ A differenza di quella di
    Dio, che invece è provatissima. Io crederò agli UFO quando
    atterreranno nel giardino di Margherita Hack. ‘Ci sarà
    vita su altre galassie?’ ‘Certo.’ ‘Come fai a dirlo?’ ‘Guar –
    do Star Trek.’ E l’Empire State Building, a New York, non
    è stato costruito. È atterrato. Le religioni sono un fatto culturale.
    È tutto molto relativo. Il papa vorrebbe che tutti
    fossero cattolici. Le mucche vorrebbero che tutti fossero di
    religione indù. In India le vacche sono sacre, non mangiano
    carne di mucca. Tu stai morendo di fame per strada,
    passa una mucca e ti fa (mostra il dito medio e fa una linguaccia).
    Gli ebrei invece non mangiano carne di maiale.
    Una proibizione che risale a 5000 anni fa, prima che inventassero
    la salsa Worchester. Gli ebrei sono incazzatissimi.
    ‘Potevamo aspettare, cazzo! La salsa Worchester è
    buonissima!’ Non mangiano carne di maiale, però non
    dicono che per loro il maiale è sacro. È tutto relativo. La
    satira, in fondo, non fa che trattare la religione come ogni
    religione tratta le altre. Ogni religione pensa che le altre
    siano una superstizione. La satira pensa che TUTTE siano
    una superstizione. Dovrebbero insegnarti la religione
    quando hai 40 anni e sei ormai adulto e vaccinato, non da
    bambino, quando il tuo cervello è ancora soffice e permeabile
    alle favole. Cenni storici. Nel Vecchio Testamento, il
    Dio di Isacco sconfigge i popoli che credono nei falsi dei. Il
    nuovo Dio unico è un Dio guerriero e vincitore: il Dio di
    popolazioni nomadi guerriere che invadevano col loro bestiame
    i territori coltivati da popolazioni agricole stanziali,
    i Cananei, di religione matriarcale. Divinità della
    religione matriarcale: il serpente, che per la religione vittoriosa
    diventerà il simbolo di Satana. Nella Genesi, è il
    serpente a convincere Eva a mangiare la mela proibita.
    Eva dà un morso alla mela e cade in un lungo sonno da cui
    Adamo la risveglia con un bacio. No, questa è Biancaneve.
    (Biancaneve è una favola diseducativa. Sette nani e un
    solo profilattico.) Ma il punto è che se da piccolo ti avessero
    detto che Biancaneve è una religione, ci avresti creduto!
    Non avevi metri di paragone. Biancaneve e i sette apostoli.
    Perché no? Comunque, Adamo ed Eva mangiano la mela
    e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non
    ha scoperto cosa avevano fatto con le banane. Nell’antica
    Roma, i cristiani erano perseguitati. E venivano dati in
    pasto ai leoni nel Colosseo. I leoni sbranavano i cristiani e
    li deglutivano. Dolori atroci quando i leoni poi dovevano
    cagare i crocefissi. A Roma, dal politeismo si passa al culto
    di Iside, che infine viene sussunto insieme ai culti solari
    nella nuova religione, il cristianesimo, con cui Costantino
    unifica l’impero. Nel 1200 compaiono i ceti borghesi e la
    Chiesa inventa il purgatorio. (Quello cattolico non è che
    un metaverso.) Le attività mercantili restano un peccato,
    ma veniale. Le indulgenze puoi comprarle. E la religione
    diventa ufficialmente una merce. La religione è una merce.
    S.Pietro è l’Emporio Armani di quella cattolica. Le varie
    parrocchie sono i negozi in franchising.” (2. Continua)

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    • Il MARINAIO/Mark Twain/daedalus (riferito alla situazione del suo cervello) mi ricorda irresistibilmente il doganiere di “Non ci resta che piangere” (ridere, in questo caso…).

      Qualsiasi cosa veda o senta, allo stesso modo, attacca la nenia: Chi siete? Da dove venite? Cosa portate? Dove andate? Un fiorino!

      “Aver fede significa sospendere il proprio pensiero razionale.”.

      Senza saperlo, il poro Luttazzi che verrà dimenticato appena la sua sacra ragione si spegnerà con la sua lingua blasfema per trasmutarsi in VERMI (la differenza da questo punto di vista, tra il prima e il dopo la morte, è inesistente) ha detto una cosa sacrosanta: la Fede è esattamente questo! Solo che, per chi, oltre la ragione, non c’è che il NULLA (cit.), e nella migliore delle ipotesi almeno per chi ancora se la può permettere (anche se può sembrare, non è il caso di Quelo-Odifreddi de noantri né del poro Luttazzi…), l’unico sublime mezzo per arrivare alla verità, la vita deve essere proprio una vita demm3rd4, quindi va capito se non gli resta altro che far battute cr3tine credendo di divertire, per ammazzare il tempo… e se stesso.

      Si vede infatti l’epoca dei sacri Lumi (fuochi fatui sarebbe meglio definirli), intonanti peana all’universalità e assolutezza della ragione, dove ci ha condotti, liberandoci definitivamente dal male (amen) e dall’oscurantismo: bisogna essere veramente, non ciechi, ma più che altro insulsi e avere una FEDE INCROLLABILE, per continuare come se nulla fosse su questa strada.

      “Il sonno della ragione genera mostri… ” e il suo brusco risveglio in solitudine, li mette in azione!

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  2. Ma basta con i pranzi e le vacanze di chiunque!
    È tutta gente che ha soldi e li spende. Almeno non fingono di fare i francescani.
    Ma infosannio ha intenzione di ridursi così?
    È questa la ” battaglia politica”?
    Auguri!

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  3. DANIELE LUTTAZZI

    L’ARRIVO DI PAPA RATZINGER,
    E LA SUA ULTIMA ENCICLICA
    CON TENTATIVI DI IMITAZIONE

    La prima del mio Bollito misto con mostarda all ’Au –
    ditorium di Roma coincise con la sera in cui elessero
    papa Ratzinger. Era il 19 aprile 2005. Chi fa
    satira deve stare sul pezzo. Appena introduco,
    fuori scena, la prima battuta (“Ultime notizie. Città del Vaticano”)
    scoppia una risata generale e parte un lungo applauso.
    Poi dico: “Eletto il nuovo papa. È il cardinal Ratzinger.
    Subito condannato di nuovo Galileo. (Boato di risate
    e applausi.) Signore e signori, nuntio vobis gaudium
    magnum: habemus Daniele Luttazzi! (Jingle d’ingresso,
    raggiungo il proscenio fra gli applausi.) Grazie, molto gentili.
    Basta così. Non sono papa. (Risate) Ma stasera, in onore
    di Ratzinger, terrò il monologo in latino. (Risate.)
    Due ore fa, quando ho sentito la radio annunciare che il
    nuovo papa era Ratzinger, non ci potevo credere. Vix crediderim!
    (Risate.) Dice: ‘Ratzinger è un conservatore’. Eh,
    magari! (Risate.) All’annuncio dell’elezione di Ratzinger,
    i produttori di profilattici hanno proclamato un mese di
    lutto. (Risate) Per l’occasione, le discriminazioni contro le
    donne e i gay verranno tenute a mezz’asta. (Risate.) Pare
    abbia già pronta la sua prima enciclica, contro le sirene
    del relativismo e del modernismo. Si intitolerà: ‘Te audire
    non possum, musa sapientum fixa est in aure’. Che significa:
    ‘Non riesco a sentirti, ho una banana nell’orecchio’.
    (Risate.) Banana in latino si dice ‘musa sapientum’. Lo sapevate?
    Ratzinger lo sa. Per questo lui è diventato papa e
    voi no. (Risate.) L’elezione di un papa risponde all’eterna
    domanda: ‘Cosa succede a un uomo che in tutta la sua vita
    non ha mai soddisfatto sessualmente una donna?’ (Risa –
    te.) Papa a 78 anni! Oggi la sua giornata è cominciata
    molto bene. Si è svegliato. (Risate.) Questa battuta rovinerà
    la mia amicizia con Ratzinger. Niente più orge sadomaso
    a casa sua”. (Boato di risate e applausi.) Il papato
    di Ratzinger mantenne subito le promesse: fu una manna
    per la satira, tanto che, nel 2007, il mio Decameron (La7)
    fu sospeso dopo che avevo registrato il monologo della sesta
    puntata, una satira sull’enciclica “Spe Salvi” di Ratzinger
    e sulle ingerenze del Vaticano nelle questioni dello Stato
    italiano (diritti civili, eutanasia, staminali, Cus, fecondazione
    assistita): “Avete letto la ‘Spe salvi’, l’ultima enciclica
    di papa Ratzi? Oh, e chi non l’ha letta? È una lettura
    così amena! E vanta ben 8000 tentativi di imitazione!
    Perché diciamo la verità: Ratzi, quando ci si mette, è più
    spassoso di un barile pieno di anguille! ‘Spe salvi’, salvi
    nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana,
    che esalta la sofferenza perché avvicina alle sofferenze
    di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati.
    Uuh, ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo
    lussarsi un’anca, per i nostri peccati? (Cristo non è morto
    affatto per i nostri peccati. È morto perché era una palla.
    ‘Mio padre qui, mio padre l’ha’. Che due coglioni!) La ‘Spe
    salvi’, sorpresa! è una dura condanna della modernità:
    ‘La risposta alla modernità è Cristo’. Io ho 46 anni, nella
    mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la
    domanda è sbagliata. Ratzi attacca l’Illuminismo, ma la
    Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la
    Prima Repubblica francese del 1794. Io non dimentico che
    la repubblica, la separazione dei poteri, il suffragio universale,
    la libertà di coscienza, l’eguaglianza dell’uomo e
    della donna non derivano dalla religione, che li ha anzi a
    lungo combattuti. E non dimentico che, grazie alla rivoluzione
    francese, le adultere occidentali non vengono lapidate
    (anche se finiscono su ‘Novella 2000’: per alcuni,
    questo è un progresso). Non è triste dover ancora parlare di
    queste cose due secoli dopo Voltaire? D’altra parte è noto che
    la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. Fino a poco
    tempo fa, la loro idea di portatile era un chierichetto.
    (1. Continua)

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  4. Fatemi capire, dobbiamo pagare pure i carabinieri per sorvegliare gli ungheresi a pranzo? Non poteva invitarlo il melone a casa sua?

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  5. Il rapporto tra fede e ragione, che neanche l’enciclopedica opera di Hegel ha reso esaustivo, non è il rapporto esatto della questione, a mio avviso, il rapporto di equivalenza si estrinseca tra ciò che potrebbe avere avere una logica e quindi essere razionale ma irriverente ed una irrazionalità costruita ad uopo e quindi essere intrinsecamente logica pur apparendo discutibilmente fantasiosa. La fede è una propulsione dello spirito e se fosse così, anche le locuzioni irriverenti ma costruite ad arte appaiono frutti di una razionalità categorica. L’attività della mente è presente alle sue capacità e le capacità esprimono il potenziale sia della mente che dello spirito. La fede può essere anche la speranza di starsene lungo un fiume con la canna da pesca nell’attesa che un pesce abbocchi all’amo o la fede nelle proprie risorse per vincere una gara. Non trattandosi di niente di tutto ciò appare un sacrilegio apporre un rigo di bianchetto al pensiero altrui che non ci suona consono . Ciò che la ragione non può generare è il volo pindarico che guarda caso è potente proprio nelle menti più razionali che si rendono ben conto del limite delle proprie risorse e capacità logiche. Viceversa l’irrazionalità preponderante si inalbera nell’artistico e nei suoi valori simbolici che ne decretano lo spessore. Discorsi annosi e privi di impatto se non nelle messe in opera . Ciò che un buon politico dovrebbe ammettere è, che il suo strumento elettivo dovrebbe essere foriero di innalzamento del livello culturale e del benessere di una comunità, piccola o grande che sia e le doti sono tutte Iside, Iside at the community , che prive dei giusti contenitori si rendono confusionarie le stesse capacità . Oggi si ha una gran fretta a porre denominatori comuni che rendono il mondo della fantasia un’iperbole troppo eclissata, lontana, ma questa non è fede ma è il modo più eccelso per reprimere voci contrarie allo spirito in voga che nuoce dirlo non è certo quello dei lumi , forse più vicino allo spirito del barocco che si contrappone, come fede, alle scoperte scientifiche moderne così spietatamente avversate dalla chiesa , oggi forte più che mai.

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  6. Orban ha pranzato alla bussola con signora accolta da un mazzo di fiori ha mangiato astice alla catalana ….e sti ¢azzzi🤔

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  7. E io che pensavo che il Primo Ministro ungherese mangiasse un Big Mac seduto in macchina…
    (Che ci entra Hegel col rapporto tra Fede e Ragione? Quando si parla di “spirito” – e non di Spirito – occorre definire: “Intendo per ‘spirito’… “.
    Altrimenti non si capisce niente. Che cavolo è lo “spirito” con la minuscola?)

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    • Personalmente credo, anzi sicuramente, né so meno di Te, i miei sono lampi senza tuono. La scuola andava riformata in modo profondo e non renderla un luna Park. Filosofia e poesia sono discipline serie come lo sono la tecnica e la medicina. Ma non possono essere rese commerciabili ad un euro in edicola . Forse tu, Carolina, sapresti definire lo Spirito, in modo più esaustivo e come te altre persone che in questo blog masticano filosofia e le scienze umane. Spirito con la s minuscola è sinonimo di alcol, fuoco fatuo e non certo della forza animica che irrompe fra le montagne con la sua eco.

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  8. Per Spirito con la maiuscola si intende quello Hegeliano, che Hegel definisce accuratamente.
    A meno che non si parli di Spirito Santo che è un’altra cosa (che gode di poca stima da qualche anno in qua).
    Lo spirito con la minuscola…mai capito cosa si intenda. Per questo occorre definirlo almeno nell’ambito di un particolare discorso.

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