Capodanno a Genova, aperta un’inchiesta. La Procura indaga sull’appalto tv

Acquisite dai Carabinieri le determine di palazzo Tursi. Nel mirino l’erogazione dei fondi a Mediaset. Per i pm per le spese sopra i 40 mila euro serve la gara d’appalto che non c’è stata, il reato ipotizzato è turbativa d’asta

(MARCO FAGANDINI, TOMMASO FREGATTI, EMANUELE ROSSI – ilsecoloxix.it) – Genova – La Procura di Genova indaga sul Capodanno per la mancata gara di appalto per l’assegnazione dello show.

Nelle scorse ore i Carabinieri si sono presentati negli uffici di palazzo Tursi e hanno acquisito tutte le determine del Comune relative proprio alle feste per la fine del 2022. I militari hanno agito su mandato del pubblico ministero Walter Cotugno che fa parte del pool di magistrati che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione coordinati dall’aggiunto Vittorio Ranieri Miniati.

Nel mirino della Procura ci sarebbe proprio la procedura con cui sono stati erogati i fondi per la serata e in particolare a Mediaset che ha trasmesso in diretta l’evento della notte di San SilvestroSecondo l’ipotesi investigativa, infatti, per ogni spesa pubblica superiore ai 40 mila euro è necessario fare una gara di appalto. Cosa che, invece, secondo quanto trapela non è stata fatta da palazzo Tursi che ha assegnato direttamente i fondi – circa 300 mila euro – in forma diretta. Il reato è quello di turbativa d’asta.

Le indagini secondo quanto trapela sarebbero scattate dopo un esposto presentato da un’emittente televisiva concorrente.

Toti: “Ci rammarica che si getti fango”

Sull’inchiesta della procura sul capodanno genovese interviene con una nota il presidente della Regione Giovanni Toti: “Ci rammarica che a ogni evento di successo, come il Capodanno di Genova, dove oltre alla enorme visibilità della nostra regione si è distinta una piazza e una città con una perfetta organizzazione e gestione dell’ordine pubblico, arrivi l’esposto dei soliti noti per gettare fango. Siamo certi che tutte le procedure siano state rispettate nella forma e nella sostanza e che i magistrati faranno al più presto chiarezza sulla regolarità dell’evento che ha portato promozione, divertimento ma soprattutto lavoro e ricchezza alla nostra terra come dimostrano anche i dati record sulle presenze turistiche nella nostra regione. È vecchio vezzo di chi non riesce a portare avanti le proprie idee con gli strumenti della democrazia quelli di rivolgersi alla magistratura. Ciò non cambierà la nostra volontà di costruire una Liguria migliore e più ricca: chi pensa di nascondere la propria mediocrità dietro le carte bollate se ne faccia una ragione”.

Il Comune: “Gli atti sono pubblici e pubblicati in trasparenza”

“In merito agli eventi organizzati in occasione del Capodanno a Genova, l’amministrazione comunale puntualizza che tutti gli atti sono pubblici e pubblicati in trasparenza – si legge in una nota – Negli affidamenti per l’erogazione di servizi è stata seguita la procedura negoziata, come definita all’articolo 3, comma 1, lettera uuu del Decreto legislativo n. 50/2016 e successive modificazioni e integrazioni”.

“Inoltre, il ricorso alla trattativa privata – precisa il Comune nella nota – è previo esperimento di indagine di mercato, al fine di garantire la scelta nel rispetto non solo dei principi di buon andamento e imparzialità, ma anche quelli di economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza previsti dall’articolo 1, comma 1 della Legge n. 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni”.

“Si specifica, inoltre, che il vigente regolamento per le acquisizioni in economia di beni e servizi all’articolo 3, comma 1 fornisce un dettagliato elenco delle tipologie di beni e servizi che possono essere acquistati in economia – si legge ancora nella nota – all’articolo 6, comma 6 precisa che l’affidamento diretto per servizi e fornitura in economia di importo inferiore a euro 40.000 è ammesso e che, in deroga all’articolo 36 comma 2, lettera a) del Decreto legislativo n. 50/2016 è consentito l’affidamento diretto per forniture di importo inferiore a euro 139.000 fino al 30 giugno 2023 ai sensi del Decreto legge n. 77/2021. Infine, l’Amministrazione comunale conferma che c’è la piena collaborazione con gli inquirenti nello svolgimento delle indagini”.

3 replies

  1. Gettare fango su un uomo di precedenza FI? Non ce n’è bisogno, sono già loro di fango, per non dire di altra materia meno nobile

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  2. Che c’è di strano se, ad avere un appalto senza gara alcuna, sia un’impresa di proprietà del capo di uno dei partiti di maggioranza al comune e pure in regione? Dannate malelingue, invidiosi e maleducati!

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  3. “è consentito l’affidamento diretto per forniture di importo inferiore a euro 139.000 fino al 30 giugno 2023 ai sensi del Decreto legge n. 77/2021”.

    Dalle parole di bubu-Toti se ne deduce che 300.000 (importo approssimativo del servizio) e’ inferiore a 139.000.

    Ok, se pero’ cosi non fosse, la differenza io la farei aggiungere a Toti stesso…

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