Calderoli e l’allergia per i giornali

Ieri il ministro Calderoli ha minacciato di chiamare in tribunale i giornalisti che commentano il suo ddl sull’autonomia differenziata.

Roberto Calderoli

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Querela tu che querelo anch’io, ieri il ministro Roberto Calderoli si è messo in scia alla Meloni, minacciando di chiamare in tribunale i giornalisti che commentano il suo disegno di legge sull’autonomia differenziata.

Ora, è noto quanto il potere sia allergico all’informazione, e per questo a partire dalla Costituzione è tutelato il diritto di stampa e di critica, nei limiti della rappresentazione di fatti reali, dell’interesse pubblico e della continenza del linguaggio. Ciò non ha scoraggiato premier come Renzi, o la leader di Fratelli d’Italia, dal fare montagne di cause o citazioni con richieste economiche milionarie.

Così, anche La Notizia deve continuamente difendersi da molti parlamentari (ma pure sindacalisti e condannati di ogni genere). Tra questi, non manca la stessa Presidente del Consiglio, che non ha gradito le nostre cronache di un processo di ‘ndrangheta concluso in primo grado con molti anni di carcere a un esponente del suo partito. In questo clima, Calderoli ieri ha intimato ai giornalisti del Messaggero e del Mattino di non dire più che la legge sull’autonomia spacca l’Italia, perché questo sarebbe diffamatorio.

Certo, quando i treni arrivavano in orario non c’era il problema di mettersi a discutere con i giornali, ma sulla sua riforma Calderoli ha ragione ad offendersi, in quanto non spacca l’Italia ma la disintegra, e spinge il Centro e il Sud al dissesto finanziario. Tant’è vero che la stessa maggioranza sta frenando. Impossibile frenare, invece, l’arroganza di certi politici verso i giornalisti e di riflesso verso i cittadini.

8 replies

  1. Questo è caro Pedulla’, gli italioti hanno voluto qst bicicletta e ora ci tocca…pedalare! Pare che nel ns stramaledetto paese non ci sia fine alla vergogba di cidesti cialtroni della politica che hanno infettato la società con il loro sporco arrivismo, tracotanza, falsità e non ultimo delinquenza!!!! E noi…proni a prenderla in quel posto!

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  2. Non bastavano i media in mano a pochi oligarchi (v la concentraziuone di testate in mano agli Angelucci o la quntità di informazione gestita da Berlusconi o da John Elkann), non basxtava una informazione ormai da anni omologata di regime, ora i politici si sono messi di buzzo buono a querelare qualunque voce critica.
    La Meloni querela Il Domani. Crosetto, capo del settore armi e Ministro della Difesa, chiunque si azzardi a dire che lui ha un conflitto di interessi.
    Ministri, sottosegretari e parlamentari vogliono rifarsi una verginità denunciando per diffamazione chiunque osi dir loro qualcosa di spiacevole.
    Il fascismo aveva istituito il MINCULPOP, il Ministero per la propaganda popolare che aveva il compito di elogiare il Duce e tutti i suoi accoliti e di censurare qualsiasi cosa contrastasse il mindstorm ufficiale. La linea di pensiero degli Italiani doveva essere una e una sola.
    Cultura e propaganda dovevano unificarsi, dipingendo una realtà illusoria e finta del paese. La censura di ogni pensiero contrario era ritenuta sovversione e dunque reato.
    Oggi quello che il fascismo fece con una operazione capillare e diffusa viene rifatto più prestamente dal nuovo regime attraverso la querela, l’arma dei vigliacchi che della legge fanno un’arma di prepotenza e strapotere.
    Non pago di tanta grettezza, Calderoli impone l’autonomia differenziata e minaccia qualunque voce critica. Così facendo, non solo calpesta l’articolo 21 che pone come principio fondamentale della democrazia la libertà di espressione, ma fa a pezzi pure un referendum popolare contro il federalismo, mentre il referendum del nord (4 milioni di persone) per la secessione della Padana si spense da solo affondato nell’illegalità e nel ridicolo.
    Per la serie ‘il peggio ritorna’ ecco che quello che il popolo italiano ha rifiutato torna nel progetto calderoniano delle autonomie, che ovviamente premierebbero il Nord a scapito del Centro e del Sud, cosa che Regioni del Centro e del Sud hanno capito perfettamente. Ma per Calderoli anche questio referendum è probabilmente da condannare e castrare, per la serie “Qui comando io, e di voi non ne frega un caxxo!”

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  3. Io quel che non capisco è come mai l’ordine dei giornalisti non prende collegialmente posizione contro la campagna di intimidazione che hanno messo in atto da 2-3 anni gente come il rignanese e adesso la melona e crosetto e pure caldarrosta.

    Incredibile. Questa sarebbe la democrazia? Dire solo quel che fa comodo al potere?

    Non si può lasciare ad ogni singolo giornalista l’onere di essere vittima di querele temerarie da parte di un politico magari ben ammanicato anche con qualche tribunale.

    Guardate per esempio l’arroganza del Bomba contro Travaglio e pure Giannini. Vi sembra normale una roba del genere??? La Gruber non ha spiccicato una parola nell’occasione.

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    • Io non so come si chiama in termini giuridici per cui te la spiego come mangio. Tu politico quereli un giornalista per diffamazione e vinci. Perfetto vieni risarcito in termini economici. Però se perdi oltre a pagare le spese processuali paghi anche una somma proporzionata all’importo che tu avevi chiesto come danno. Spero sia comprensibile.

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  4. Il 2022 passerà alla storia per avere finalmente gettato la maschera e trasformato il giornalismo ufficialmente in propaganda più efferata mainstream:

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